Il potere politico dei consumatori secondo Francesco Gesualdi

Sabato 7 Settembre, intervento di Francesco Gesualdi al primo evento DES (Distretto di Economia Solidale) di Livorno

“E’ necessario che ci rendiamo conto del grande potere che abbiamo come consumatori; il consumo è un modo di fare politica e con in nostri acquisti è possibile condizionare il comportamento delle imprese.

Oltre alle solite due domande “Quanto costa?” e “Fa al caso mio?”, dobbiamo iniziare a chiederci anche qual è la storia dei prodotti che stiamo per acquistare, qual è il comportamento delle imprese che stanno dietro ai prodotti sugli scaffali e se questo sia criticabile o meno. Questo vuol dire consumo “critico”. Se, ad esempio, l’impresa che produce un tal prodotto evade le tasse, chiediamoci se vogliamo continuare ad arricchirla con i nostri soldi. Un’altra impresa, invece, è collegata con la produzione delle armi, ne vogliamo essere complici? Un’altra ancora possiede la maggior parte dell’informazione nel mondo. Che vogliamo fare di fronte a questo dominio? Dobbiamo porre attenzione a tutti questi aspetti.
I principali soci in affari delle imprese sono i consumatori stessi.
Questo è il primo stadio di coscienza.
Da queste riflessioni sono nate nel tempo numerose iniziative; dagli anni ’90, le persone hanno iniziato a guardare al locale più che al supermercato, nascono così i primi rapporti tra produttori locali e consumatori, nascono le prime monete locali, nascono le MAG e la finanza etica, perché comunque c’era bisogno di finanziamenti e le grandi banche non avevano interesse a finanziare queste piccole realtà; in più esse speculano su tutto, sulle derrate alimentari, sui titoli di stato, speculazioni che inevitabilmente si ritorcono contro di noi.
Molte di queste esperienze le stiamo mutuando dall’America Latina; negli anni ’80 le persone sempre più in povertà, capiscono che non riceveranno risposta ai propri bisogni dal sistema. La gente così riscopre l’auto-organizzazione, l’economia popolare, inizia a collaborare e a solidarizzare. E questa è l’unica via. Così, il contadino bisognoso di sementi decide di comprarle dal produttore locale, invece che dalla Monsanto.
La filiera corta è importante, quindi, non solo a livello ambientale (diminuzione di trasporti e di inquinamento) ma anche sociale.
La disoccupazione continuerà a marciare. Iniziano ora a dirci “rischio di ripresa senza occupazione”; ecco, ricordatevi questa frase, perché così sarà. Il PIL aumenterà, ma non ci sarà lavoro e non ci sarà vero benessere per le persone.
Se vogliamo riprenderci, dobbiamo abolire questo progetto folle di globalizzazione, che non è fatta per le persone del mondo ma per gli interessi delle multinazionali.”

Francesco Gesualdi (conosciuto anche come Francuccio Gesualdi; Foggia, 1949) ormai pensionato, utilizza tutto il suo tempo per coordinare e svolgere le attività del Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano (PI), un centro di documentazione che si occupa di squilibri sociali e ambientali a livello internazionale, con l’obiettivo di indicare le iniziative concrete che ciascuno può assumere, a partire dalla propria quotidianità, per opporsi ai meccanismi che generano ingiustizia e malsviluppo.
Ha pubblicato vari libri e articoli riguardanti la negazione dei diritti umani, lo sfruttamento del lavoro minorile, il potere delle multinazionali, la crisi dell’occupazione, l’impoverimento a livello globale, il problema energetico, il debito del Terzo Mondo, l’inquinamento e la distruzione dell’ecosistema.
Promuove l’uso di strumenti come il consumo critico, la “non-collaborazione”, il boicottaggio, il commercio alternativo, l’obiezione fiscale, la finanza sostenibile, le reti locali, la banca del tempo, lo sviluppo sostenibile, cercando in questo modo di favorire una rivoluzione degli stili di vita, della produzione e dell’economia.

Pace

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