No Tav, Palestina, Tribunale dei Popoli e la Trilogia dell’EssErri De Luca

Tav: Tribunale dei Popoli a Torino per caso Valsusa - DA ANSA TORINO

Tav: Tribunale dei Popoli a Torino per caso Valsusa – DA ANSA TORINO

Tutte le strade portano al capezzale dell’Italia.

Lo sappiamo, non è una novità, l’Italia non gode di buona salute.
Ma come?
L’Italia, con le sue terre così diverse, con i suoi mari, fiumi, laghi, bellezze architettoniche, opere d’arte, siti archeologici, siti storici, arte di ogni genere e forma, cultura, filosofia, scienze, dialetti, etc etc… L’Italia sta male?!?
Pensi di no?
Allora fermati di leggere e goditela.
Pensi invece che non stia proprio benino?
Ma allora dov’è il problema?

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Servizio Pubblico: tutto qui?

Un ultrasettantenne, che nonostante le accuse ricevute in questi anni, ha continuato a vincere. Ha continuato a governare. Il suo patrimonio si è moltiplicato più volte. E più lo buttano giù e più lui va su.
O lo ami o lo odi, giusto?
Non è stato così fino ad oggi?
C’era chi, per cosa diceva e faceva, lo amava e chi, per lo stesso motivo, lo odiava.
Ora se sei uno che lo ama, cosa fai?
Lo difendi.
Se invece non lo sopporti?
Lo accusi.
Dal 1994 ha vinto lui.
Dopo quasi venti anni, è di nuovo lì che si ripresenta a tutti e tutti, sì, tutti, gli aprono i loro studi e gli offrono il loro palco. E ieri sera si è preso pure il lusso di andare a Servizio Pubblico.
In effetti, o lo inviti e lo annienti a tal punto che esce di scena definitivamente o non lo inviti proprio.
E come è andata?
Come ne è uscito?
Ne è uscito comunque in piedi e sorridente.
Ma cos’è?
Un vincifacile?
E’ stato marketing per fare audience oppure era un sassolino che la ciurma Santoro doveva togliersi dopo venti anni?
Non so come è andata a loro, ma a noi che l’abbiamo vista è rimasta solo della grande amarezza.
Da una parte un vecchietto che ha fatto di tutto e di più, alla luce del sole, sbruffoneggiando i suoi vizi e le sue debolezze, e dall’altra un gruppo di intellettualoidi contro di lui, che non hanno saputo che giocare al gioco che piace a lui.
Il teatrino di sempre necessita dei buoni e dei cattivi.
Quindi?
Berlusconi?
Berlusconi siamo noi e la nostra natura, lui è solo quello che avremmo voluto noi, perché il paese è questo, che ci piaccia o no, e questo è il nostro grado culturale. Sono tutti contro di lui poi mangiano tutti nel suo immenso e infinito piatto.
E la Santoro Gang?
Sembrava di vedere vent’anni riassunti in qualche ora. Ma qualcosa di nuovo?
Qualcosa di sano?
Qualcosa di noi?
E questi sono quelli che si erigono a paladini della giustizia e del servizio pubblico?
Ma dove sono andati a finire i giornalisti stile Bob Woodward e Carl Bernstein?
Loro, nel 1972, 29 anni il primo e 28 il secondo, fecero cadere il Presidente degli Stati Uniti; e da noi?
Santoro, Travaglio (e poi anche Floris, Fazio, Lerner, etc…) dopo due decenni, questo è il vostro servizio pubblico?
Questo è tutto quello che sapete fare?
E l’Amarezza più grossa è che ci sarebbero molte e belle persone che avrebbero molto di più da dire e fare alla nostra società. Ma evidentemente il posto per loro, in questo insopportabile teatrino non c’è.
Eccovene un esempio a cui diciamo grazie non per le risate che ci fa fare, ma soprattutto per le riflessioni che ci mette tra le righe. Non ti vorremmo al Governo, caro Natalino, ci piaci sul palco; al governo ci vorremmo persone illuminate come te, ma all’ennesima potenza, pronte a tutto per fare del mondo un posto più bello e più giusto.
E non è retorica, ma solo l’unica direzione possibile che abbiamo per vivere una vita di cui andare fieri.
Pace
PS:
Son decenni che sentiamo dire che continuiamo a votare il meno peggio perché non c’è alternativa.
Ma occhio a non dimenticarsene, non sono bravi, sono sempre e solo il meno peggio.
Son decenni che sentiamo dire che continuiamo a guardare il meno peggio perché non c’è altro.
Ma occhio a non dimenticarsene, non sono bravi, sono sempre e solo il meno peggio.
Il buon Albert (Einstein), che subito scemo non era, e neanche il meno peggio, diceva:
“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”.
Possiamo finire senza dire la nostra?
Ovviamente no, quindi:
In mezzo al nulla anche una scoreggia sembra un tuono.
Ma resta pur sempre una scoreggia.
E noi, folli, restiamo a respirare, felici e contenti.