Violenza straordinaria o violenza quotidiana?

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Dopo ogni attentato, dopo ogni atto violento, dopo ogni vita spezzata c’è un momento per il dolore e poi il tempo per la riflessione.
Abbiamo come tutti provato dolore per la violenza che ha colpito Parigi. E alle persone care alle vittime va il nostro abbraccio.
Queste sono le nostre parole nel momento del dolore.
Se tu che leggi hai bisogno di prolungare questo tuo momento non continuare a leggere, perché noi ora diamo tempo alla riflessione.
Non vogliamo essere provocatori, ma davvero pensiamo che il dolore necessiti tempo, perché agire in preda al dolore, vuol dire dare libertà alla rabbia.
Il mondo della televisione, dei giornali, del web è pieno di gente che vuole cavalcare la nostra rabbia. Quella gente non merita da parte nostra una parola di più. Anzi, una gliela vogliamo dedicare: Karma.
E ora torniamo a noi, esseri umani. Continua a leggere

No Tav, Palestina, Tribunale dei Popoli e la Trilogia dell’EssErri De Luca

Tav: Tribunale dei Popoli a Torino per caso Valsusa - DA ANSA TORINO

Tav: Tribunale dei Popoli a Torino per caso Valsusa – DA ANSA TORINO

Tutte le strade portano al capezzale dell’Italia.

Lo sappiamo, non è una novità, l’Italia non gode di buona salute.
Ma come?
L’Italia, con le sue terre così diverse, con i suoi mari, fiumi, laghi, bellezze architettoniche, opere d’arte, siti archeologici, siti storici, arte di ogni genere e forma, cultura, filosofia, scienze, dialetti, etc etc… L’Italia sta male?!?
Pensi di no?
Allora fermati di leggere e goditela.
Pensi invece che non stia proprio benino?
Ma allora dov’è il problema?

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Lettera a Miss Italia: il pensiero non ha curriculum

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Cara Alice, non ci conosciamo ma abbiamo la necessità di scriverti.
Te lo diciamo subito, la lettera è un po’ lunga.
Una settimana fa, quando siamo partiti per l’estero, non sapevamo chi tu fossi. Poi ieri, ci siamo riconnessi con il mondo e siamo stati travolti da fiumi di parole, da uno tsunami generato dalle tue di parole, poche e flebili parole.
Ammettiamo che ne siamo stati colpiti, ma solo per pochi secondi; quello che ci ha spronato discussione è stata la reazione popolare che è la motivazione di questa lettera.

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70 anni, ma la bomba non va in pensione.

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Il 6 Agosto del 1945 l’Umanità fece un altro passo verso la propria autodistruzione: gli Stati Uniti sganciarono la prima bomba atomica. L’onore di tale battesimo toccò a Hiroshima, città giapponese. Non contenti, ne buttarono un’altra tre giorni dopo, a Nagasaki, anche se non era lei la predestinata, ma Kokura, che si salvò perché coperta dalle nubi.
Tra i pochi sopravvissuti ce ne sono alcuni che fanno parte di un gruppo elitario, quelli che hanno avuto l’onore di viversele entrambe e di sopravvivere. Tra questi, uno dei più famosi, anche perché parecchio longevo nonostante tutto, è Tsutomu Yamaguchi (山口 彊 Yamaguchi Tsutomu) nato a Nagasaki, 16 marzo 1916 e morto, sempre a Nagasaki, il 4 gennaio 2010. Il 6 Agosto era a Hiroshima per lavoro, a tre km dall’esplosione e venne travolto mentre scendeva da un autobus; si ritrovò temporaneamente accecato (anche se lui, in quel momento, non sapeva della temporaneità), con i timpani distrutti e gravi ustioni su tutto il corpo. Restò in un rifugio antiaereo fino al mattino successivo quando fece rientro a casa, nella sua Nakasaki. E dopo tre giorni altra bomba, ma stessa distanza: 3 km, numero perfetto.
Divenne un attivista anti nucleare instancabile e mai domo.
Queste alcune sue frasi:
“La ragione per cui odio le bombe nucleari è per ciò che fanno alla dignità degli esseri umani”
«La mia doppia esposizione alla bomba è ora un record ufficiale. Ciò può insegnare alle nuove generazioni l’orribile storia dei bombardamenti nucleari anche dopo la mia morte»
«Non riuscirò mai a capire perché il mondo non possa capire l’agonia delle bombe nucleari, come possono continuare a sviluppare simili armi?»
«Era mio destino che subissi ciò due volte e che sopravvivessi ad entrambi per testimoniare ciò che accadde»
Scrisse pure un libro e prima di morire partecipò a un documentario (nel 2006) intitolato Nijuuhibaku (Bombardati due volte) sulle 165 persone ufficialmente vittime di entrambe le bombe atomiche giapponesi proiettato persino alle Nazioni Unite.

E dopo 70 anni?

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Ma da Fazio, si paga mai dazio?

Fabio e Silvio

Le nostre prime parole spese per Fabio Fazio risalgono al 2007, anche se bollivano da un po’ prima. E dopo otto anni ci ritroviamo allo stesso punto, come nel film Ricominciare da capo, con la differenza che la memoria del bel paese è godereccia, gode di pessima salute e la diagnosi dice che, comunque, sbagliando o no, non si impara.
Ieri sera, il nostro personalismo vaso, già straboccante dai tempi dei tempi, ha ricevuto l’ennesima gocciolina di acqua non potabile, l’ennesima intervista, stavolta a Silvio Berlusconi.
Tranquilli, non ci saranno arringhe o riflessioni, accuse o conclusioni, ma semplicemente un avviso a tutti i naviganti.
Che voi siate intellettuali, artisti, filosofi, industriali, scienziati, sindacalisti, sportivi, politici o anche no, che voi abbiate o non abbiate fatto, ma se avete bisogno di pubblicizzare il vostro nuovo prodotto, qualsiasi prodotto,  c’è un investimento trasversale, secondo noi, vincente, virale e privo di rischio:
Andate ospiti da Fazio,
alla peggio, comunque, non pagherete alcun dazio.

Pace

Al G8 di Genova, per due soldi, lo stato di diritto il potere dello stato torturò ed annullò.

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E infine la Corte di Strasburgo decretò che lo stato, governato da politici, che avevano comandanti, che ordinarono a degli uomini armati, che, nella notte tra il 20 e il 21 Luglio 2001, non proteggerono, ma picchiarono e torturarono dei cittadini che erano lì per esercitare il loro sacrosanto diritto di parola contraria.
Al G8 di Genova, per due soldi, lo stato di diritto il potere dello stato torturò ed annullò.

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I nostri dieci raccomandamenti di Natale

Avrai un dubbio. O no?

Ormai ci siamo, l’aria è frizzante, luci, colori, musica, manca solo la neve.
Poi il Natale è perfetto.
Ma viste le notizie brutte che non fanno bene alle feste imminenti e visto un Benigni pio e buono come mai prima, ci permettiamo anche noi di darvi qualche consiglio natalizio, stilando i nostri dieci raccomandamenti di Natale.

1) Non ragionare sulla qualità, ma sulla quantità e sul prezzo.
2) Non essere cattivo con quelli come te.
3) Non leggere.
4) Non uscire (che si prende freddo).
5) Non andare al cinema.
6) Non andare per musei.
7) Non farsi rovinare le feste dai problemi del mondo.
8) Non informare se stessi e gli altri.
9) Non andare a teatro.
10) Credere nel Potere.Per i più curiosi, ecco qui le istruzioni per l’uso, una per una.

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Ladri di biciclette 2.0

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Nel 1948 “Ladri di biciclette”, un film entrato nella storia, raccontava quanto una bicicletta fosse indispensabile per sopravvivere. Nel 1973 Fabrizio De Andrè scriveva e cantava “Ci hanno insegnato la meraviglia, verso la gente che ruba il pane, ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame (dalla canzone “Nella mia ora di libertà”).

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Ti ho visto morire stasera

Ciao ragazzo con la maglia verde

ti ho visto morire stasera

ti ho visto dallo schermo del mio computer

la tecnologia…

ho vissuto con te i momenti in cui cercavi la tua famiglia

tra le rovine della tua città distrutta dai bombardamenti

ho vissuto con te le urla da sotto le macerie

ho sperato con te di vederli, di capire da dove provenivano

ma poi con te, ho iniziato ad aver paura

ho sentito gli spari

ci sono i cecchini

stai al sicuro ragazzo, stai attento, te e chi è con te

state attenti, nascondetevi

ci sono i cecchini, cazzo!

e là sotto la mia famiglia che grida

devo salvarli

ma i cecchini sparano, o forse no, è un’impressione

ti vedo ragazzo dalla maglia verde, esci per cercarli.

Ti vedo a terra, un proiettile ti ha colpito

la tua amica ti chiede se ti riesci a muovere

alzi la testa ti guardi le mani, un altro sparo vicino

non ti colpisce ma forse inizi a capire che è la fine

non ti puoi muovere di lì e sei sotto il fuoco nemico

da solo in mezzo alle macerie

inizi a pregare Dio

un terzo sparo. So che c’è stato e che ti ha portato via.

Non l’ho voluto vedere. Ho premuto stop sul video.

Lo stomaco inizia a farmi male.

Maledetta guerra infame.

Sei giovane, alto e magro. Potresti essere mio fratello.

Riposa in pace, fratello mio.