Favola di Natale

BuoNo Tavale

C’era una volta una penisola lunga e stretta, aveva tutto, mare e monti, bellezze naturali e quelle fatte dall’uomo, e un clima che le aveva sempre permesso di coltivare e fare buon cibo. Tutto questo aveva permesso a questo popolo di essere famoso in tutto l’universo per la natura artistica, scientifica e filosofica, a tal punto da essere stata la patria del Rinascimento dell’Umanità. Insomma, era un piccolo paradiso terrestre in continua evoluzione. Tutto questo non era stato un regalo, ma una lunga conquista sociale, pagata con non poche vite umane, dal Risorgimento alla Grande Guerra che non la uccise, da cui si rialzò, ma dalle cui ceneri nacque una dittatura che contribuì a mettere a fuoco il pianeta per una seconda volta. E nel peggio che toccò nell’animo tirò fuori il meglio e reagì con un secondo Risorgimento, chiamata Resistenza che contribuì a far cessare la follia della guerra e, approfittando del momento, a farla rinascere come Repubblica. Poi successe l’imprevisto, l’inaspettato e l’inimmaginabile. L’entusiasmo li portò a crescere velocemente, il passato di grandi sacrifici li portò a godersi la vita. Per la prima volta questo popolo conobbe il termine vacanza.

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Lettera a Di Battista

Onorevole Alessandro,
eccoci qui a scriverti di nuovo, ma stavolta pubblicamente. Quattro mesi fa ti abbiamo fatto i complimenti per i discorsi sentiti fare nella camera dei bottoni, “…Non ci fraintendere, in un mondo normale sarebbero ovvii, ma in questo mondo, dove anche un sorriso e un buongiorno sono atipici, le tue parole spiccano. Sono discorsi per noi basici, di semplice buon senso, ma in quell’aula e in questo momento storico, sono speciali ed essenziali…”.
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Azzardo o non azzardo?

Proviamo a tradurre:
Il restauro è stato possibile grazie ai vostri soldi che avete scommesso e perso.
Forse si può azzardare una interpretazione ulteriore:
Vi istighiamo all’azzardo, ma quando vi “bombardiamo” la mente (cosa che facciamo ovunque e sempre) ricordatevi che il gioco crea dipendenza. Ah… un ultima cosa, voi vi giocate tutto e noi, dopo, usiamo le briciole per farci belli. E voi ci ringraziate pure. E continuate ad osannare gli artisti che nonostante il dono ricevuto, vendono la loro anima alle pubblicità dell’azzardo.
E noi?
Come sempre continuiamo a difendere l’azzardo-sogno di una ricchezza immorale.
Come sempre continuiamo ad accettare e applaudire chi ci istiga a scommettere per poi fare i bravi ragazzi sul palco.
Come sempre continuiamo ad amare ed onorare i nostri carnefici.
Ma perché?
Pace