Lettera a Miss Italia: il pensiero non ha curriculum

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Cara Alice, non ci conosciamo ma abbiamo la necessità di scriverti.
Te lo diciamo subito, la lettera è un po’ lunga.
Una settimana fa, quando siamo partiti per l’estero, non sapevamo chi tu fossi. Poi ieri, ci siamo riconnessi con il mondo e siamo stati travolti da fiumi di parole, da uno tsunami generato dalle tue di parole, poche e flebili parole.
Ammettiamo che ne siamo stati colpiti, ma solo per pochi secondi; quello che ci ha spronato discussione è stata la reazione popolare che è la motivazione di questa lettera.

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Parole migranti, parole profughe, ma mai clandestine.

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Questa lettera l’ha ricevuta uno di noi un anno fa (la storia si riferisce a qualche anno prima) in occasione di un progetto di teatro sociale, il Festival In&Out, in corso proprio adesso, alla 5° edizione.

E visto che oggi è la giornata del profugo, la condividiamo con voi.

“Cari Cavalieri Erranti,

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