Ieri si è brindato. Oggi si festeggia. Ma Domani?

Ieri sembra essere una giornata storica per l’Italia, il buon Berlusca è decaduto.
Ma questo cosa cambia?
Ora, per noi del Collettivo, la più grande colpa di Berlusconi è stata involvere il paese sotto tutti i punti di vista, a 360°,  perché lui, non solo ha sdoganato il suo essere nel nostro paese, ma lo ha pure infettato. Lui è stato l’attore principale.
Ed è questo il punto. O il rischio.
Il pensare di esserci liberati del Diavolo, del Male, della fonte di Malvagità, o più semplicemente, della Causa dei nostri mali, e lì fermarsi.
Festeggiare e non cambiare.
Brindare e restare fermi.
Il Diavolo non esiste, ma se accettiamo la sua esistenza dobbiamo cercarlo dentro di noi, è la nostra parte peggiore e questa nostra parte ha contribuito attivamente all’infezione e all’involuzione totale del nostro ex bel paese.
Oggi? Brindiamo, festeggiamo, ma Domani?
Domani ognuno di noi deve farsi un bell’esame di coscienza. Ognuno di noi deve individuare e riconoscere le proprie debolezze e le proprie colpe. Ognuno di noi deve riconoscere di essere stato colpevole di tutto questo. Colpevole di aver distrutto e infettato la Cultura, la Scuola, la Sanità, il Lavoro e tutto il resto, perché tra 60 anni noi verremo ricordati per non aver reagito, per non essere stati capaci di svegliarci e fare una rivoluzione intellettuale, perché verremo ricordati per essere stati indifferenti, come noi ricordiamo coloro che hanno subito dittature passate senza reagire.  Ma stavolta con colpe ben più grosse: noi potevamo sapere, noi sapevamo e noi abbiamo tenuto il capo chino, sul telecomando per decidere chi ascoltare su come fare la rivoluzione o sul nostro amato cellulare/tablet con cui pensiamo tuttora di fare la rivoluzione. Ma per fare una rivoluzione, di qualsiasi genere, intellettuale o armata, non bisogna essere solo pronti, ma decisi e convinti che il nostro sacrificio è necessario e indispensabile per i nostri figli e nipoti e per il futuro dell’umanità.
Dobbiamo riscoprire il senso delle parole come coerenza, morale, etica e anche indignazione (di ogni nostra singola azione quotidiana).
Basta parlare di democrazia o repubblica, di libertà o diritti.
Quelle parole, basta controllare sul dizionario, non esistono più.
Esistono solo quando ci paragoniamo agli altri.
Questo eterno e patetico paragonarci a chi sta peggio non vuol dire vivere in uno stato di diritto, ma, al massimo, in uno stato leggermente meno peggio.
Mangiare un cucchiaino di letame è molto meglio di mangiarne un piatto.
Questo, però, non trasforma quel cucchiaino di letame in miele o in pane.
E’ necessario un profondo esame di coscienza individuale e collettivo per cercare subito di estirpare la nostra Peste Mentale, per non restare Zombie e complici del prossimo Diavolo di turno, per poi rialzarsi, progettare e iniziare a costruire un nuovo modo di pensare per cui andare fieri. Nuovo, si fa per dire, basta rileggere e riascoltare Socrate.
Pace

PS: Appunto politichese.
Una dittatura mondiale del profitto e dell’approfitto altrui che strangola chi dissente.
Un parlamento che non è riuscito a concepire un idea alternativa e r-esistente.
Un parlamento che ha dovuto aspettare che lui cadesse da solo.
Un Capo di uno Stato (dove si perseguitano gay e lesbiche e dove si mettono a tacere coloro che si oppongono) ricevuto prima dal Papa e poi dal Papi. Non è che adesso Berlusca (ancor oggi privo di passaporto italiano), con il suo passaporto diplomatico nuovo di zecca di stato, ci lascia qui da soli con i soliti beceri compagni di merende sempre in cerca di un nuovo Diavolo per giustificare la loro esistenza?

E un popolo, noi, acefali, divisi nella vita come allo stadio, a odiarci l’un verso l’altro, in cerca perpetua di un capobranco che ci faccia sentire di essere qualcuno.
Ma questo Essere Qualcuno non muore mai?

Nel frattempo che aspettiamo il suo funerale, vi lasciamo con quello di Libero Pensiero:
http://www.magazzini-sonori.it/freezone/inervi/funerale-libero-pensiero.aspx