Domenica 2 Agosto 2015: un solo applauso.

2 Agosto 2014: Non avranno più i nostri applausi

Questo non è una manifestazione, tanto meno un flashmob. E’ solo un gruppo di persone, di Bologna e non, del Collettivo e non, che hanno deciso di unirsi e condividere. Ci troveremo sulla collinetta della Piazza della Stazione (Piazza Medaglie d’Oro) verso le 9.45. Ognuna con il suo fazzoletto macchiato. Questo non vuol essere un invito ad unirsi, ma un invito a tutte le persone a non sentirsi escluse. Anche perché più siamo, più il nostro silenzio si farà sentire.

2 Agosto 2015: un solo applauso

Come ogni anno e come molti altri, Domenica 2 Agosto saremo in Stazione.
Per non dimenticare insieme a tutta la città.
Per non dimenticare il 2 Agosto 1980.
Per non dimenticare 85 vittime e 200 persone ferite.
Per non dimenticare che lo Stato non c’è stato,
o forse c’è stato poco
o forse c’è stato per depistare
o forse c’è stato proprio per organizzare.
Ma ancora non lo sappiamo.
Dopo 35 anni.
Per questo saremo in piazza,
non perché siamo giustizialisti,
ma perché esigiamo la verità.
Un popolo merita la verità.
Verità non solo di chi ha fatto la strage,
ma soprattutto di chi  l’ha organizzata
e ancor di più di chi l’ha voluta.
E poi verità e i nomi di chi ha insabbiato, di chi ha depistato e di chi ha detto il falso.
Vogliamo solo questo.
Ci siamo stancati di bei discorsi, di belle parole e di belle intenzioni.
Ci siamo stancati di applaudire tutto questo teatrino che si ripete ogni anno.
Ci siamo stancati di sentire applaudire.
Quindi?

Vorremmo una piazza che si riempie, che ascolta e che reagisce in un solo modo: silenzio.
Un solo applauso, lungo e infinito, alle 10.25, dopo il minuto di silenzio.
E poi silenzio ancora.
Ad ogni autorità che parla reagiremo con il silenzio.
E se l’autorità di turno dice “cavolate”?
Lo fischieremo perché se viene per dire “cavolate” è meglio che capisca e che se ne vada.
E comunque, che dica belle parole o oscenità,
terremo alzato davanti al viso per tutto il tempo in cui parla un fazzoletto, una federa, uno straccio bianco macchiato di rosso, per mostrargli cosa proviamo dentro:
una ferita ancora aperta e sanguinante.
Diverso sarà per Bolognesi, Presidente dell’Associazione delle Vittime.
In rispetto del dolore che è stato anche suo, non solo come cittadino ma anche come famigliare, non alzeremo il fazzoletto.
Ma l’applauso è un altra cosa.
Ora è Senatore, quindi all’interno, quindi con un dovere verso il suo popolo:
portare tutti i nomi o portare i nomi di chi gli impedisce di farlo.
Noi vogliamo nomi.
E noi vogliamo quel giorno per abbracciarci, piangere e applaudire la verità.
Ma fino a quel giorno, ogni 2 Agosto, noi ci saremo in silenzio, con un solo applauso, lungo e infinito, alle 10.25, dopo il minuto di silenzio e poi silenzio ancora.
Perché non abbiamo dimenticato e non abbiamo alcuna intenzione di dimenticare.

Pace

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