Madres e Papi

13 Marzo 2013, Aula Magna di S.Cristina, Bologna

Hebe de Bonafini, una delle Madres di Plaza de Mayo nonché presidentessa dell’associazione omonima, ci ha regalato una vera e propria lezione di vita.

Con il fazzoletto in testa (a ricordo dei primi usati da tutte, i pannolini delle loro creature desaparesidos), con il sorriso e con una calma profetica, in un’ora molto abbondante, ci ha spiegato cosa vuol dire amore, maternità, amicizia, dolore, lutto, impegno sociale, politica, lotta, rivoluzione…
Ci ha spiegato come in Europa noi abbiamo macchiato alcune di queste parole con la menzogna e la falsità, ci ha parlato di economia, di banche e finanza, di come il Sud America è unito in un progetto per un modello sociale alternativo al nostro dove veniamo educati a cosa pensare, cosa dire, cosa fare, come vestirci, cosa mangiare e dei supermercati e le catene multinazionali dove noi ci buttiamo per comprare quello che ci ha detto la scatola magica. La nostra unione europea, imbarazzante, unita in una moneta che ha schiavizzato tutti.
Ma la cosa che è emersa di più è che si può essere coerenti e giusti e che accettare i compromessi con leggerezza e superficialità è la base del nostro decadimento.
Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo sì criticare chi lo sta distruggendo, ma dobbiamo soprattutto essere noi a cambiare, dalle grandi scelte fino a quelle piccole e quotidiane.
Non possiamo applaudire una donna che ha speso la sua vita per la lotta, per i diritti di tutti e poi, contenti, continuare a fare e condurre la nostra vita, con i nostri agi e i nostri sogni di ricchezza.
Non si è rivoluzionari solo perché ci troviamo come i quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo. Il mondo si cambia da dentro noi stessi, diventando esempi integri. In caso contrario siamo solo un esempio imbarazzante di fumo senza arrosto, una imbarazzante e triste delusione.
Questo esempio di vita che ha parlato poco contro chi distrugge, a differenza di Grillo che non parla di altro, con l’effetto inevitabile di smorzare una voglia di cambiare incanalando tutta questa energia in odio, al punto che o sei dei loro o sei contro di loro. Dovrebbero fare un salto da queste donne, vere rivoluzionarie. Frate Lorenzo dice che un fuoco che brucia tutto subito dura poco e lascia solo il freddo. E il fumo? Mentre la applaudivamo, usciva quello bianco che ha portato un papa, guarda il caso o il destino, con il nome Francesco ed è argentino. La scatola magica lo esalta, i fedeli lo amano senza conoscerlo e il nome che porta è una garanzia. Francesco d’Assisi è andato contro ogni forma di potere e lui? Ha fatto altrettanto con la dittatura di Videla? E le sue dichiarazioni sulle unioni omosessuali? Sulle donne in politica? Sulla sessualità? Sull’aborto? Sull’uso dei preservativi? Al nuovo Papa, ricordando che l’abito non fa il monaco e quindi nemmeno il Papa, consigliamo di chiarire tutte le sue ombre per essere più candido e vicino al Divino, che se no, magari, s’arrabbia pure! E poi… sarebbe un vero peccato non onorare il nome scelto e perdere l’occasione di umanizzare la chiesa e ridare ai suoi fedeli il libero arbitrio etico e morale.
E alle Madres?
A loro mandiamo un mega abbrabbacio dicendo sempre e solo Immensamente Grazie per averci mostrato il Paradiso in terra.
Pace
PS: E ora, il Diario, è con Hebe in viaggio verso la loro libera e gratuita Università.
Onorati e Felici.