Armiamoci e sparatevi!

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Le guerre stanno aumentando, come la fame e la povertà.
Gli Stati Uniti non riescono a liberarsi della piaga delle armi per colpa delle industrie che sulle armi ci fanno affari miliardari.
L’Isis mette a fuoco una terra in piena crisi umanitaria, ma hanno sempre jeep funzionanti, benzina, armi e tecnologie di ultima generazione e noi siamo tutti beoti e focalizzati su di un solo punto: oddio l’orco cattivo! Ma non creiamo una sinapsi, perché evidentemente incapaci, per chiederci: ma chi li finanzia? Ma se sono così cattivi, perché non diciamo nulla del fatto che stiamo bombardando e combattendo contro l’unico popolo che li combatte veramente, ovvero il popolo curdo?
La cultura è ai minimi storici, l’egoismo, l’ignoranza e la presunzione con tanta arroganza invece è ai massimi.
Il sistema socio-economico è al collasso.
Siamo alla fine dell’Impero.
E i nostri Statisti?
Quali statisti?
E i nostri amministratori?

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Favola di Natale

BuoNo Tavale

C’era una volta una penisola lunga e stretta, aveva tutto, mare e monti, bellezze naturali e quelle fatte dall’uomo, e un clima che le aveva sempre permesso di coltivare e fare buon cibo. Tutto questo aveva permesso a questo popolo di essere famoso in tutto l’universo per la natura artistica, scientifica e filosofica, a tal punto da essere stata la patria del Rinascimento dell’Umanità. Insomma, era un piccolo paradiso terrestre in continua evoluzione. Tutto questo non era stato un regalo, ma una lunga conquista sociale, pagata con non poche vite umane, dal Risorgimento alla Grande Guerra che non la uccise, da cui si rialzò, ma dalle cui ceneri nacque una dittatura che contribuì a mettere a fuoco il pianeta per una seconda volta. E nel peggio che toccò nell’animo tirò fuori il meglio e reagì con un secondo Risorgimento, chiamata Resistenza che contribuì a far cessare la follia della guerra e, approfittando del momento, a farla rinascere come Repubblica. Poi successe l’imprevisto, l’inaspettato e l’inimmaginabile. L’entusiasmo li portò a crescere velocemente, il passato di grandi sacrifici li portò a godersi la vita. Per la prima volta questo popolo conobbe il termine vacanza.

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I nostri dieci raccomandamenti di Natale

Avrai un dubbio. O no?

Ormai ci siamo, l’aria è frizzante, luci, colori, musica, manca solo la neve.
Poi il Natale è perfetto.
Ma viste le notizie brutte che non fanno bene alle feste imminenti e visto un Benigni pio e buono come mai prima, ci permettiamo anche noi di darvi qualche consiglio natalizio, stilando i nostri dieci raccomandamenti di Natale.

1) Non ragionare sulla qualità, ma sulla quantità e sul prezzo.
2) Non essere cattivo con quelli come te.
3) Non leggere.
4) Non uscire (che si prende freddo).
5) Non andare al cinema.
6) Non andare per musei.
7) Non farsi rovinare le feste dai problemi del mondo.
8) Non informare se stessi e gli altri.
9) Non andare a teatro.
10) Credere nel Potere.Per i più curiosi, ecco qui le istruzioni per l’uso, una per una.

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