Parole migranti, parole profughe, ma mai clandestine.

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Questa lettera l’ha ricevuta uno di noi un anno fa (la storia si riferisce a qualche anno prima) in occasione di un progetto di teatro sociale, il Festival In&Out, in corso proprio adesso, alla 5° edizione.

E visto che oggi è la giornata del profugo, la condividiamo con voi.

“Cari Cavalieri Erranti,

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IO SONO ILLEGALE

Cari Cavalieri Erranti,

io vi conosco da poco, pochissimo.
Un mesetto fa, chiacchierando nel parco, ho saputo del vostro arrivo.
Mi sono informato un po’ e da subito mi siete stati simpatici.
Anzi, mi siete proprio piaciuti e non vedevo l’ora di conoscervi.

Poi, purtroppo, non sono potuto restare;
la vita a volte ti permette di scegliere, altre volte no.
Questa è una volta no.
E per questo vi scrivo questa lettera.

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Lampedusa Rewind

L’Italia ha un sussulto di umanità?
Scandalo per un video di Lampedusa?
Rewind.
Continente Nero.

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Gli unici clandestini sono i disumani.

Clandestini per voi che avete confini, muri e pareti.

Clandestini per voi che accettate confini, muri e pareti.

Clandestini nei vostri pensieri delimitati da confini, muri e pareti.

Clandestini nei vostri pensieri di gabbie, prigioni, difesa, spari e morte.

Clandestini per la tristezza di voi, miseri dell’animo umano,

che vi aggrappate al vostro lusso di essere nati al di qua del muro,

Clandestini per la tristezza di voi, miseri dell’animo umano,

che vi aggrappate al vostro disumano diritto di prevaricazione sui vostri simili.

Per poi tentare altrettanto miseramente di addossare la vostra natura agli altri, rei di buonismo.

Gli unici Clandestini siete voi, poveri d’umanità.

Voi siete Clandestini dell’Umanità.

E non augureremo tanta violenza neppure a voi.

Sarebbe contro la natura umana.

Pace