Lettera bolognese a Matteo Salvini

PazienzaPertini

Il primo dubbio che ci assale è come iniziare, perché ovviamente dobbiamo essere coerenti con noi stessi, quindi niente caro, egregio, gentile, bla bla blah…
Allora siamo andati a vedere che incarico ricopre e risulta (qui oppure qui) che lei sia un europarlamentare e se le pagine non si sbagliano, a parte 40 giorni attorno a Giugno 2014, sembra che lo sia dal 08 Giugno 2009! Sei anni! Verrebbe da dire: “occhio alla crisi del settimo!” Ma poi scopriamo che ne ha fatti altri due (e un po’) tra il 2004 e il 2006, quindi niente crisi. Anzi, sembra che il sodalizio funziona, visto che ha fatto anche 17, sì, 17 anni di consigliere comunale e solo un anno circa di camera dei deputati.
Per i più curiosi, e noi lo siamo, bisogna dire che gli incarichi sono alternati e in alcuni casi sono sovrapposti:
Dal 15.07.04 al 30.05 2006 EuroParlamentare e Consigliere Comunale di Milano
Dal 09.06.06 al 07.11.06 EuroParlamentare e Consigliere Comunale di Milano
Dal 29.04.08 al 08.06.09 Parlamentare Italiano e Consigliere Comunale di Milano
Dal 08.06.09 al 13.07.09 Eureka! EuroParlamentare, Parlamentare Italiano e Consigliere Comunale di Milano
Dal 13.07.09 al 15.05.11 “Solo” EuroParlamentare e Consigliere Comunale di Milano
Dal 10.06.11 al 10.10.12 Ancora “Solo” EuroParlamentare e Consigliere Comunale di Milano
Dal 27.02.13 al 14.03.13 Meglio, EuroParlamentare e Parlamentare Italiano
Dal 15.12.13 al 25.05.14 Bingo! EuroParlamentare e Segretario Federale della Lega Nord
Dal 01.07.14 ad oggi Idem. EuroParlamentare e Segretario Federale della Lega Nord

Quasi dieci anni di lavoro doppio (gli impegni di Lega non li abbiamo contati, se non da quando ne è il segretario federale!) e siccome i soldi sono una brutta bestia e possono mettere in crisi anche le famiglie più unite, ci limitiamo a dire che se uno lavora tanto e bene è giusto che sia pagato tanto e bene.
Ma visto che il lavoro scarseggia, perché non ha evitato doppi incarichi così da dare lavoro anche a qualche suo collega?
Un altra domanda sarebbe se, sempre secondo lei, è opportuno mantenere due incarichi così delicati e importanti, quando già uno ti richiede anima e corpo?
Un ultima cosa: Noi abbiamo provato a metterci nei suoi panni, immaginando di essere EuroParlamentari e subito ci siamo detti che dovremmo abitare là, esserci sempre e non perdere un minuto perché le cose non vanno proprio benino. E pagare uno che renda pubblico ciò che facciamo. Poi accendiamo la tv e lei è lì o collegato da qualche parte, è di qua, è di là, è su, è giù, ma in EuroParlamento non ci va più?
Forse ha ragione lei, forse non si lavora sempre a Bruxelles.
Forse si lavora a giorni alterni?
Solo metà settimana?
Solo al mattino?
E dire che noi pensavamo che lei e tutti gli altri passaste le giornate a pensare, discutere e decidere tutti insieme come amministrare meglio il continente.
Se lei ci potesse spiegare tutto questo.
Comunque, alla fine, abbiamo deciso di iniziare così:

“Euronorevole e Segretario Salvini, le iscriviamo da Bologna.
Non vogliamo dire niente in contrario a lei, non vorremmo aiutarla,non vorremmo darle l’ennesima scusa di dire il nulla riempiendosi la bocca di belle parole per noi quali buonisti, zecche, antagonisti, facinorosi, teppisti, violenti o terroristi.
Invece le diciamo che noi concordiamo che lei, no, stia sereno, non concordiamo mai con lei, ma oggi lo facciamo in una cosa, continui a leggere, non manca tanto.
Lei vuole dire le sue cose, lei ne ha diritto, lei è un europarlamentare e segretario di partito (e TvFrontManOneManShow!), lei è da vent’anni che fa politica, lei avrà sicuramente chiaro gli obiettivi, sia quelli a breve, sia quelli a medio, ma soprattutto quelli a lungo termine.
Lei esprime dei concetti che vanno bene nel mondo che lei si prefigge di attuare.
Ma le assicuriamo che si può non essere d’accordo con lei, si può essere addirittura contro di lei, senza essere buonisti, zecche, antagonisti, facinorosi, teppisti, violenti o terroristi. Vale anche il contrario?
Nessun limite alla legittima difesa nel caso che uno rubi!
Vale anche per i politici che rubano i soldi che son di tutti mentre fanno un lavoro pagato da tutti?
Caccia al migrante che ruba il lavoro o benvenuto al migrante che fa i lavori che qui nessuno vuol fare?
Il nostro fruttivendolo è pakistano, il barista cinese, il pizzaiolo egiziano, muratori, idraulici, falegnami… lavori. Semplicemente lavori.
Fuori tutti oppure benvenuto a chiunque perché noi non siamo Dio per decidere della vita degli altri: dove, come, con chi, quando e perché. E da quello che ci risulta, neanche lei lo è. E quindi? Chi è il violento?
La violenza, come la salute, può essere fisica, psichica o sociale.
Lei, sempre secondo lei, usa parole, concetti e ragionamenti pacifici o violenti?
Il grande Che, che le consigliamo di leggere, dice che “Bisogna essere duri, senza mai perdere la tenerezza”. Vede, noi siamo così violenti, che stiamo ancora cercando di ragionare con lei. Ecco una parola che può usare per noi: utopici.
Andiamo al dunque.
Piazza Maggiore sarà piena di stand (vostri e di CioccoShow già pronti per la prossima settimana) e ci saranno un sacco di bandiere.
Poi pensiamo alle piazze piene di una volta, piene di gente, tanta gente che non ci si entrava.
Oggi?
Tanti stand, tante bandiere, poche persone, ma non si entrerà comunque.
Non per la gente, ma per i blocchi armati.
In realtà non lo sappiamo cosa succederà, ma l’ultima volta, qualche anno fa, ci bloccarono.
Allora ci mettemmo a posto, tutti ordinati e leccando un gelato passammo indenni da un altro posto di blocco. Anzi, ci lamentammo del fatto che non ci avevano perquisiti. Un amico gay ci disse che la nostra interpretazione era stata così perfetta che da allora dice che lo siamo anche noi, ma del tipo latente!
E facemmo una cosa che non facciamo mai, coprimmo il vostro inno (povero Verdi!) con l’inno di Mameli, le nostre voci sopra le vostre e sopra le vostre casse. Voi eravate tante bandiere ma poche persone, noi eravamo il contrario.
Quindi, quando parlerà dell’8 Novembre a Bologna, non dica che la Lega era in Piazza Maggiore. Dica che la Lega ha chiesto la Piazza Maggiore, che le è stata concessa dagli altri fenomeni che abbiamo in giunta e che l’avete tutta blindata per evitare chi non è d’accordo con lei e con voi.
Ma ci scusi un attimo.
Allora, che ci siano dei MiniSalvini anche a Bologna è fuori discussione. Anzi. Forse è il momento dal dopoguerra in cui la destra ha più seguaci. Per non parlare della sinistra. Anche Bologna, come ogni luogo occidentale, sta vivendo una grossa crisi socio-culturale. Ma per fortuna abbiamo l’universitari che ci mantengono al passo con il tempo insieme ad altri utopici che fanno di tutto per Bologna che è e rimarrà una città aperta, fisicamente, mentalmente e socialmente. E noi faremo di tutto per tenere vivo e crescere questo suo dna, famoso ovunque (nonostante tutto).
Quindi gradiremmo avere il diritto di poter venire nella nostra piazza e dire che, qui, la maggioranza non vi vuole.
Come voi dite che volete avere il diritto di poter decidere chi entra in Italia e chi no, e volete il diritto di dirlo dove vi pare, noi Bolognesi vogliamo avere il diritto di restare una città aperta, vogliamo avere il diritto di venire ad ascoltare, per applaudire, se ci piace, oppure, in caso contrario, per fischiare e invitarla a lasciarci di nuovo libera la nostra bellissima Piazza Maggiore.

La piazza non si blinda, non si prende, non è un diritto.
La piazza è del popolo e il popolo, che decide chi sta in parlamento, decide pure chi sta in piazza.
Però non sia permaloso se non la vogliamo.
Non ci etichetti come buonisti, zecche, antagonisti, facinorosi, teppisti, violenti o terroristi.
Anzi, faccia quello che vuole, ma un’ultima domanda:
quando parla, quanto tempo dedica a dire che gli altri sono, non sono, bla bla blah…
e quanto a dire quello che lei pensa e vuole fare?
Perché se fossimo noi a parlare ad una piazza, di lei e dei suoi compagni di merende, al massimo potremmo dedicare qualche secondo, ma non oltre, tipo… tipo… tipo… ecco, Salvini…
tempo scaduto.
Ora parliamo di cose serie.
Buona domenica.
Pace

PS: Ci aiuti, ci siamo persi.
Un tizio e i suoi amici vogliono governare alla loro maniera.
Una città non li vuole comunque, ma questi non demordono. Ma in realtà non vogliono parlare al popolo di questa città, ma vogliono far parlare di sé e di come vengono trattati. Devono farsi vittime per poter continuare a tenere vivo un nemico con cui combattere e trascinare altri nel loro delirio.
Il problema che non hanno le palle per venire a conquistarsela, ma fanno spendere agli stessi cittadini pure dei soldi e delle energie per bloccar loro il centro della città, per blindarlo, per militarizzarlo, tutto solo per farsi vedere. E al popolo, invece di passare una domenica tranquilla, tocca trovarsi e organizzarsi per andare a dire di persona che non li vogliono, che la città non vi vuole.
Ha senso tutto questo?
Perché invadete il nostro paese?
Perché non state a casa vostra?
Perché, invece di venire a rompere i maroni a Bologna, non andate a lavorare?
Perché continuate a ringhiare e poi piangete quando qualcuno perde la pazienza di fronte alle vostre facce “poco sorridenti”, alle vostre urla, ai vostri proclami sempre contro qualcuno e alla bava di rabbia con cui invadete e sporcate la nostra terra?

Salvini? I MiniSalvini? Pazienza?
Ecco, appunto, chissà cosa ci risponderebbe il suo Pertini…
Intanto ascoltiamoci quello originale:

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