Lettera ad Adriano Celentano: l’azzurro si è sbiadito e in treno se n’è andato

tenderneve
Caro Sig.Celentano,
quando è uscito “Azzurro”, nel 1968, nessuno di noi era ancora presente nel mondo.
Da quando siamo nate, quella sua canzone è entrata dentro di noi, dalla televisione alla radio, dai concerti a quelli delle cover band, dalle feste di paese alle serate chitarra e fuoco, insomma ognuna di noi ha legato immagini ed emozioni a quella sua canzone. Quindi grazie.
Poi il gioco si è rotto, frantumato all’improvviso, quando abbiamo visto la pubblicità dell’altro treno italico.

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San Valentino, San Remo, San Cretino e San Scemo.

Pensierino Libero Collettivo

E alla fine accadde l’impossibile, rimpiangere Berlusconi

e non per motivi comici come dicono Luca e Paolo a SanRemo,

bravi a prendere per il culo il Potere a cui vendono l’Anima,

ma per motivi seri;

il cavaliere, fuori controllo, per sé e per tutti,

costretto a dimettersi dai veri Poteri di cui un tempo era servitore

e ora, invece, siamo sotto un branco di esteti, tecnici, bravi a parlare e a mettercelo lì

e noi contenti perché convinti della necessarietà.

I Greci saranno falliti, ma non sono più in vendita.

Il loro Governo invece, depresso dai debiti, è stato costretto a mantenere, no, aumentare le spese militari,

chi sono i loro fornitori? Francia e Germania? No dai…

A SanRemo intanto Celentano non completa l’opera,

non deve aver letto il libro “Per questo” della Anna Politkovskaja,

che non se la prende con due testate, ma con tutte, definendo tutti i giornalisti “mataccini”

ovvero pagliacci alla corte dei potenti per distrarre e divertire i pirla che ci stanno, ovvero noi.

E mentre a San Valentino uomini tristi stanno ore in fila dai fiorai per non pensarci gli altri giorni,

San Cretino e San Scemo decidono di prolungare l’intervento militare in Afganistan,

con licenza di gettare non rose, ma bombe.

Errata corrige: poco santi, tutti assassini, noi compresi,

visto che facciamo parte di questo vergognoso Non-Stato.

Pace

 

Colonna Sonora: Il Dilemma di Giorgio Gaber (1982)