11 Settembre: Giornata del Popolo Unito

Fin dal principio del calendario, questo è un giorno caratterizzato dal Popolo che si ribella ai sopprusi: nell’anno 9 i “barbari germanici” infliggono una sonora sconfitta ai romani e una brusca battuta d’arresto al loro Imperialismo; nel 1297 i “barbari scozzesi” sconfiggono gli inglesi nella famosa battaglia di Stirling Bridge; nel 1541 i “barbari indigeni” distruggono la Santiago del Cile dei Conquistadores; nel 1683 i “barbari europei” resistono a Vienna e bloccano per sempre l’avanzata Ottomana in Europa; nel 1906 viene invocata dal Mahatma Gandhi, per la prima volta, la forma di protesta, di resistenza non violenza, il Satyagraha.

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Da un’amica turca

La resistenza in Turchia continua.

La violenza poliziale continua in Ankara, dove le persone hanno detto “Ogni piazza è Taksim, ogni piazza è la resistenza!”, dove le persone ne volevono che dire “siamo con noi”. Nel frattempo, il ministero della salute ha deciso di cominciare un inquisizione verso i medici e gli studenti del medico che aiutano ai feriti durante la violenza. Sembra che il ministero ha dimenticato la prima missione di un medico e la promessa di Ippocrate.

FGK

Nell”Area Etica” “Incontri i Libri” con la “Comune del Parco Amico di Braida” Sassuolo (MO)

Da ormai un po’ di tempo il nostro pianeta è diventato una polveriera globalizzata e adesso ogni focolaio può produrre un effetto incontrollato; così, ora, i potenti di turno della Turchia si trovano contro la massa popolare.
Questo ennesimo scontro con la dittatura economica mondiale vestita da libero mercato nasce da degli alberi, sì, degli alberi che i Paperoni di turno volevano tagliare, per poi costruire i soliti non luoghi dove succhiare più anime possibili e riempire i loro depositi di monetine dove nuotare felici e soli mentre fuori Paperopoli si infiamma. Ma stavolta qualcuno ha detto no e adesso tutta la Turchia e il Mondo vede in quegli alberi e in quel parco un simbolo di lotta per una Terra libera, equa e pacifica.
Ma Sassuolo, in tutto questo, che c’entra?
In effetti, agli occhi della maggior parte degli italiani, Sassuolo è una bella favola calcistica. L’anno scorso, delusi dalla mancata promozione nella massima serie, cambiano registro, abbattono abbondantemente i costi, investono sui giovani, allenatore compreso, e puntano alla salvezza e dal basso comincia la favola. I ragazzi di provincia iniziano a vincere e non smettono, vincono ancora, vincono sempre e volentieri e solo alla fine, quando giocano davanti ad uno stadio pieno, sentono la pressione della promozione sulla pelle, iniziano a perdere dei colpi (l’emozione di trovarsi ad un passo dalla cima); si fermano, respirano e poi… Serie A.
Ma Sassuolo ha un altra favola, molto meno nota, ma proprio per questo molto più favola e rivoluzionaria.
Braida è un quartiere di periferia dove l’integrazione è sempre stata presente.
Prima con i “quelli dai Monti”, poi con “quelli dal Sud” e poi con “quelli dall’Estero”; alla fine degli anno 90 l’amministrazione comunale decide di voler vendere l’ultimo pezzo di terra non costruita a qualcuno che vuole costruirci, non importa cosa, si tratta comunque di cemento e non verde. Un gruppo di cittadini non ci sta, inizia ad opporsi, il gruppo aumenta, si costituisce La Comune del Parco Amico di Braida e nel giro di un lustro vincono la lotta, non si costruisce. In una quindicina di anni, hanno salvato un parco, lo hanno sistemato (una sede, un piccolo bar, un teatro all’aperto, un percorso nel verde per le scuole e soprattutto prati, fiori, e alberi per tutti) e da allora lo vivono quotidianamente, anche grazie ad una stufa simile a quella afgana (il Bukari!). Insieme ad Area Etica, un associazione culturale locale anch’essa impegnata sul territorio con progetti etico-sociali-politici, da anni organizzano le sere dell’estate, dal liscio agli incontri letterari insieme alla Libreria Incontri (poteva essere diversamente?), ennesima Libreria Partigiana della Cultura.
Mercoledì scorso, 5 Giugno, ci siamo trovati nel Parco Amico, per presentare in Diario come ultimo appuntamento letterario della VII edizione della Primavera Letteraria, la nostra ennesima Infiltrazione Sociale e ci tocca dire che siamo stati solo pioggia non sul bagnato, ma in un lago sociale enorme. Sorrisi ad accoglierci e un piatto di pasta con vino per salutarci.
Tutto perfetto e a chilometro zero a parte noi del Collettivo, obbligati a tornare a casa in macchina, ma adesso possiamo azzardare che l’infiltrazione ha funzionato, dopo Trepuzzi, Scanno, Vercelli, etc etc… ora siamo anche a Sassuolo!
Per chi vuole saperne di più:
Grazie a tutti, buona R-Esistenza e, come sempre, Pace.
PS: Ieri sera i 99 Posse sono stati attaccati da una ventina di esseri (difficile chiamarli umani) che hanno il coraggio di uscire allo scoperto solo in gruppo e in gruppo scappano quando i pochi diventano troppi, come gli animali, ma con una “leggerissima differenza”: gli animali lo fanno per natura, gli esseri umani  lo fanno come scelta e quindi rappresentano l’involuzione (Chissà se Darwin menziona gli esseri Umanimali? E non confondiamoci con l’Anello mancante, quello era comunque in fase evolutiva!). I 99 Posse nonostante l’evidente possibilità di procedere contro gli aggressori, identificarli e farli processare, dicono no, dicono che la loro politica, come il loro essere antifascisti, non è in tribunale, ma in piazza, nelle strade, in mezzo alla gente. Oltre ad abbracciarli e dirgli grazie per la loro arte, gli diciamo che, seppur difficile, condividiamo in pieno la scelta, perché la rivoluzione umana e culturale si fa solo in mezzo alla gente e solo quando la gente lo vuole davvero, come a Braida, i miracoli succedono.
Pace

Per fare un albero ci vuole un seme. E per difenderlo?

In un mondo pieno di notizie che dicono tutto e tutto il contrario, capire cosa sta accadendo in Turchia non è semplice. Se fosse solo un problema turco, sarebbe quasi impossibile, se non per chi ci vive. Ma è solo un problema turco?

In tutto il mondo i focolai di protesta aumentano, come aumenta il malcontento e la rabbia. Quindi il problema non è mai stato solo turco. I confini non esistono. I confini servono solo a chi ha bisogno di confini, di confinare, di infiltrarsi e di invadere. Questo è mio, non è mio, l’ho detto prima io, non prima io, hai cominciato tu, non tu, colpa tua, mamma!!! Come fanno i bambini quando giocano, con la sola differenza che stiamo parlando di adulti mai cresciuti che giocano sulla pelle degli altri. Il problema è umanitario.

Questo Sistema è al collasso.

E’ necessario salvare gli alberi oggi per avere l’ossigeno necessario per gettare i nuovi semi e lasciare a chi ci seguirà una società più giusta.

Pace

PS: Gli alberi turchi sono la goccia in quel contesto. Parlare, straparlare, estrapolare sulla goccia a che serve? Non sarebbe meglio parlare, straparlare, estrapolare su questo Sistema Economico-Sociale che sta uccidendo l’umanità intera?

PPSS: Un amica turca del Collettivo ci ha segnalato dei link dove trovare informazioni. A lei e a tutti i compagni che lottano per essere liberi di vivere in un mondo di tutti il nostro caloroso abbraccio collettivo. E buona R-Esistenza.

Canale televisivo indipendente turco: http://halktvcanli.tumblr.com/

Video scontri all’Università: http://www.youtube.com/watch?v=BAGEzfYPlsg

Bella Ciao senza confini: http://www.youtube.com/watch?v=0ydzWVDJ9N8

Lettera: http://www.osservatorioiraq.it/turchia-ecco-cosa-sta-davvero-accadendo-a-istanbul

Madres e Papi

13 Marzo 2013, Aula Magna di S.Cristina, Bologna

Hebe de Bonafini, una delle Madres di Plaza de Mayo nonché presidentessa dell’associazione omonima, ci ha regalato una vera e propria lezione di vita.

Con il fazzoletto in testa (a ricordo dei primi usati da tutte, i pannolini delle loro creature desaparesidos), con il sorriso e con una calma profetica, in un’ora molto abbondante, ci ha spiegato cosa vuol dire amore, maternità, amicizia, dolore, lutto, impegno sociale, politica, lotta, rivoluzione…
Ci ha spiegato come in Europa noi abbiamo macchiato alcune di queste parole con la menzogna e la falsità, ci ha parlato di economia, di banche e finanza, di come il Sud America è unito in un progetto per un modello sociale alternativo al nostro dove veniamo educati a cosa pensare, cosa dire, cosa fare, come vestirci, cosa mangiare e dei supermercati e le catene multinazionali dove noi ci buttiamo per comprare quello che ci ha detto la scatola magica. La nostra unione europea, imbarazzante, unita in una moneta che ha schiavizzato tutti.
Ma la cosa che è emersa di più è che si può essere coerenti e giusti e che accettare i compromessi con leggerezza e superficialità è la base del nostro decadimento.
Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo sì criticare chi lo sta distruggendo, ma dobbiamo soprattutto essere noi a cambiare, dalle grandi scelte fino a quelle piccole e quotidiane.
Non possiamo applaudire una donna che ha speso la sua vita per la lotta, per i diritti di tutti e poi, contenti, continuare a fare e condurre la nostra vita, con i nostri agi e i nostri sogni di ricchezza.
Non si è rivoluzionari solo perché ci troviamo come i quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo. Il mondo si cambia da dentro noi stessi, diventando esempi integri. In caso contrario siamo solo un esempio imbarazzante di fumo senza arrosto, una imbarazzante e triste delusione.
Questo esempio di vita che ha parlato poco contro chi distrugge, a differenza di Grillo che non parla di altro, con l’effetto inevitabile di smorzare una voglia di cambiare incanalando tutta questa energia in odio, al punto che o sei dei loro o sei contro di loro. Dovrebbero fare un salto da queste donne, vere rivoluzionarie. Frate Lorenzo dice che un fuoco che brucia tutto subito dura poco e lascia solo il freddo. E il fumo? Mentre la applaudivamo, usciva quello bianco che ha portato un papa, guarda il caso o il destino, con il nome Francesco ed è argentino. La scatola magica lo esalta, i fedeli lo amano senza conoscerlo e il nome che porta è una garanzia. Francesco d’Assisi è andato contro ogni forma di potere e lui? Ha fatto altrettanto con la dittatura di Videla? E le sue dichiarazioni sulle unioni omosessuali? Sulle donne in politica? Sulla sessualità? Sull’aborto? Sull’uso dei preservativi? Al nuovo Papa, ricordando che l’abito non fa il monaco e quindi nemmeno il Papa, consigliamo di chiarire tutte le sue ombre per essere più candido e vicino al Divino, che se no, magari, s’arrabbia pure! E poi… sarebbe un vero peccato non onorare il nome scelto e perdere l’occasione di umanizzare la chiesa e ridare ai suoi fedeli il libero arbitrio etico e morale.
E alle Madres?
A loro mandiamo un mega abbrabbacio dicendo sempre e solo Immensamente Grazie per averci mostrato il Paradiso in terra.
Pace
PS: E ora, il Diario, è con Hebe in viaggio verso la loro libera e gratuita Università.
Onorati e Felici.

Ni un paso atras

Mercoledì 13, via del Piombo 5, ore 18. La preziosa testimonianza delle Madri di Plaza de Mayo a Bologna incontri-per-celebrare-la-vicenda-di-uno-straordinario-gruppo-di-donne-argentine-le-madri-di-plaza-de-mayo.html?Itemid=0)

Sono riuscite a trasformare il dolore per la perdita di un figlio, portato via brutalmente dalla violenza di altri uomini, in energia positiva per scendere in piazza; sono riuscite a non isolarsi ognuna nel proprio dolore ma ad inventare la “socializzazione” della maternità dove ciascuna si sente madre di tutti, e tutte si sentono sostenute dalla forza delle altre; hanno sfidato la dittatura e l’indifferenza; lo hanno fatto sempre in modo pacifico; sono riuscite, dopo tutto questo, a far proprie le lotte dei loro figli desaparecidos, diventando “figlie” della loro rivoluzione. Ed oggi, ad oltre 80 anni, si impegnano ancora per la libertà e i diritti dei più svantaggiati.

Noi ci saremo, e voi?

Pace

Dubbio Amletico dell’11 Ottobre 2012

 

Buongiorno Italia e Italiani! Il bello di questo paese è che riesce sempre a stupirci. E oggi il Collettivo è stupefatto. Tutti gli organi di informazione gridano allo Scandalo perché si è scoperto un altarino qua e uno là, politici che gridano Basta, il mondo dello spettacolo grida Vergogna e l’Italia che si sveglia disonesta. Buongiorno!!! Speriamo che ora invece di fermarci, andiamo a fondo in noi stessi a cercare di capire se il problema sono gli esseri disonesti che abbiamo attorno, oppure sono solo un sintomo, superficiale e innocuo, rispetto al male interno che ci sta portando all’autodistruzione. Possiamo continuare come sempre, elevando a salvatori quelli che poi condanneremo come colpevoli, oppure cambiare dentro, ognuno il suo, e fuori, ognuno il suo pezzo di società. Siamo tutti Berlusconi, solo che, a parte lui, siamo tutti frustrati perché non abbiamo il suo potere. O no? No? Allora è il caso di accendere il cervello, spegnere la tv, riappropriarci delle piazze, delle vie e di tutti gli spazi, parlare con gli altri e aprirsi, confrontarsi, condividere, iniziare a fare, muovere le chiappe, mandare a casa tutti: chi ci ha governato perché ha abusato, sfruttato, distrutto e tradito; chi ci ha amministrato perché ha mangiato le briciole ed è stato complice silenzioso di questo decadimento morale, etico e disumano; chi ci ha informato perché non solo non ci ha informato, ma ci ha disinformato per anni facendosi passare per paladino dell’informazione quando fanno tutti parte del teatrino Mataccino, i buoni e i cattivi, tutti attori in uno spettacolo vergognoso: e, infine, tutti coloro che hanno partecipato a questo sistema, perché basato su schiavismo, sfruttamento e guerre. Oppure facciamo colazione, andiamo a lavorare, torniamo a casa e dormiamo. Ripetiamo questo per altri giorni e settimane. Poi riaddormentiamoci. E riparte il teatrino dello stupore.

E qui il dubbio amletico:

vogliamo davvero cambiare dentro e fuori noi stessi o non siamo in grado di ribellarci a ciò che siamo diventati?

Vogliamo essere ricordati per coloro che, dopo aver sfruttato e toccato il fondo, hanno capito e hanno deciso di iniziare una rivoluzione umana epocale fatta di sudore e sacrifici o per non essere in grado di guardare negli occhi, per vergogna o per vigliaccheria, le nuove generazioni quando ci chiederanno: perché?

Pace