I nostri dieci raccomandamenti di Natale

Avrai un dubbio. O no?

Ormai ci siamo, l’aria è frizzante, luci, colori, musica, manca solo la neve.
Poi il Natale è perfetto.
Ma viste le notizie brutte che non fanno bene alle feste imminenti e visto un Benigni pio e buono come mai prima, ci permettiamo anche noi di darvi qualche consiglio natalizio, stilando i nostri dieci raccomandamenti di Natale.

1) Non ragionare sulla qualità, ma sulla quantità e sul prezzo.
2) Non essere cattivo con quelli come te.
3) Non leggere.
4) Non uscire (che si prende freddo).
5) Non andare al cinema.
6) Non andare per musei.
7) Non farsi rovinare le feste dai problemi del mondo.
8) Non informare se stessi e gli altri.
9) Non andare a teatro.
10) Credere nel Potere.Per i più curiosi, ecco qui le istruzioni per l’uso, una per una.

1) Non ragionare sulla qualità, ma sulla quantità e sul prezzo.
Andare in giro per mercatini e mangiare, ma non comprare nulla, visto che la roba fatta a mano costa caro. Piuttosto spendiamo tutto nelle nostre amate catene, tutte uguali, ovunque. Poi costa meno. Non è ciò che conta di più?

2) Non essere cattivo con quelli come te.
Dobbiamo essere buoni con il prossimo perché il Natale fa bene a tutti, a parte che il prossimo non sia un barbone, un accattone, un lavavetri, un venditore ambulante, un diverso… Quelli non sono tutti, quelli sono diversi. Quelli rovinano l’ambient e poi, in quelle giornate stressanti di corsa a prendere i regali, non hanno nemmeno l’intelligenza di capire che non è proprio quello il momento.

3) Non leggere.
Ma se proprio dobbiamo comprarli o addirittura regalarli perché rende il regalo più figo e intellettuale, facciamolo nelle catene e non le librerie indipendenti. Così un giorno finalmente chiuderanno tutte e con loro le libraie partigiane della cultura e finalmente compreremo i libri scelti dai nostri amati e bellissimi e colorati store (tradotto: magazzini) dove tutta la cultura viene omologata e noi omologati con lei. Finalmente la democrazia vera. Ma ci pensate che bello? Tutti con la stessa cultura. Come tanti Ivan Il’ič, ma mai toccare i libri di Tolstoj, sono libri che fanno pensare. Già leggere solo quei nomi mette i brividi. E poi, che due maroni pensare. Con tutto quello che c’è in giro e con la vita stressante e faticosa che abbiamo noi occidentali, meritiamo di non perdere tempo nel leggere, ma se proprio deve essere, allora che siano letture rilassanti che ci facciano sorridere e, perché no, anche ridere. Un po’ di leggerezza!

4) Non uscire (che si prende freddo).
Mai trovarsi a parlare tra di noi, ma se proprio deve essere, incontriamo i nostri amici e parliamo di cose belle, mangiamo, beviamo, giochiamo, ridiamo, balliamo, facciamo all’amore, ma non roviniamoci gli incontri parlando dei problemi del mondo. Il mondo è grande e noi non avremo mai problemi, perché siamo delle brave e belle persone e non è certo colpa nostra se a qualche migliaio di chilometri da qui si ammazzano tra di loro o non mangiano. Non dobbiamo partecipare a quelle noiose assemblee cittadine, ma stiamo in casa, comodi sul divano, sotto un bel plaid, a vedere quelle profonde trasmissioni politiche che ci sono tutti i giorni. Quelle sì che meritano il nostro tempo, perché facendoci vedere sempre le stesse facce e dicendo sempre le stesse cose, ci fanno sentire a casa, mica come incontrare sconosciuti con cui dobbiamo relazionarci. Che poi magari dicono cose che non ci piacciono. Almeno a casa, quando ci stanchiamo, cambiamo canale. Tanto qualcosa che ci piace lo troviamo di sicuro! Con tutte quelle serie, fatte benissimo che ci fanno affezionare ai nostri beniamini come le telenovele, Dallas o Beautiful. Quelli sì che erano bei tempi.

5) Non andare al cinema.
Ma se proprio dobbiamo, andiamo a rilassarci con un bel cinepanettone, fatto dai nostri comici che ci fanno tanto ridere anche nelle tante pubblicità. Evitare di cadere in tentazione e vedere film come il Sale della Terra, Jimmy’s Hall o Torneranno i prati. E meno male che il nostro amato sistema evita di far circolare l’ultimo della Guzzanti: La trattativa. Stiamo a casa con la nostra bella tv on demand o youtube nel nostro personalissimo megaschermopiatto-effetocinema-dolbysurround-3D-41Bis, dove nessuno ci disturba, perché siamo solo noi.
6) Non andare per musei.
Ma se ci andiamo, non leggiamo, limitiamoci alle figure, i quadri, le statue, gli oggetti e ricordiamoci sempre che quello che vediamo è passato e non centra alcunché con noi e con i nostri tempi. E per fortuna che è passato. Tutti si lamentano. Basterebbe che si facessero qualche giorno nel passato che capirebbero quanto stiamo bene adesso.
7) Non farsi rovinare le feste dai problemi del mondo.
Non facciamoci rovinare le feste dalle guerre che ci sono nel mondo perché se non ci fossero poi noi come facciamo? La guerra è la natura dell’uomo, bisogna solo decidere da che parte stare, di chi vince o di chi perde. Non facciamoci rovinare le feste dalla fame, tanto noi non la patiremo. Il resto del mondo? Vuol dire che non si da da fare abbastanza. O no? Non facciamoci rovinare le feste dalle malattie e dalla farmaceutica che non rende libere e gratuite le cure. Che poi fai la fine di Paolo Barnard. Un’altra Cassandra2.0.
Tanto Noi non ci ammaleremo mai.
8) Non informare se stessi e gli altri.
Non dobbiamo informarci. Fa ancora più male. Al massimo, possiamo leggere i quotidiani come Repubblica o Libero, Corriere o Giornale, e ci fermiamo tanto intendiamo tutti, uno vale l’altro, dipende solo dalla lingua che ognuno di noi parla, ma i concetti sono sempre gli stessi. Evitare il passaparola. E’ la peste bubbonica del popolo. Da evitare assolutamente la rivista mensile di Altreconomia e il loro sito, quelli sono veri giornalisti d’inchiesta. Sono pericolosi e dannosi per la salute. Gli occhi vanno tenuti chiusi così evitiamo di sporcarli con la polvere e di invecchiarli con la luce. La mente invece va lasciata stare. Chiusa ermeticamente. Non va stimolata. Gioca brutti scherzi. Sarebbe perfetta sottovuoto, E non dobbiamo visitare il sito di FortressEurope. Quelli pensano che ogni persona abbia il diritto di viaggiare, spostarsi e lavorare dove vuole. Ma stiamo scherzando? Evitiamo di andare a vedere il loro film: “Io sto con la sposa”, quelli davvero pensano che siamo tutti uguali. In intimo consigliamo la solita D’urso con i suoi collegamenti fiabeschi: chissà, magari, nel prossimo ci sarà un passaggio casuale di Cappuccetto Rosso che spinge la carrozzina della Nonna, mentre la Mamma se la fa con il Lupo. Povero Cacciatore.
9) Non andare a teatro.
Fa malissimo. L’unica eccezione la si può fare solo nel caso che a teatro ci siano i nostri beniamini televisivi. In quel caso come dirvi di no e mi raccomando, smartphone pronto per il selfie da postare su Facebook in diretta a caccia di Mi piace. Perché è così, tutto quel Mi piace, ci piace un casino e ci fa sentire un po’ divi anche noi! E questo ci piace.
10) Credere nel Potere.
Dobbiamo fidarci del nostro governo e dei nostri ministri, perché l’Italia va bene, la colpa è dei soliti 4 disfattisti, complottasti, eversivi, etc, etc. Come i 4 ragazzi NoTav per cui il ministro Lupi continua a chiedere il reato di terrorismo nonostante che il Tribunale abbia fatto cadere l’imputazione. I politici sono fatti così, quando si parla di colleghi indagati, bè… quelli sono e restano innocenti e non si toccano fino a prova contraria, come il padrone con Ruby o i colleghi politici collusi con la Mafia, ma se sono No Tav, allora il discorso cambia. Davvero vogliamo che la legge sia uguale per tutti? Non saremo ancora quei cittadini dinosauri che credono in un mondo diverso? Per esempio onesto? Oppure tipo amiamoci tutti?
10 e Lode) Obbedire.
Testa Bassa. Obbedire. Mutismo e Rassegnazione. E Obbedire.
Ecco bravi. Obbedite. Quindi?
Se vi ritrovate in questi 10 dogmi, allora completate l’opera: staccatevi le palle e appendetele, così almeno preserviamo la specie. Poi mantenendo il cervello in standby infilate la testa dentro ad un cappellino natalizio e accendete le luci così sembra vera, piena e funzionante. E mi raccomando: scrivete a Babbo Natale. Fate la lista di ciò che volete, aspettatelo svegli davanti alla canna fumaria della vostra caldaia e quando lo incontrerete, perché la gente come voi è troppo sveglia, lo stana di sicuro, fategli la festa e prima di salutare il vecchio ricordategli che siete stati bravi, così quando incontra la Befana glielo dice e il 6 Gennaio non vi porta il carbone, ma quello dolce con altri regali e magari un bel premio alla Lotteria. Sempre che non abbiate già vinto facile con quei giochi d’azzardo legali. Anzi, continuate a giocare, perché con i vostri soldi lo stato ha incassato un milione di euro dei totali 36 di entrata della manovra finanziaria di Renzi. Lo stato è geniale. Ci abbassa le tasse, ci regala 80 euro e ci lascia in mutande facendoci sognare di diventare milionari.
Ma cosa state facendo? Siete ancora qui a leggere?
Basta leggere.
Fa male!
E il male fa rima, ma non fa bene al Natale.
Felice e Ignorante Natale a tutti.
Pace
(Lo sappiamo, è un vizio, ma non riusciamo a non chiudere i nostri articoli se non con questa parola obsoleta! Ma che diciamo obsoleta, parola oltretutto astrusa, sarebbe obsoleta se il mondo l’avesse conosciuta, quindi più giusto definirla utopica)

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