No Tav, Palestina, Tribunale dei Popoli e la Trilogia dell’EssErri De Luca

Tav: Tribunale dei Popoli a Torino per caso Valsusa - DA ANSA TORINO

Tav: Tribunale dei Popoli a Torino per caso Valsusa – DA ANSA TORINO

Tutte le strade portano al capezzale dell’Italia.

Lo sappiamo, non è una novità, l’Italia non gode di buona salute.
Ma come?
L’Italia, con le sue terre così diverse, con i suoi mari, fiumi, laghi, bellezze architettoniche, opere d’arte, siti archeologici, siti storici, arte di ogni genere e forma, cultura, filosofia, scienze, dialetti, etc etc… L’Italia sta male?!?
Pensi di no?
Allora fermati di leggere e goditela.
Pensi invece che non stia proprio benino?
Ma allora dov’è il problema?

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Lettera a Miss Italia: il pensiero non ha curriculum

corona-missitalia

Cara Alice, non ci conosciamo ma abbiamo la necessità di scriverti.
Te lo diciamo subito, la lettera è un po’ lunga.
Una settimana fa, quando siamo partiti per l’estero, non sapevamo chi tu fossi. Poi ieri, ci siamo riconnessi con il mondo e siamo stati travolti da fiumi di parole, da uno tsunami generato dalle tue di parole, poche e flebili parole.
Ammettiamo che ne siamo stati colpiti, ma solo per pochi secondi; quello che ci ha spronato discussione è stata la reazione popolare che è la motivazione di questa lettera.

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Favola di Natale

BuoNo Tavale

C’era una volta una penisola lunga e stretta, aveva tutto, mare e monti, bellezze naturali e quelle fatte dall’uomo, e un clima che le aveva sempre permesso di coltivare e fare buon cibo. Tutto questo aveva permesso a questo popolo di essere famoso in tutto l’universo per la natura artistica, scientifica e filosofica, a tal punto da essere stata la patria del Rinascimento dell’Umanità. Insomma, era un piccolo paradiso terrestre in continua evoluzione. Tutto questo non era stato un regalo, ma una lunga conquista sociale, pagata con non poche vite umane, dal Risorgimento alla Grande Guerra che non la uccise, da cui si rialzò, ma dalle cui ceneri nacque una dittatura che contribuì a mettere a fuoco il pianeta per una seconda volta. E nel peggio che toccò nell’animo tirò fuori il meglio e reagì con un secondo Risorgimento, chiamata Resistenza che contribuì a far cessare la follia della guerra e, approfittando del momento, a farla rinascere come Repubblica. Poi successe l’imprevisto, l’inaspettato e l’inimmaginabile. L’entusiasmo li portò a crescere velocemente, il passato di grandi sacrifici li portò a godersi la vita. Per la prima volta questo popolo conobbe il termine vacanza.

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Tangentopoli, Mosopoli, Monopoli, Expopoli, ExPopoli, Ex Popoli

I reati incriminati? Mai commessi.
Le prove? Non esistono.
I colpevoli? Sono solo vittime.
Se ne parli prima del tribunale? Ti portano loro in tribunale.
Se ne parli dopo? Complottista.
Quindi?
Quindi non parliamo di presunti reati, presunti colpevoli o presunti innocenti.
Parliamo di noi.

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R-Esisti Natale!

Potevamo scrivere che non sopportiamo più il natale perché così consumistico, così vuoto di tutto e pieno di nulla, così poco coerente, così stressante, frenetico, assurdo, patetico, triste…
E invece no.
Perché ciò che avremmo criticato è il nostro Sistema Sociale, non il Natale.

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Lampedusa Rewind

L’Italia ha un sussulto di umanità?
Scandalo per un video di Lampedusa?
Rewind.
Continente Nero.

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Italiani per stranieri

La “nostra” storia?

Un presidente dello stato talmente anziano che, invece di andare in pensione, è restato nonostante si sia dimenticato di cosa vuol dire indignarsi e prendere parte.
Un presidente del governo servo delle lobby finanziare, come quello prima di lui.
Il maggior partito di sinistra ha come leader uno di destra.
Quello di destra ha come leader uno che ha delegato una scena di un film.
Quello di centro che sta decidendo cosa conviene essere, dire, fare, baciare, lettera e testamento con chi stare.
Un altro gruppo di destra segue un morto (politicamente parlando) che cammina ancora perché gli zombie sono sempre tra noi.
Un altro di sinistra è alleato con quello maggiore di sinistra con a capo quello di destra.
Una grande folla segue un comico e il suo dark side capellone (con un sito web che sembra Scientology), che insultano tutti e stilano liste nere, così… caccia all’untore.
Dei forconi, senza Nettuno, che vogliono usare la forza per prendersi il potere e guai a chi non partecipa.
E una minoranza a dire che la soluzione pacifica ci sarebbe, ma che implica un esame di coscienza individuale e collettivo. Dopo sarebbe molto più semplice, basterebbe chiudere i rubinetti a chi ci ruba l’acqua. I grandi colossi economici. Smettere di acquistare da loro anche se hanno i prezzi più bassi.
Ma questa purtroppo è un’altra storia.

Pace

Il Grillo di Pertini sul 9 Dicembre

Sig. Grillo,
partiamo subito con i complimenti.
Complimenti alla carriera, ancora in corso, e complimenti per aver dato vita ad un movimento cittadino di sensibilizzazione, di confronto e di partecipazione.
Ora le critiche.

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Ieri si è brindato. Oggi si festeggia. Ma Domani?

Ieri sembra essere una giornata storica per l’Italia, il buon Berlusca è decaduto.
Ma questo cosa cambia?
Ora, per noi del Collettivo, la più grande colpa di Berlusconi è stata involvere il paese sotto tutti i punti di vista, a 360°,  perché lui, non solo ha sdoganato il suo essere nel nostro paese, ma lo ha pure infettato. Lui è stato l’attore principale.
Ed è questo il punto. O il rischio.
Il pensare di esserci liberati del Diavolo, del Male, della fonte di Malvagità, o più semplicemente, della Causa dei nostri mali, e lì fermarsi.
Festeggiare e non cambiare.
Brindare e restare fermi.
Il Diavolo non esiste, ma se accettiamo la sua esistenza dobbiamo cercarlo dentro di noi, è la nostra parte peggiore e questa nostra parte ha contribuito attivamente all’infezione e all’involuzione totale del nostro ex bel paese.
Oggi? Brindiamo, festeggiamo, ma Domani?
Domani ognuno di noi deve farsi un bell’esame di coscienza. Ognuno di noi deve individuare e riconoscere le proprie debolezze e le proprie colpe. Ognuno di noi deve riconoscere di essere stato colpevole di tutto questo. Colpevole di aver distrutto e infettato la Cultura, la Scuola, la Sanità, il Lavoro e tutto il resto, perché tra 60 anni noi verremo ricordati per non aver reagito, per non essere stati capaci di svegliarci e fare una rivoluzione intellettuale, perché verremo ricordati per essere stati indifferenti, come noi ricordiamo coloro che hanno subito dittature passate senza reagire.  Ma stavolta con colpe ben più grosse: noi potevamo sapere, noi sapevamo e noi abbiamo tenuto il capo chino, sul telecomando per decidere chi ascoltare su come fare la rivoluzione o sul nostro amato cellulare/tablet con cui pensiamo tuttora di fare la rivoluzione. Ma per fare una rivoluzione, di qualsiasi genere, intellettuale o armata, non bisogna essere solo pronti, ma decisi e convinti che il nostro sacrificio è necessario e indispensabile per i nostri figli e nipoti e per il futuro dell’umanità.
Dobbiamo riscoprire il senso delle parole come coerenza, morale, etica e anche indignazione (di ogni nostra singola azione quotidiana).
Basta parlare di democrazia o repubblica, di libertà o diritti.
Quelle parole, basta controllare sul dizionario, non esistono più.
Esistono solo quando ci paragoniamo agli altri.
Questo eterno e patetico paragonarci a chi sta peggio non vuol dire vivere in uno stato di diritto, ma, al massimo, in uno stato leggermente meno peggio.
Mangiare un cucchiaino di letame è molto meglio di mangiarne un piatto.
Questo, però, non trasforma quel cucchiaino di letame in miele o in pane.
E’ necessario un profondo esame di coscienza individuale e collettivo per cercare subito di estirpare la nostra Peste Mentale, per non restare Zombie e complici del prossimo Diavolo di turno, per poi rialzarsi, progettare e iniziare a costruire un nuovo modo di pensare per cui andare fieri. Nuovo, si fa per dire, basta rileggere e riascoltare Socrate.
Pace

PS: Appunto politichese.
Una dittatura mondiale del profitto e dell’approfitto altrui che strangola chi dissente.
Un parlamento che non è riuscito a concepire un idea alternativa e r-esistente.
Un parlamento che ha dovuto aspettare che lui cadesse da solo.
Un Capo di uno Stato (dove si perseguitano gay e lesbiche e dove si mettono a tacere coloro che si oppongono) ricevuto prima dal Papa e poi dal Papi. Non è che adesso Berlusca (ancor oggi privo di passaporto italiano), con il suo passaporto diplomatico nuovo di zecca di stato, ci lascia qui da soli con i soliti beceri compagni di merende sempre in cerca di un nuovo Diavolo per giustificare la loro esistenza?

E un popolo, noi, acefali, divisi nella vita come allo stadio, a odiarci l’un verso l’altro, in cerca perpetua di un capobranco che ci faccia sentire di essere qualcuno.
Ma questo Essere Qualcuno non muore mai?

Nel frattempo che aspettiamo il suo funerale, vi lasciamo con quello di Libero Pensiero:
http://www.magazzini-sonori.it/freezone/inervi/funerale-libero-pensiero.aspx