Lettera a Di Battista

Onorevole Alessandro,
eccoci qui a scriverti di nuovo, ma stavolta pubblicamente. Quattro mesi fa ti abbiamo fatto i complimenti per i discorsi sentiti fare nella camera dei bottoni, “…Non ci fraintendere, in un mondo normale sarebbero ovvii, ma in questo mondo, dove anche un sorriso e un buongiorno sono atipici, le tue parole spiccano. Sono discorsi per noi basici, di semplice buon senso, ma in quell’aula e in questo momento storico, sono speciali ed essenziali…”.
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