Lettera al Sig.Bondi

L’oppositore al regime Sandro Pertini, futuro Compagno Pert, Padre Costituente e Presidente di tutti, nella sua lettera di rifiuto alla grazia per la sua prigionia a Pianosa, dice che tiene più alla sua fede politica che alla sua stessa vita.
Noi del Collettivo, ovviamente influenzati da maestri come lui, mettiamo il nostro pensiero, la nostra etica, la nostra morale e la nostra politica come base vitale di noi stessi.
Per questo non parliamo degli attuali politici italiani, perché li reputiamo non degni di questa definizione, ma di ben altre.
Poi, ogni tanto, cadiamo in tentazione.
Noi cerchiamo di resistere, ma quando sentiamo parlare di guerra non possiamo e non vogliamo esimerci. Indifferenti Mai, ovvero Partigiani Sempre.

“Signor Bondi,
sappia che quello che segue è solo il nostro pensiero e non la verità.

Probabilmente manco lo leggerà.
Ma ci piace essere chiari, visto che ci sono un sacco di permalosi in giro.
Se non se ne fosse ancora accorto abbiamo già iniziato a dire la nostra.
E’ caldo vero?
Quando è così caldo uno dovrebbe ripararsi.
Poi, quando si passa continuamente dentro e fuori l’aria condizionata, è ancora peggio. Fa male alla salute. E poi non fa bene al cervello, anche a quello più fino e sagace.
E siccome il suo non sembra così fino, non sarebbe il caso di tenerlo riparato e al fresco?
Non abbiamo visto alcun video, ma la stampa e la rete ci dicono che lei ha parlato di guerra civile.
Ma lei ha mai visto la guerra?
Ha mai visto gli effetti della guerra?
Ha mai sentito l’odore di morte della guerra?
Ha mai visto morire delle persone?
E la guerra civile?
Il paese è in ginocchio e, se non cambia nella sua natura, a brevissimo sarà sdraiato.
Sanità, Scuola, Ricerca, Lavoro.
Su questo la gente strapagata come lei dovrebbe concentrare il cervello.
E sul pane della gente.
E se manca il pane, che fa?
Ci da le Brioches come la Regina?
Sa cosa successe in quella guerra civile, vero?
La sua risposta purtroppo, forse, non cambierà di molto il risultato.
A) Non lo sa. Allora non dovrebbe parlare ma studiare. Non dovrebbe essere lì, ma a guadagnarsi il pane come tutti.
B) Lo sa. E allora non dovrebbe invocarla a prescindere.
Non ha uno sdoppiamento di personalità, vero? Non sarà perché il doppione ha capito che il padroncino è stato condannato e, di conseguenza, ha perso il suo tessssoro, vero?
Perché con una guerra civile si distrugge un popolo e lo si segna con il sangue per varie generazioni e nella sua natura per sempre.
Nel caso incredibile che lei stia pensando che quella francese fu una rivoluzione e non una guerra civile, allora sì che ci vorrebbe, ma non armata; ci vorrebbe, come diceva Monicelli, una rivoluzione intellettuale così lei e i suoi compagni di merende potreste andare finalmente in pensione. E liberi di girare e godervi il vostro popolo.
Se fosse per noi voi dovreste essere condannati a passeggiare per strada tutti i giorni e applauditi, osannati, ovviamente in senso ironico, sempre che lei capisca questo termine. Tempo fa applaudimmo Merola, gli dicemmo bravo, lui si voltò sorridendo, noi continuammo e incrementammo gli elogi, ci mise un po’, poi capì, anche lui ha bisogno dei suoi tempi, si girò e se ne andò in silenzio.
Alla nostra Italia auguriamo una rivoluzione intellettuale che sia in grado di sorridere.
Si fidi, la guerra civile è molto molto peggio, non dovrebbe augurarsela neanche lei, la guerra civile colpisce tutti, e quando si parla di guerra, in quei tutti ci saremmo proprio tutti, anche noi, anche lei.
Ma allora la domanda è: lei è in grado di intendere e di volere?
O forse sta cercando di capire quanto potere ha?
A lei piace vincere facile?
In Italia i suoi amici di merende, sinistra, destra, centro e paradentro, le dicono di calmare i toni.
Se fosse per noi lei sarebbe già a casa a riflettere, perché lei sembra aver bisogno di aiuto: sembra sconnesso, o forse scollegato.
Magari evitiamo una guerra civile, no?
Pace a lei,
che sembra averne tanto bisogno,
così lascia in Pace anche noi”
Pace

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