Da Lisistrata alle Femen: Free Amina


Nel 411 a.C. Aristofane mette in scena per la prima volta Lisistrata, una commedia in cui le donne, stanche dei loro mariti sempre in guerra, decidono di scioperare, in poche parole li ricattano, o sesso o guerra.
La storia umana vede da sempre uomini trasformarsi in animali, fare le guerre, distruggere tutto e uccidere; le donne a piangere, raccogliere i pezzi e ripartire. Da sempre le donne, oltre a cercare la propria libertà e il proprio diritto di essere e di vivere, hanno cercato di fermare la stupidità maschile.
Ma le cose non cambiano, anzi peggiorano, e peggiorano ovunque, non lo diciamo noi, ma i fatti che ogni giorno accadono in ogni luogo del pianeta.
E le donne? A mali estremi, estremi rimedi.
Nel 2008 a Kiev hanno deciso di dire basta al turismo sessuale, al sessismo e altre discriminazioni sociali.
Piano piano il fenomeno è dilagato e ora in ogni paese è presente un gruppo di Femen.
“L’ignoranza” è alta a talpunto che spesso anche i giornalisti facciano domande “ignoranti”. Questo probabilmente deriva “dall’ignoranza” e dal pregiudizio nei confronti di donne che si sono stancate di tutto questo sistema sociale sbagliato. Le tette sono solo lo strumento per farsi ascoltare quando i diritti non hanno voce, ma dietro non ci sono solo quelle, ci sono donne inserite nella società, mamme, fidanzate, single, figlie, nonne con una filosofia, una cultura e una visione sociale. Basta leggere. Basta conoscere. Basta essere curiosi. Basta non essere chiusi nel proprio mondo, perché nel proprio mondo non ci sono gli altri.
E oggi passerà alla storia.
Amina è una ragazza tunisina che ha voluto essere una femen.
E’ stata arrestata.
Poi data alla famiglia.
Due possibilità: o pena di morte o manicomio.
Ed è lì che è stata rinchiusa ed è l’unica cosa che sappiamo.
Oggi si sono scatenate in tutto il mondo davanti alle sedi ufficiali della Tunisia, sul web si stanno moltiplicando le persone che mettono in rete la loro foto (alcune toccanti come due fidanzati e come una madre con il proprio figlio!)
Il collettivo abbraccia e appoggia le Femen.
E si fa una domanda: ma che senso ha criticare donne che protestano i loro diritti in topless e stare zitti di fronte a gente che le piglia a calci? Stare zitti di fronte alla vecchietta, così cristiana e fedele al suo Dio, che in piazza S.Pietro ne ha presa una a ombrellate? Stare zitti di fronte a questo sistema sociale che schiaccia i poveri, i malati, i diversi e le donne?
Noi il senso non lo troviamo proprio, quindi fino a prova contraria:
Grazie Femen,
grazie con il cuore, con la mente e, ovviamente, con il petto.
Pace