Votare o Non Votare, questo è un problema? C’è la scelta alternativa, la via di mezzo.

Cosa vuol dire votare? Vuol dire delegare qualcuno a governarci.
E qui il primo bivio: tu sei una persona che ha voglia di essere governato da qualcuno?
Non ne hai voglia? E allora perché voti?
Ne hai voglia? Allora dovrai decidere chi votare. Ma chi voti?
Ritrovi in qualche programma elettorale tutti i punti per te fondamentali? Allora votalo.
Ti ritrovi, ma solo per alcuni punti? Dipende solo quanto i tuoi punti sono fondamentali.
Sei per caso una di quelli che è un po’ di tempo che vota il meno peggio perché il voto è importante per cambiare?

E’ cambiato ogni volta? No? E allora perché continui a votare il meno peggio?

Se li voti, loro non sono più il meno peggio, ma sono i tuoi governanti.
Vuoi davvero farti governare da uno solo perché è meno peggio dell’altro?
In mezzo al nulla anche una scoreggia sembra un tuono. Ma resta pur sempre una scoreggia. O no?
E se nessuno ti rappresenta?
Benvenuto nel club!
Quindi?
Quindi non è solo come dice Shakespeare, Essere o non Essere, Votare o non Votare;
esiste la sana via di mezzo…
Vai al seggio con un sorriso e con un bel sorriso dici buongiorno, educatamente consegni il documento e la scheda elettorale, ti fai registrare poi quando ti consegnano le schede tu, gentilmente e sempre con il sorriso, non le tocchi e dici: “Mi dispiace, ma sono costretto a rifiutare le schede e chiedo cortesemente di mettere a verbale il motivo, ovvero che non mi sento rappresentato da alcuna coalizione, grazie”. Probabilmente qualcuno cadrà dalle nuvole, qualcuno contesterà, qualcuno proverà a convincervi, mantenete comunque la calma, il sorriso e la massima cordialità, non è colpa loro! Questa possibilità è un vuoto legislativo, non è un vostro diritto, ma non è neanche un diritto loro di convincerti a fare il contrario. Se si rifiutano di scrivere le vostre motivazioni, chiedete di verbalizzare il loro rifiuto a scrivere le vostre motivazioni. In questo modo esercitate il vostro voto, rifiutate che venga dato a chi non vi rappresenta e lasciate scritto ai posteri che non credevate in questo teatrino imbarazzante… per non essere volgari.
La destra… noi siamo antifascisti.
La sinistra è stata lì ad aspettare quando c’era da lottare, ha spezzato il pane con la destra e ha mangiato con loro… adesso sta a digiuno.
Il centro è imparziale e moderato, quando noi vogliamo gente che ha il coraggio di schierarsi e prendere posizioni, poi è capeggiata da qual Monti, proveniente da Banche e Finanza che hanno guadagnato da questa crisi mondiale impoverendo il genere umano e che, una volta insediato al Governo senza consenso elettorale, ha pure lodato il lavoro di Berlusconi & Company e adesso dice l’opposto, pagliacci.
E il movimento cinque stelle? E chi lo conosce? Noi abbiamo sentito parlare solo Beppe Grillo a piazze immense, gremite di persone che hanno voglia di stare meglio e trovano uno che insulta e colpevolizza tutti. In realtà, cari grillini, da quel palco dovreste sì dire basta con i ladri del passato, ma dovreste dire che non si può cambiare il sistema se non cambiamo noi e noi siamo i primi responsabili di questo decadimento e i nostri rappresentanti sono quelli che abbiamo delegato a rappresentarci al meglio e lo hanno fatto benissimo. La realtà, cari grillini, è che se non cambiamo noi, nel profondo, nel nostro modo di pensare, di vivere, di rapportarci con il prossimo, non cambieremo nulla. Dal palco sentiamo solo dire a casa tutta la casta. Peccato che non si dica che la casta siamo noi.
Per questo invitiamo tutti voi, che non vi sentite rappresentati, a rifletter che un alternativa c’è: rifiutare la scheda e a verbalizzare il vostro dissenso, la vostra disobbedienza pacifica; è’ un diritto, è una possibilità di non affiancare il proprio nome, il proprio voto e la propria partecipazione ad un carrozzone imbarazzante, deprimente e pericolosamente antidemocratico di un’elezione politica gestita da tanti pinocchi, mossi da banche e dalla finanza e protetti da una legge elettorale che non dà la possibilità di esprimere, davvero, la propria idea e di scegliere davvero le persone in cui si crede.
Pace a tutti,
votanti, non votanti e rifiutanti.

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