11 Settembre: Giornata del Popolo Unito

Fin dal principio del calendario, questo è un giorno caratterizzato dal Popolo che si ribella ai sopprusi: nell’anno 9 i “barbari germanici” infliggono una sonora sconfitta ai romani e una brusca battuta d’arresto al loro Imperialismo; nel 1297 i “barbari scozzesi” sconfiggono gli inglesi nella famosa battaglia di Stirling Bridge; nel 1541 i “barbari indigeni” distruggono la Santiago del Cile dei Conquistadores; nel 1683 i “barbari europei” resistono a Vienna e bloccano per sempre l’avanzata Ottomana in Europa; nel 1906 viene invocata dal Mahatma Gandhi, per la prima volta, la forma di protesta, di resistenza non violenza, il Satyagraha.

Poi nell’ultimo secolo c’è stato un cambio, un sovvertimento, è diventato un giorno buio, un giorno in cui le persone vengono uccise e, con loro, la loro libertà di pensiero e di parola, oltre che quella basica, di vivere: nel 1919 l’Esercito degli Stati Uniti invade i confini dell’Honduras; nel 1926 fallisce l’attentato a Benito Mussolini; nel 1944 l’Esercito degli Stati Uniti invade i confini della Germania nazista; nel 1965 l’Esercito degli Stati Uniti invade i confini del Vietnam; nel 1973 Pinochet e i suoi schiavi fedeli attaccano e uccidono prima lo Stato e poi il suo Popolo; nel 2001 tremila persone vengono uccise e poi, invece di essere ricordate, vengono usate, strumentalizzate e infangate, e in nome loro viene fatta la guerra ad un altro popolo, quello afgano, che due giorni prima, casualmente, aveva perso il proprio Leader, Massoud, il Leone del Panjshir, ucciso in un attentato ad personam.

In questo tempo in cui le grandi Corporazioni hanno soverchiato il sistema e tolto la sovranità degli stati agli stessi cittadini, è tempo che questo giorno torni ad essere ricordato per le vittorie del Popolo su quelle poche persone che non vogliono altro che dominare il prossimo, per poi sfruttarlo, schiavizzarlo o ucciderlo, dipende solo da che parte del muro si è nati. Ma questo può accadere solo grazie ad un esame di coscienza individuale, ad una successiva presa di coscienza collettiva e, infine, ad una R-Esistenza attiva, senza paura e a testa alta perché non possiamo essere liberi singolarmente finché non lo è l’intera collettività.

Queste sono le parole di Allende:

«Ci troviamo davanti a un vero scontro frontale tra le grandi corporazioni internazionali e gli Stati. Questi subiscono interferenze nelle decisioni fondamentali, politiche, economiche e militari da parte di organizzazioni mondiali che non dipendono da nessuno Stato.
Per le loro attività non rispondono a nessun governo e non sono sottoposte al controllo di nessun Parlamento e di nessuna istituzione che rappresenti l’interesse collettivo. In poche parole, la struttura politica del mondo sta per essere sconvolta.
Le grandi imprese multinazionali non solo attentano agli interessi dei Paesi in via di sviluppo, ma la loro azione incontrollata e dominatrice agisce anche nei Paesi industrializzati in cui hanno sede.
La fiducia in noi stessi, che incrementa la nostra fede nei grandi valori dell’umanità, ci dà la certezza che questi valori dovranno prevalere e non potranno essere distrutti.»

Per noi l’11 Settembre è la Giornata del Popolo Unito, in attesa che lo diventi tutti i giorni.
Un Popolo Unito non sarà mai dominato.

http://www.youtube.com/watch?v=Ga0Sj2ZTUxw

Pace

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