Ma quanti siamo Charlie Hebdo?

AcrossAliveCharlie
La partenza è scontata ma dovuta:
Persone uccise da altre persone
Persone che lavoravano uccise da altre persone
Persone e la loro libertà di pensiero ed espressione uccise da altre persone
Persone platealmente schierate, quindi partigiane, uccise da altre persone
A quelle persone diciamo grazie. Per sempre.
A chi sta ancora lottando, mandiamo un abbraccio come lo mandiamo ancora più forte a coloro che hanno amato e ancora amano chi non c’è più.

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Italiani per stranieri

La “nostra” storia?

Un presidente dello stato talmente anziano che, invece di andare in pensione, è restato nonostante si sia dimenticato di cosa vuol dire indignarsi e prendere parte.
Un presidente del governo servo delle lobby finanziare, come quello prima di lui.
Il maggior partito di sinistra ha come leader uno di destra.
Quello di destra ha come leader uno che ha delegato una scena di un film.
Quello di centro che sta decidendo cosa conviene essere, dire, fare, baciare, lettera e testamento con chi stare.
Un altro gruppo di destra segue un morto (politicamente parlando) che cammina ancora perché gli zombie sono sempre tra noi.
Un altro di sinistra è alleato con quello maggiore di sinistra con a capo quello di destra.
Una grande folla segue un comico e il suo dark side capellone (con un sito web che sembra Scientology), che insultano tutti e stilano liste nere, così… caccia all’untore.
Dei forconi, senza Nettuno, che vogliono usare la forza per prendersi il potere e guai a chi non partecipa.
E una minoranza a dire che la soluzione pacifica ci sarebbe, ma che implica un esame di coscienza individuale e collettivo. Dopo sarebbe molto più semplice, basterebbe chiudere i rubinetti a chi ci ruba l’acqua. I grandi colossi economici. Smettere di acquistare da loro anche se hanno i prezzi più bassi.
Ma questa purtroppo è un’altra storia.

Pace

Ieri si è brindato. Oggi si festeggia. Ma Domani?

Ieri sembra essere una giornata storica per l’Italia, il buon Berlusca è decaduto.
Ma questo cosa cambia?
Ora, per noi del Collettivo, la più grande colpa di Berlusconi è stata involvere il paese sotto tutti i punti di vista, a 360°,  perché lui, non solo ha sdoganato il suo essere nel nostro paese, ma lo ha pure infettato. Lui è stato l’attore principale.
Ed è questo il punto. O il rischio.
Il pensare di esserci liberati del Diavolo, del Male, della fonte di Malvagità, o più semplicemente, della Causa dei nostri mali, e lì fermarsi.
Festeggiare e non cambiare.
Brindare e restare fermi.
Il Diavolo non esiste, ma se accettiamo la sua esistenza dobbiamo cercarlo dentro di noi, è la nostra parte peggiore e questa nostra parte ha contribuito attivamente all’infezione e all’involuzione totale del nostro ex bel paese.
Oggi? Brindiamo, festeggiamo, ma Domani?
Domani ognuno di noi deve farsi un bell’esame di coscienza. Ognuno di noi deve individuare e riconoscere le proprie debolezze e le proprie colpe. Ognuno di noi deve riconoscere di essere stato colpevole di tutto questo. Colpevole di aver distrutto e infettato la Cultura, la Scuola, la Sanità, il Lavoro e tutto il resto, perché tra 60 anni noi verremo ricordati per non aver reagito, per non essere stati capaci di svegliarci e fare una rivoluzione intellettuale, perché verremo ricordati per essere stati indifferenti, come noi ricordiamo coloro che hanno subito dittature passate senza reagire.  Ma stavolta con colpe ben più grosse: noi potevamo sapere, noi sapevamo e noi abbiamo tenuto il capo chino, sul telecomando per decidere chi ascoltare su come fare la rivoluzione o sul nostro amato cellulare/tablet con cui pensiamo tuttora di fare la rivoluzione. Ma per fare una rivoluzione, di qualsiasi genere, intellettuale o armata, non bisogna essere solo pronti, ma decisi e convinti che il nostro sacrificio è necessario e indispensabile per i nostri figli e nipoti e per il futuro dell’umanità.
Dobbiamo riscoprire il senso delle parole come coerenza, morale, etica e anche indignazione (di ogni nostra singola azione quotidiana).
Basta parlare di democrazia o repubblica, di libertà o diritti.
Quelle parole, basta controllare sul dizionario, non esistono più.
Esistono solo quando ci paragoniamo agli altri.
Questo eterno e patetico paragonarci a chi sta peggio non vuol dire vivere in uno stato di diritto, ma, al massimo, in uno stato leggermente meno peggio.
Mangiare un cucchiaino di letame è molto meglio di mangiarne un piatto.
Questo, però, non trasforma quel cucchiaino di letame in miele o in pane.
E’ necessario un profondo esame di coscienza individuale e collettivo per cercare subito di estirpare la nostra Peste Mentale, per non restare Zombie e complici del prossimo Diavolo di turno, per poi rialzarsi, progettare e iniziare a costruire un nuovo modo di pensare per cui andare fieri. Nuovo, si fa per dire, basta rileggere e riascoltare Socrate.
Pace

PS: Appunto politichese.
Una dittatura mondiale del profitto e dell’approfitto altrui che strangola chi dissente.
Un parlamento che non è riuscito a concepire un idea alternativa e r-esistente.
Un parlamento che ha dovuto aspettare che lui cadesse da solo.
Un Capo di uno Stato (dove si perseguitano gay e lesbiche e dove si mettono a tacere coloro che si oppongono) ricevuto prima dal Papa e poi dal Papi. Non è che adesso Berlusca (ancor oggi privo di passaporto italiano), con il suo passaporto diplomatico nuovo di zecca di stato, ci lascia qui da soli con i soliti beceri compagni di merende sempre in cerca di un nuovo Diavolo per giustificare la loro esistenza?

E un popolo, noi, acefali, divisi nella vita come allo stadio, a odiarci l’un verso l’altro, in cerca perpetua di un capobranco che ci faccia sentire di essere qualcuno.
Ma questo Essere Qualcuno non muore mai?

Nel frattempo che aspettiamo il suo funerale, vi lasciamo con quello di Libero Pensiero:
http://www.magazzini-sonori.it/freezone/inervi/funerale-libero-pensiero.aspx

Lettera al Sig.Bondi

L’oppositore al regime Sandro Pertini, futuro Compagno Pert, Padre Costituente e Presidente di tutti, nella sua lettera di rifiuto alla grazia per la sua prigionia a Pianosa, dice che tiene più alla sua fede politica che alla sua stessa vita.
Noi del Collettivo, ovviamente influenzati da maestri come lui, mettiamo il nostro pensiero, la nostra etica, la nostra morale e la nostra politica come base vitale di noi stessi.
Per questo non parliamo degli attuali politici italiani, perché li reputiamo non degni di questa definizione, ma di ben altre.
Poi, ogni tanto, cadiamo in tentazione.
Noi cerchiamo di resistere, ma quando sentiamo parlare di guerra non possiamo e non vogliamo esimerci. Indifferenti Mai, ovvero Partigiani Sempre.

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Coerenza armata

In uno stato dove un ministro della difesa dice che per amare la pace talvolta bisogna armare la pace (http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/italia/2013/06/26/Mauro-amare-pace-armare-pace_8934160.html), in uno stato dove un ministro della difesa, in un momento ci crisi mondiale, non solo economica, ma soprattutto umana, dice che gli F35 da acquistare non sono 150 ma solo 90, parlando di responsabilità passate e di Costituzione che prevede che noi dobbiamo essere armati, senza dare un suo parere personale, del tipo “io penso che dovremmo comprarli” oppure “io penso che non dovremmo comprarli” (http://video.repubblica.it/dossier/governo-letta/ministro-mauro-f35-discuteremo-del-numero-ma-le-forze-armate-devono-essere-armate/133641/132157),in uno stato in cui il consiglio supremo di difesa dice che il Parlamento non ha diritto di veto a riguardo(http://www.repubblica.it/politica/2013/07/03/news/consiglio_difesa_f35_no_veto_parlamento-62316450/?ref=HREC1-1),
ci chiediamo perché c’è tanto clamore nel vedere De Gennaro a capo di Finmeccanica? (http://www.repubblica.it/economia/2013/07/03/news/de_gennaro_sar_presidente_di_finmeccanica_c_l_accordo_tra_letta_e_saccomanni-62301584/)

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Lettera di addio a Giulio Andreotti

Signor Andreotti,

questa missiva non la scriviamo ovviamente per lei, ma per noi.
Sano egoismo umanitario.
Si sente dire continuamente “non bisogna parlar male dei morti”.
Diciamo che accettiamo per vera questa affermazione.
Parlar male non ha senso, ma non ha ancor più senso parlarne senza spirito critico.
In tal caso vige una legge ancor più di buon senso: meglio tacere.

Quello che da fastidio, che irrita, che fa incazzare, è che la sana critica venga azzittita in nome del rispetto che meritano le persone al momento della morte. Vero. Mentre stanno morendo. Poi successivamente si fanno le condoglianze alla famiglia e agli amici. Ma se e quando si parla delle azioni del defunto non si usa la sana critica, si manca di rispetto ai vivi, e questo non è solo peggio, ma disumano. Se poi il defunto era un uomo dello Stato come lei, è umano, giusto e corretto giudicarlo per cosa ha fatto per lo Stato. E cosa non ha fatto. Quindi, tornando a noi e a oggi:

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Gratta e Vinci il dubbio di Pasquetta: Agnelli, Pecore o Troie?

Qualcuno, grattando un’illusione, ha vinto la preistoria. Ma se grattiamo la testa e le quattro zampe della preistorica creatura… Vinciamo 5 stelle più una coda biforcuta che decide la direzione?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Pace
Per gli adulti ancora bambini e permalosi che se la prendono perché se si parla di qualcuno bisogna parlare anche di quell’altro: va bene. La sinistra? Non pervenuta dalla fine degli anni 70; che sia andata a pescare da Amici? E il centro? Al governo nonostante che il popolo non lo voglia. E i tecnici saggi? Il canto del cigno, ombra di se stesso, poveretto. Meno male che non possono resuscitare tutti, se no il buon Pertini avrebbe da dare calci in ogni direzione come il buon Chuck Norris. Contenti tutti? Manca nessuno? Giusto… noi, il popolo. Scontento perché non può essere ubriaco con la botte piena. Le disgrazie non vengono mai da sole…
Non ci resta che consolarci con il testo di una canzone a caso:
Povera Patria, scritta e cantata nel 1991, da Franco Battiato, licenziato e insultato per essere stato preveggente (per i soliti bambini: troie possiamo esserlo tutti, non è un lusso solo femminile!)
“Povera Patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese e` devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza piu` calore?Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali,
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature,
se avremo ancora un po’ da vivere…
la primavera intanto tarda ad arrivare.”

Hei Fratello!

Giovedì scorso, fratello, è successo che un criminale nazista ancora in vita, uno di quelli che hanno contribuito al massacro di migliaia di civili italiani, in gran parte donne, bambini e vecchi, abbia citato, per difendersi dall’accusa di essere un criminale di guerra, uno studio di uno storico secondo cui solo il 5% dei soldati tedeschi presenti in Italia si sarebbe macchiato di crimini contro l’umanità. Gli è stato risposto con sarcasmo che era una fortuna che fossero solo il 5%, perché altrimenti le vittime non si sarebbero contate in migliaia ma sarebbero state molte di più. E che comunque lui era in questo 5%.

Io penso, fratello, che in tutto questo ragionamento ci sia qualcosa di fottutamente sbagliato e che questo qualcosa sia quel qualcosa che ci frega.

Ragioniamo insieme, fratello. Come si può dire che solo il 5% dei soldati tedeschi erano cattivi mentre il rimanente 95% no? Mao diceva che il pesce della guerriglia nuota nel mare del popolo. Infatti la lotta partigiana, portata attivamente avanti solo da una percentuale molto esigua della popolazione italiana, era possibile perché la popolazione civile, in qualche modo, la favoriva, anche semplicemente evitando di fare la spia. È quindi assurdo sostenere che il 95% dei soldati tedeschi non hanno voluto le stragi che si sono compiute in Italia. Le hanno volute perché non hanno impedito al restante 5% di compierle.

Perché ti racconto questa storia fratello? E perché penso che dividere tra il 95% di soldati buoni e il restante 5% di soldati cattivi, faccia parte di una logica che tutt’ora ci frega impedendoci di uscire dalla merda? Guardati intorno fratello. So che tu sai in che paese stiamo vivendo. Non dico niente di nuovo. Un paese in cui la politica è criminale e la criminalità è politica. Il paese delle clientele e della corruzione. Il paese in cui ogni due giorni viene massacrata una donna dal proprio marito o fidanzato o padre o fratello. Il paese in cui viene sistematicamente sfruttato il lavoro di chi non ha altro da offrire che il proprio lavoro. Il paese che è uno dei maggiori esportatori di armi al mondo. Armi leggere ai paesi ricchi, armi da guerra a quelli poveri. Ci sono poi gli aspetti positivi, il sole, i gelati, la pizza, Erri De Luca, ma la situazione fratello è questa e tu lo sai. C’è chi se ne va in un altro paese. Tu ed io invece siamo rimasti, per vari motivi, forse vorresti andartene, ma per adesso sei qui. E mi dirai che tu non c’entri un cazzo con tutte quelle puttanate, che tu ti sbatti ogni giorno per campare dignitosamente, che hai i tuoi problemi, che sei una persona onesta come tutti i tuoi famigliari e amici e tutti quelli che conosci perché, in fin dei conti, chi fa quelle cose lì è solo una piccola percentuale della popolazione. Il 5%. Appunto.

C’è una via d’uscita, fratello. Cerchiamola insieme.

Pace

La cattiva e la buona Novella di FerrAgosto 2012

 

Ferragosto si avvicina e, come ogni anno, la maggior parte dell’Italia chiude e così anche noi, ma potevamo lasciarvi senza parole?
Ovvio che sì, potevamo, ma non ce la possiamo fare e così cerchiamo di essere leggeri e alternare cattive e buone per una sana lettura sotto l’ombrellone.
Ma chi va in vacanza? Chi se lo può permettere.

Ma chi se lo può permettere? Il popolo? Andare in ferie con il pensiero di come andare avanti è una vacanza?

I politici fanno le vacanze. Ma loro, secondo noi, non se lo potrebbero permettere con i pensieri che dovrebbero avere e invece ci vanno.

A parer nostro, il prendersi cura del nostro paese non è un lavoro, ma una missione.
Chi fa politica, chi siede nel palazzo, dovrebbe dedicare anima e corpo per il suo paese. Pochi anni e poi via, ma in quel tempo, ti devi spremere come un agrume, sennò diventa un lavoro e se così è, allora è giusto vederli ovunque, mare e montagna d’estate, sempre a qualsiasi manifestazione o evento, mare e montagna d’Inverno, in Tv sempre e comunque.
I nostri politici, quelli nostri immaginari, arrivano, pochi anni a lavorare sempre e poi via, a tornare alla vita comune. Non vi piace. Non fatelo. Nessuno vi obbliga.
In effetti loro non vanno mai in vacanza e quando noi siamo più spenti di quanto lo siamo normalmente (spenti) ci passano cose senza che noi ce ne accorgiamo. per esempio, l’anno scorso, il 2 Agosto, nessun politico si presentò a Bologna per commemorare le vittime della strage. Qualcuno disse che non venivano perchè i fischi non sono democratici (?), loro nel frattempo, rimasti a Roma, hanno legiferato una cosa “molto umana”. Mettiamo che dai noi scoppia la guerra civile, mettiamo che arrivi fame, povertà e violenza, mettiamo che qualcuno di noi tenti di scappare, mettiamo che qualcuno di noi ce la fa e arriva e cerca aiuto in un paese più civile. Cosa vi troviamo? Una legge speciale tutta per noi e 18 mesi in un Cie. A loro non interessa chi siamo, come, dove, quando, cosa, perché… questa è la legge passata il 2 Agosto 2011: e-legge-18-mesi-nei-cie-per-i-senza.html
Tranquilli… non è per noi italiani, noi viviamo in un paese ancora in Pace, siamo noi che adesso rinchiudiamo chi arriva dalla sfiga, in una prigione per un anno e mezzo.
Che ci regaleranno quest’anno?
Nulla di nuovo invece dalle nostre migliori e decennali testate giornalistiche, che, sempre e solo secondo il nostro ignorante parere, in vacanza ci sono invece ormai da un bel po’, mataccine senza ritegno che riportano senza pensare; sono giorni, mesi, anni che riportano cosa dicono i banchieri, ma a noi interessa dove sono (e questo governo li ha infilati ovunque perché non bastavano quelli che ci governano, ora li abbiamo anche alla rai!), cosa hanno fatto, ma soprattutto cosa stanno facendo; e pochi reporter denunciano. Perché?
Taranto è una delle città più inquinate, cielo rosso, scarichi in mare, polveri spesso e volentieri, statistiche sull’incidenza del cancro sopra ogni media;  dovrebbe bastare molto meno per scatenare l’ira di tutti e invece anni di silenzio; ora un grido di allarme, ma è nel buio: dovremmo guardarci negli occhi e dire, ora basta, gli operai li facciamo lavorare per bonificare invece di obbligarli a scendere in piazza a difendere un posto che uccide tutti.
Ma come dice Vasco… c’è chi dice no. Non santifichiamo Vasco, ma quel poeta, maledetto per lo standard sociale vigente, ne ha detta una fresca fresca: legalizziamola ( C’è chi dice no). Ovvie le risposte di una politica proibizionista. Peccato che il paese amico e esportare di democrazia in tutto il mondo a suon di finanza e di armi, nella cuore della sua grande mela, ha fatto vedere come si gestiscono queste cose. Cinquantenne, afroamericano, sospettato di possedere marijuana, ha sfidato i SuperPoliziotti. Lui solo, con un coltello molto molto lungo e loro, circa una dozzina (e siamo stretti) tutti belli armati, il tutto vicino a Times Square in mezzo alla folla.
La nostra idea di aiuto: aspettare fino che non è stremato, mentre noi ci diamo il cambio e quando cede… aiutarlo.
La loro: una dozzina di colpi e caso archiviato, compresa la sua vita.
La cosa più preoccupante: la nostra tolleranza a tutto questo.
Tutori della legge
Tutori della legge 2, la Vendetta
Tutori della legge 3, Scontro finale
In tv i poliziotti sono sempre così bravi, buoni, simpatici, umani e comprensivi. E ai nostri beniamini passiamo qualche atto ingiusto, d’altronde sono persone speciali. Cinema. Quel cinquantenne era una persona, forse non speciale, ma che importa, era vera e questi lo hanno crivellato. Vita Reale. E morte Reale, in diretta.
E noi? Dove sono i nostri Pop Corn?
E mentre noi mangiamo succede la “vera” tragedia: Ridge lascia Beautiful dopo 25 anni. Invaso da messaggi di amore, implorazioni a restare, imprecazioni, ringraziamenti e accuse di tradimento ha detto che tra poco spiegherà il perché del suo addio. Chissà, forse si è stancato di fare due pranzi di Natale, due Capodanni, due Ringraziamenti, si è stancato di confondere sua madre con Stephanie e di sapere che il suo grande amore, per questa società, non è sua moglie, ma Brooke e Taylor.
C’è chi invece non si dimentica della crisi neanche a Ferragosto. In Italia uniamo l’utile al dilettevole, e riusciamo a protestare con un tuffo in mare, meglio che niente: Acqua sul fuoco
Chi invece getta fuoco, nel senso più filosofico del termine, sull’acqua e sui beni di prima necessità è uno “sceriffo” spagnolo, che in controtendenza con la società vigente, decide di dare da mangiare a chi da mangiare non ha (e tutti a puntare il dito contro di lui e nessuno contro il sistema, mah…)
Capitanos Harlock
Chiudiamo con lo Sport.
Le Olimpiadi sono finite, abbiamo crocifisso la Strega di Turno e il nostro modello medioevale da Santa Inquisizione continua a gonfie vele; ad Alex, colpevole, secondo noi, solo di debolezza, un nostro umano abbraccio. Ora, invece di crocifiggerlo, magari, potremmo aiutarlo, o no? Cominciando da noi, lasciarlo in pace.
Dopo aver sognato in quel mercoledì da leoni, dopo aver sognato di essere anche noi ribelli e liberi a cavalcare onde, ora ci svegliamo e vediamo che anche alcuni di loro hanno ceduto, ma forse non sono veri surfisti, almeno è quello che speriamo: il surf, nato nel mare, finisce in un non luogo, l’aeroporto di Monaco, come noi nelle nostre domeniche da anime di pecore svendute in uno zoo, dentro a gabbie a comprare soli di cartone.
Surf molto Economico, poco economico e per nulla Ecologico
Molto Economico deve essere stato il calcio scommesse, che ha celebrato la sua fine pre-campionato con alcune condanne, tra cui la squalifica di 10 mesi per Conte, l’allenatore della Juve; e il buon Zeman non si astiene dalla sua e si chiede che senso abbia squalificarlo se poi può allenare la squadra per poi dirigerla allo Stadio dalla tribuna?  (Zeman, uno che dice no) ZemanFantasia in ZemanLandia? Comunque sia sempre ZemanSimpatia e il Collettivo, sebbene calcisticamente disinteressato, sportivamente parlando quest’anno tifa Zeman, tifa pulito e tifa spettacolo.
Come in ogni tg che si rispetti (evitando quindi parole su caldo, afa, cibo, vacanze, ricette…) chiudiamo con due ultime notizie:
nel paese dello Zio Sam, le donne non fanno valere la loro differenza dicendo sempre più no alla guerra degli uomini (vedi Lisistrata di Aristofane), ma lottano e ottengono la parità con gli uomini: da pochi giorni la prima donna lesbica generale. Magari è il virus, entra nel sistema e sistematicamente lo cambia. La speranza è l’ultima a morire
il pensiero del per nulla mataccino Paolo Barnard, sarà anche poco sorridente, ma per sorridere di questi tempi un ombrellone non basta più.
Mazzata finale
Pace

Dubbio Amletico 2 del 19 Luglio 2012: Guerra o non Guerra, questo è un fottuto cazzo di problema, o no?!

Ci hanno detto che andavamo là come Missione Umanitaria di Pace.

Ci hanno urlato contro  quando parlavamo di guerra.

Nelle trasmissioni e ovunque Politici, Giuornalisti, Opinionisti e Mataccini ci hanno parlato sempre e solo di Missione Umanitaria, è vero ci hanno provato a dire guerra, ma potevano e dovevano rompere e insistere molto, ma molto di più.

E’ inutile parlare di politica, sanità, istruzione, etc… se poi accettiamo la guerra.

Vergogna ai politici che ci hanno mentito parlando di Pace mentre facevamo la guerra, ma per quanto ci vogliamo ancora far prendere per il culo?

Vergogna ai giornalisti mataccini che ci hanno mentito dichiarandosi liberi, quando liberi non sono neanche al cesso, perché lì, cagano sulla propria coscienza, ma per quanto ci vogliamo ancora far prendere per il culo?

Vergogna a tutti noi, complici di tutto questo, con il nostro silenzio-assenso.

Guerra o non Guerra?

Pace?

Si,

sempre e comunque Pace.