Io penso positivo

Abbiamo fatto il pieno di brutte notizie.
Come facciamo a essere felici se ogni giorno ci massacriamo di brutte notizie?
Siamo i primi a denunciare quello che non ci piace, a porci l’attenzione e a condividere; ma questo ha senso quando si tratta di denuncia per cercare di conoscere, per poi cambiare; per indurre una riflessione per migliorare la realtà che viviamo, sapendo che ogni piccola azione, sommata a tante altre piccole azioni, ha ripercussioni globali.
Ecco, questo ha senso.
Ma l’andare a ricercare, ogni benedetto giorno, il macabro per poi spiattellarlo su tutti giornali e mass media esistenti, che senso ha, se non quello di impoverirci e deprimerci?Servirà domani un’altra lista di suicidi/omicidi/sfiguramenti, per capire che forse il sistema in cui viviamo non è proprio sano? E non lo rendiamo più sano ricordandoci ogni giorno che “il mondo è brutto e pericoloso”, ma agendo positivamente”. Reagendo!

Noi diciamo di no, non ci serve un’altra lista di brutte notizie, che serve invece solo ad aumentare il senso d’insicurezza di ognuno, di paura rispetto al vicino, di convinzione che il mondo è brutto. Voi giornalisti alla ricerca della notizia “facile”, lo imbruttite, spegnendo ogni giorno la speranza. E’ un cane che si morde la coda: se ogni giorno ci parlano del colore nero tendente, alle volte, al grigio difficilmente riusciremo ad immaginarci l’arcobaleno; anzi, assuefatti dal grigiume, lo richiederemo sempre di più convinti che sia l’unica sfumatura esistente. Notizie “facili” le chiamiamo, perché serve molta più fatica e impegno per ricercare e offrire cose intelligenti.

Ci piacerebbe sentire parlare in prima serata, o leggere nei primi titoli di giornali, di atti di solidarietà che ogni giorno avvengono, di sistemi alternativi di economia che si sperimentano in mancanza di soldi, di giovani che nel pieno della crisi si mettono insieme e si creano un nuovo lavoro, di nuove ricette “sane” da sperimentare in cucina.
Le notizie brutte fini a se stesse non servono a niente; o fanno riflettere per trovare una soluzione in positivo (e ci piacerebbe leggere anche queste sui giornali), o tante vale spegnere la tv, chiudere i giornali, e andarsi a fare una bella passeggiata, dove incontri la persona triste, certo, ma anche quella che sorride, chi litiga e chi canta, dove incontri le macchine e lo smog ma anche gli alberi e i fiori.
Una bella passeggiata ecco, è sicuramente più vera, reale e istruttiva.

Pace

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