Lettera a Miss Italia: il pensiero non ha curriculum

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Cara Alice, non ci conosciamo ma abbiamo la necessità di scriverti.
Te lo diciamo subito, la lettera è un po’ lunga.
Una settimana fa, quando siamo partiti per l’estero, non sapevamo chi tu fossi. Poi ieri, ci siamo riconnessi con il mondo e siamo stati travolti da fiumi di parole, da uno tsunami generato dalle tue di parole, poche e flebili parole.
Ammettiamo che ne siamo stati colpiti, ma solo per pochi secondi; quello che ci ha spronato discussione è stata la reazione popolare che è la motivazione di questa lettera.

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Ma quanti siamo Charlie Hebdo?

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La partenza è scontata ma dovuta:
Persone uccise da altre persone
Persone che lavoravano uccise da altre persone
Persone e la loro libertà di pensiero ed espressione uccise da altre persone
Persone platealmente schierate, quindi partigiane, uccise da altre persone
A quelle persone diciamo grazie. Per sempre.
A chi sta ancora lottando, mandiamo un abbraccio come lo mandiamo ancora più forte a coloro che hanno amato e ancora amano chi non c’è più.

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I nostri dieci raccomandamenti di Natale

Avrai un dubbio. O no?

Ormai ci siamo, l’aria è frizzante, luci, colori, musica, manca solo la neve.
Poi il Natale è perfetto.
Ma viste le notizie brutte che non fanno bene alle feste imminenti e visto un Benigni pio e buono come mai prima, ci permettiamo anche noi di darvi qualche consiglio natalizio, stilando i nostri dieci raccomandamenti di Natale.

1) Non ragionare sulla qualità, ma sulla quantità e sul prezzo.
2) Non essere cattivo con quelli come te.
3) Non leggere.
4) Non uscire (che si prende freddo).
5) Non andare al cinema.
6) Non andare per musei.
7) Non farsi rovinare le feste dai problemi del mondo.
8) Non informare se stessi e gli altri.
9) Non andare a teatro.
10) Credere nel Potere.Per i più curiosi, ecco qui le istruzioni per l’uso, una per una.

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IO SONO ILLEGALE

Cari Cavalieri Erranti,

io vi conosco da poco, pochissimo.
Un mesetto fa, chiacchierando nel parco, ho saputo del vostro arrivo.
Mi sono informato un po’ e da subito mi siete stati simpatici.
Anzi, mi siete proprio piaciuti e non vedevo l’ora di conoscervi.

Poi, purtroppo, non sono potuto restare;
la vita a volte ti permette di scegliere, altre volte no.
Questa è una volta no.
E per questo vi scrivo questa lettera.

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Lettera al Sig.Bondi

L’oppositore al regime Sandro Pertini, futuro Compagno Pert, Padre Costituente e Presidente di tutti, nella sua lettera di rifiuto alla grazia per la sua prigionia a Pianosa, dice che tiene più alla sua fede politica che alla sua stessa vita.
Noi del Collettivo, ovviamente influenzati da maestri come lui, mettiamo il nostro pensiero, la nostra etica, la nostra morale e la nostra politica come base vitale di noi stessi.
Per questo non parliamo degli attuali politici italiani, perché li reputiamo non degni di questa definizione, ma di ben altre.
Poi, ogni tanto, cadiamo in tentazione.
Noi cerchiamo di resistere, ma quando sentiamo parlare di guerra non possiamo e non vogliamo esimerci. Indifferenti Mai, ovvero Partigiani Sempre.

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Il Teatro costituisce fratellanze (Citazione Marvelliana d’Abruzzo)

Ministri complici o succubi o ignoranti dei proprio ministeri, diritti umani calpestati, parole e azioni razziste, mazzette, ladrocinio non solo finanziario, evasioni, violenze, informazione coerente con il sistema e noi, il popolo, ormai schiavo consenziente.
E in tutto questo delirio per cui le generazioni future si chiederanno “ma come è stato possibile?”, c’è un mondo sommerso di tantissime persone e associazioni che lottano ogni giorno. Ovunque. Anche nel bel mezzo della Majella, dove un gruppo di teatranti sogna, progetta e realizza una clausura teatrale. Appena il Collettivo ha saputo, ovviamente, ha accettato di partecipare. Ma ciò che abbiamo vissuto è stato molto di più.

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Anarchicamente Angelico

Ti vogliamo bene per tante cose, fino a quelle più egoistiche, come il permesso che ci hai dato per pubblicare una tua lettera nella nostra seconda creatura; ma se dobbiamo elevare una tua caratteristica sulle altre bellissime che avevi, non abbiamo dubbi: la tua integrità morale, etica e quotidiana, coerente sempre con il tuo pensiero. Non ci sono altri modi di intendere, interpretare e vivere la coerenza se non con un sano e integerrimo integralismo etico, morale e quotidiano. Come il tuo. Grazie per essere stato un grandissimo esempio. Noi, questo sano integralismo, lo abbiamo già condiviso e continueremo. E su questo ci schieriamo. E su questo giudichiamo gli altri.
Partigiani sempre.

Ti sei sempre definito “Angelicamente Anarchico”.
E adesso?
Adesso non puoi che essere “Anarchicamente Angelico”.

Grazie Don, Buon Viaggio e Pace.

C’è chi dice no.

Veniamo continuamente stimolati a giudicare l’integralismo etico, morale e sociale come sbagliato perché non da spazio al dialogo, quando invece in una società civile bisogna fare dei compromessi per il benessere comune. Fare compromessi con chi?
Il compromesso è un dialogo tra due persone o gruppi che, su uno stesso piano, decidono per il bene comune. Se, invece, una delle parti è privilegiata rispetto all’altra, il compromesso si può intendere come tale? O forse sarebbe più indicato il termine prevaricazione? O forse abuso?
Il Collettivo ama il dialogo, quello vero, e il compromesso, quello vero. Per questo apprezza chi fa scelte integraliste e chi dopo aver sbagliato, decide di dire basta per non essere causa e complice del male comune (http://video.repubblica.it/cronaca/bar-elimina-le-slot-i-clienti-dimenticavano-i-figli-in-carrozzina/127362/125864?ref=HRESS-2).
D’altronde errare è umano, no?
Perseverare, oltre ad essere diabolico, dimostra o stupidità o complicità.
Buon integralismo etico, morale e sociale a tutti.
E Pace
PS: Chissà cosa ne pensa Claudio Bisio, che fa la morale a Sanremo poi pubblicizza e istiga a giocare, vincere facile, però, mi raccomando, giocate con moderazione, potrebbe creare dipendenza.
PPSS: La foto di copertina non è una slot, ma una distributrice automatica di Gratta e Vinci trovata alle Poste Italiane alla fine del 2011. Ma cambia qualcosa?

Discorso di Laurea con Lode

Una nostra giovane amica si è laureata da poco. Emozionata, guarda il futuro con mille domande e come tutti si chiede “che fare?”. Quindi, cosa c’è di speciale in tutto questo? Il suo discorso al rinfresco. Futuro incerto, ma idee chiare. Grazie per la lezione post tesi e l’ottimismo regalatoci; la commissione non ti avrà dato il voto che speravi, ma noi ti diamo pure la Lode. Buona fortuna piccola grande laureata.

“Innanzitutto vi ringrazio di essere qua; quasi tutti quelli che ho invitato, e siete numerosi, hanno aderito, quindi vuol dire che ho seminato tanto e ho seminato bene. Questi sei anni di università mi hanno fatto crescere tantissimo e mi hanno insegnato che c’è un valore sopra tutti, al quale è ispirato il segnalibro che tenete in mano: la semplicità. Per quanto riguarda la mia esperienza, le persone semplici sono le più belle e le più pure. E per semplici non intendo prive di interessi e ambizioni, ma intendo prive di pregiudizi, le persone che guardano il mondo e gli altri senza invidia o prevaricazione, senza aspirazioni preconcette, perché l’unico contesto al quale dobbiamo rendere conto è noi stessi e la nostra identità. Siate sempre alle ricerca del vostro io e di qualcosa che vi si addica. Non voglio dire di essere integralisti e aspirare all’impossibile anche laddove il carattere non si adatti a posizioni estreme, ma parlo di raggiungere compromessi ragionati e sospirati. Non vi adagiate sulla prima cosa che vi capita senza riflettere sul vostro cammino, perché oggi costruiamo il nostro domani, e questo pesa come un macigno sulle nostre scelte di vita. Capita così spesso che, anche non sentendoci pronti, siamo chiamati dalla società a compiere scelte che sembrano impossibili da compiere, e allora dobbiamo avere l’umiltà di lasciarci aiutare. Aiutare da chi vogliamo, amici, parenti, ognuno sa chi è più adatto in quel contesto. L’importante è rielaborare i consigli senza considerare niente come un assioma indiscutibile. Studiare e relazionarci con gli altri ci permette di acquisire capacità critica, di squarciare quel famoso Velo di Maya, evento che ci porta a un livello di conoscenza superiore ma ci condanna all’insoddisfazione tipica di un essere umano che ha incontrato di persona i suoi limiti. Però ricordiamoci che nessuno mai è un cumulo di pregi e difetti. Non dobbiamo farci annientare dal negativo ma vedere la parte costruttiva della nostra esistenza. Se una persona vale e si è messa in gioco, avrà la sua opportunità; così mi piace pensare, così spero, e così mi viene ripetuto quando me ne scordo e sono in difficoltà. Non dimenticatevi mai il valore dei rapporti interpersonali di qualsiasi tipo, ognuno di essi vi ha fatto maturare e insegnato qualcosa. E poi siate gentili con le persone, semplici e gentili, perché noi tutti insieme con il mondo siamo un sistema. Immettendo in esso energia positiva, questa ci tornerà sotto qualsiasi forma. Per esempio, io trovo che tra le migliori e le più potenti energie siano il sorriso e l’accoglienza – questo implica però il non prendersi troppo sul serio. Infatti ognuno di noi ha dei talenti particolari e unici, e valorizzarsi a vicenda credo sia una delle forme più alte e nobili delle capacità cognitive umane. Prima di impegnarsi in grandi temi, valutiamo quanto il nostro comportamento sia coerente con le nostre parole. Non c’è nulla di più ipocrita di parlare e non agire, oppure di parlare in grande, agire in grande e trascurare il tuo vicino che si affaccia alla realtà di tutti i giorni. Sarà una conseguenza della globalizzazione questa mania di grandezza, non lo so, però dal canto mio preferisco fare le cose a piccoli passi assumendomi la responsabilità delle mie scelte ma osservando la coerenza tra parola e azioni. E poi un’ ultima cosa. Quando studiavo al liceo ero sempre molto impressionata dall’idea che un giorno anche io avrei indossato la famosa maschera di Pirandello. Lui diceva che tutti noi ne abbiamo una, tutta la società nel suo complesso è una maschera che mortifica l’essenza dell’uomo, incasellando ogni suo comportamento e ogni suo pensiero in qualcosa di predefinito. Allora mi spaventava, oggi invece la vedo così: ognuno di noi dovrà indossare una maschera, soprattutto in ambito lavorativo, ma possiamo fare in modo che essa sia il più possibile calzante con la nostra vera identità, così che sia, non più un pesante schermo di ferro, ma solo una semplice pellicola trasparente piena di fori che ci permetteranno di far prendere aria alla nostra anima. La vita è una sola, effimera e imprevedibile; non sprechiamola nel provare sentimenti cupi, di rancore o invidia ma viviamola con spontaneità e amore verso il prossimo.

Di nuovo grazie a tutti voi di essere qua e delle cose che ognuno di voi mi ha insegnato, anche le persone che conosco da meno tempo, attraverso un dialogo maturo e soprattutto alla pari.”

Grazie Giulia e Pace a tutti.


E tu, che lavoro vuoi fare da grande?

Perdere il lavoro è terribile, essere soli è una tragedia. Non lasciamoci isolare, permettiamoci di tornare ad essere una comunità che sorregge chi barcolla per poi aiutarlo a sentirsi di nuovo risorsa. Non chiudiamoci tutti i giorni davanti all’altare televisivo, ma cerchiamo gli altri, parliamo, confrontiamoci e insieme creiamo percorsi alternativi. Esplorare, Sperimentare, Creare ed Inventare nuove forme di lavoro etico, morale e giusto, non più per creare solo ricchezze personali ma per il beneficio ed il benessere di tutta la Società.

D’altronde, la felicità è essere partecipi della felicità altrui, o no?

Quindi, cosa vuoi fare da grande?

Nicolas, 8 anni, risponde così: “Voglio far ridere gli altri”.

Pace