Sanremo, terra di musica e fucina di eroi

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Sanremo, volenti o nolenti, è un evento amato, odiato, comunque seguito. Quel che succede dentro alla scatolina del Festival entra in milioni di case di italiani.
Sulla musica non ci esprimiamo. Come tutti, anche noi abbiamo le nostre preferenze, ma sono gusti, nulla più.
Ma purtroppo Sanremo non è più solo Sanremo e quest’anno lo ha dimostrato portando i suoi eroi sul suo palco, con una parata degna del 4 Novembre.
In un tempo in cui la caccia alle streghe è quotidiana, in un tempo in cui c’è sempre bisogno di un colpevole da incriminare e rinchiudere, in un tempo in cui nessuno può sbagliare, inneggiare agli eroi è rischioso.
Ma cosa vuol dire eroe?

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Al G8 di Genova, per due soldi, lo stato di diritto il potere dello stato torturò ed annullò.

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E infine la Corte di Strasburgo decretò che lo stato, governato da politici, che avevano comandanti, che ordinarono a degli uomini armati, che, nella notte tra il 20 e il 21 Luglio 2001, non proteggerono, ma picchiarono e torturarono dei cittadini che erano lì per esercitare il loro sacrosanto diritto di parola contraria.
Al G8 di Genova, per due soldi, lo stato di diritto il potere dello stato torturò ed annullò.

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Caro 2012… PS:

“Ci sono cose che non capisco e a cui nessuno dà la minima importanza

e quando faccio una domanda mi rispondono con frasi di circostanza tipo:

tu ti fai troppi problemi, Michele, tu,

tu ti fai troppi problemi, Michele, tu,

ti fai troppi problemi non te ne fare più”

Michele è Caparezza ed è con lui, a Firenze, che abbiamo brindato a te.

Come lui nel suo testo,

anche noi ci facciamo un sacco di problemi nei nostri (di testi).

Visto che quest’anno siamo nati Collettivo, diventato anche Editoriale,

questo ci ha permesso di ficcare il naso nel mondo

che ha in mano la nostra cultura,

quindi ci mettiamo alcuni problemi.

Recentemente qualcuno ha sentenziato

che con la cultura non si mangia.

Il collettivo riconosce in questo abominio mentale

una sola cosa esatta: la grammatica.

Cerchiamo di andare incontro all’abominevole sentenza

e analizziamo il delirio.

Soggetto: Cultura

Verbo: terza persona singolare del presente indicativo di Mangiare.

Ripartiamo da qui.

Cultura e Mangiare.

La cultura del mangiare in Italia è celeberrima,

tutti per il Bio, tutti per il chilometro zero,

tutti contro il fastfood.

Perché tutti crediamo ad una alimentazione sana?

E dove alimentiamo il nostro cervello?

Incontrando i nostri Simili, leggendo in Rete, frequentando le Biblioteche

e andando in Libreria.

Tutti contro Mondadori, perché è di Brufoloni,

ma tutti da Feltrinelli, Librerie Coop, etc etc…

e intanto le Librerie Indipendenti chiudono

e noi, Acefali, alimentiamo questo massacro culturale.

Ma è possibile che tutte le Feltrinelli, a parte la sezione locale,

siano uguali in tutto il Paese?

Ma la Libreria non è quella che cerca di vivere il territorio,

conoscerlo e aiutarlo a crescere?

Le Librerie indipendenti scelgono i loro libri a seconda del territorio, del popolo che lo abita

e ovviamente a seconda del pensiero di chi le gestisce.

Questi fastfood del Libro, quindi fastbook,

sono tutti in mano alle grandi case editoriali.

Ma di chi sono queste grandi case editoriali?

Di altre società che sono di altre società che sono di altre società.

Queste scatoline cinesi infinite decidono la nostra cultura?

Tutti dai fastbook, felici e contenti di uccidere le nostre care, amate e bellissime librerie.

Chiudono continuamente.

Una ha chiuso pochi giorni fa, il 31 Dicembre.

Tempo Libro di Bologna ha sbaraccato e con lei la sua giovane libraia

e un altro pezzo di cultura chiude per farci un bel negozio

dove comprare della roba, altra roba.

Oggi ha chiuso anche la Libreria Bellei di Parma

e i suoi 140 anni di storia.

E tutti dai fastbook.

Fastbook sembra una parolaccia, purtroppo è molto di più,

è l’esempio della nostra incoerenza e stupidità.

Il Collettivo Ripudia i fastbook.

In tutte le loro forme,

derivati, annessi o connessi.

Solo Librerie Veramente Indipendenti.

Librerie Vere.

E tu?