Non ti ci sentire tirato dentro se, per te, così non è.

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Ci dispiace molto che l’articolo di ieri sia stato causa di malumori.
Ci dispiace che qualcuno si sia sentito offeso o criticato nel suo modo di provare dolore di fronte a una tragedia come quella di Parigi. Figuriamoci, non era proprio quella l’intenzione. Quindi chiediamo scusa se abbiamo ferito qualcuno e ora proviamo a spiegarci meglio. Continua a leggere

Violenza straordinaria o violenza quotidiana?

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Dopo ogni attentato, dopo ogni atto violento, dopo ogni vita spezzata c’è un momento per il dolore e poi il tempo per la riflessione.
Abbiamo come tutti provato dolore per la violenza che ha colpito Parigi. E alle persone care alle vittime va il nostro abbraccio.
Queste sono le nostre parole nel momento del dolore.
Se tu che leggi hai bisogno di prolungare questo tuo momento non continuare a leggere, perché noi ora diamo tempo alla riflessione.
Non vogliamo essere provocatori, ma davvero pensiamo che il dolore necessiti tempo, perché agire in preda al dolore, vuol dire dare libertà alla rabbia.
Il mondo della televisione, dei giornali, del web è pieno di gente che vuole cavalcare la nostra rabbia. Quella gente non merita da parte nostra una parola di più. Anzi, una gliela vogliamo dedicare: Karma.
E ora torniamo a noi, esseri umani. Continua a leggere

Domenica 2 Agosto 2015: un solo applauso.

2 Agosto 2014: Non avranno più i nostri applausi

Questo non è una manifestazione, tanto meno un flashmob. E’ solo un gruppo di persone, di Bologna e non, del Collettivo e non, che hanno deciso di unirsi e condividere. Ci troveremo sulla collinetta della Piazza della Stazione (Piazza Medaglie d’Oro) verso le 9.45. Ognuna con il suo fazzoletto macchiato. Questo non vuol essere un invito ad unirsi, ma un invito a tutte le persone a non sentirsi escluse. Anche perché più siamo, più il nostro silenzio si farà sentire.

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Al G8 di Genova, per due soldi, lo stato di diritto il potere dello stato torturò ed annullò.

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E infine la Corte di Strasburgo decretò che lo stato, governato da politici, che avevano comandanti, che ordinarono a degli uomini armati, che, nella notte tra il 20 e il 21 Luglio 2001, non proteggerono, ma picchiarono e torturarono dei cittadini che erano lì per esercitare il loro sacrosanto diritto di parola contraria.
Al G8 di Genova, per due soldi, lo stato di diritto il potere dello stato torturò ed annullò.

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Ma quanti siamo Charlie Hebdo?

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La partenza è scontata ma dovuta:
Persone uccise da altre persone
Persone che lavoravano uccise da altre persone
Persone e la loro libertà di pensiero ed espressione uccise da altre persone
Persone platealmente schierate, quindi partigiane, uccise da altre persone
A quelle persone diciamo grazie. Per sempre.
A chi sta ancora lottando, mandiamo un abbraccio come lo mandiamo ancora più forte a coloro che hanno amato e ancora amano chi non c’è più.

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2 Agosto 2014: Non avranno più i nostri applausi

2 Agosto 2014: Non avranno più i nostri applausi

Come ogni anno e come molti altri, Sabato 2 Agosto saremo in Stazione.

Per non dimenticare insieme a tutta la città.
Per non dimenticare il 2 Agosto 1980.
Per non dimenticare 85 vittime e 200 persone ferite.
Per non dimenticare che lo Stato non ci è mai stato,
o forse ci è stato per depistare
o forse ci è stato proprio per organizzare.
E saremo in piazza non perché siamo giustizialisti,
ma perché esigiamo la verità.
Un popolo merita la verità.
Verità di chi ha voluto la strage,
di chi l’ha organizzata.
I nomi di chi ha insabbiato, di chi ha depistato e di chi ha detto il falso.
Ci siamo stancati di bei discorsi, di belle parole e di belle intenzioni.
Ci siamo stancati di applaudire tutto questo teatrino che si ripete ogni anno.
Ci siamo stancati di sentire applaudire.
Quindi?

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T come Terrorista, T come TAV.

Chiara, Claudio, Mattia e Nicolò sono accusati di aver danneggiato un compressore nel cantiere di Chiomonte in Val Susa; nonostante  non siano stati ancora processati e di conseguenza non sia stata ancora dimostrata la loro colpevolezza, sono in prigione dal 9 Dicembre 2013 con l’accusa di… Terrorismo.
Sì, TERRORISMO.
Quindi con tutte le restrizioni e trattamenti “speciali” per chi è terrorista.

Ma chi è Terrorista?
Lo Stato che fa la guerra o il Popolo che non la vuole e che si ribella?
Lo Stato che vuole privatizzare Acqua, Scuola, Sanità e tutti i Beni Comuni per poi venderli ai loro compagni di merenda o il Popolo che non vuole e che si ribella?
Lo Stato che lucra sulla devastazione del territorio o il Popolo che lo abita e che si ribella?

Se essere terroristi vuol dire far di tutto perché si smetta di uccidere persone, perché si smetta di vendere il patrimonio di tutti o perché si smetta di distruggere il nostro territorio, patrimonio di tutta l’Umanità… allora siamo tutti Terroristi.

Pace Libera Tutti: Chiara, Claudio, Mattia e Nicolò!