Hei Fratello!

Giovedì scorso, fratello, è successo che un criminale nazista ancora in vita, uno di quelli che hanno contribuito al massacro di migliaia di civili italiani, in gran parte donne, bambini e vecchi, abbia citato, per difendersi dall’accusa di essere un criminale di guerra, uno studio di uno storico secondo cui solo il 5% dei soldati tedeschi presenti in Italia si sarebbe macchiato di crimini contro l’umanità. Gli è stato risposto con sarcasmo che era una fortuna che fossero solo il 5%, perché altrimenti le vittime non si sarebbero contate in migliaia ma sarebbero state molte di più. E che comunque lui era in questo 5%.

Io penso, fratello, che in tutto questo ragionamento ci sia qualcosa di fottutamente sbagliato e che questo qualcosa sia quel qualcosa che ci frega.

Ragioniamo insieme, fratello. Come si può dire che solo il 5% dei soldati tedeschi erano cattivi mentre il rimanente 95% no? Mao diceva che il pesce della guerriglia nuota nel mare del popolo. Infatti la lotta partigiana, portata attivamente avanti solo da una percentuale molto esigua della popolazione italiana, era possibile perché la popolazione civile, in qualche modo, la favoriva, anche semplicemente evitando di fare la spia. È quindi assurdo sostenere che il 95% dei soldati tedeschi non hanno voluto le stragi che si sono compiute in Italia. Le hanno volute perché non hanno impedito al restante 5% di compierle.

Perché ti racconto questa storia fratello? E perché penso che dividere tra il 95% di soldati buoni e il restante 5% di soldati cattivi, faccia parte di una logica che tutt’ora ci frega impedendoci di uscire dalla merda? Guardati intorno fratello. So che tu sai in che paese stiamo vivendo. Non dico niente di nuovo. Un paese in cui la politica è criminale e la criminalità è politica. Il paese delle clientele e della corruzione. Il paese in cui ogni due giorni viene massacrata una donna dal proprio marito o fidanzato o padre o fratello. Il paese in cui viene sistematicamente sfruttato il lavoro di chi non ha altro da offrire che il proprio lavoro. Il paese che è uno dei maggiori esportatori di armi al mondo. Armi leggere ai paesi ricchi, armi da guerra a quelli poveri. Ci sono poi gli aspetti positivi, il sole, i gelati, la pizza, Erri De Luca, ma la situazione fratello è questa e tu lo sai. C’è chi se ne va in un altro paese. Tu ed io invece siamo rimasti, per vari motivi, forse vorresti andartene, ma per adesso sei qui. E mi dirai che tu non c’entri un cazzo con tutte quelle puttanate, che tu ti sbatti ogni giorno per campare dignitosamente, che hai i tuoi problemi, che sei una persona onesta come tutti i tuoi famigliari e amici e tutti quelli che conosci perché, in fin dei conti, chi fa quelle cose lì è solo una piccola percentuale della popolazione. Il 5%. Appunto.

C’è una via d’uscita, fratello. Cerchiamola insieme.

Pace