A volte ritorna

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Nel 1949, George Orwell scrive così nel suo 1984: ”…Il lavoro pesante, la cura della casa e dei bambini, le futili beghe coi vicini, il cinema, il calcio, la birra e soprattutto le scommesse, limitavano il loro orizzonte. Tenerli sotto controllo non era difficile…”
E chissà cosa è successo dopo 67 anni?
Il lavoro scarseggia, ce n’è di precario, talvolta in nero, e comunque tutto modernizzato, versione 2.0, ovvero: flessibile. Pensa se il lavoro fosse un basamento della nostra costituzione!
E anche se non c’è lavoro, fate figli, che poi li mantengono i nonni, che con la pensione non sanno cosa farci. E tutti chiusi in casa, che fuori è pericoloso. Casa? Quale casa?
Anche perché la casa, diciamocelo, non conviene più, per non parlare degli altri con cui dover condividere gli spazi comuni.
L’importante è che non manchi il televisore, meglio grande, con tutto on demand: serie, sport, film, sul divano, se c’è, e con l’immancabile birra. Fresca, ovviamente.
E dobbiamo essere ottimisti, dobbiamo sperare in un futuro migliore, quindi perché non tentare con la fortuna?
Allora giochiamo al Lotto, ce lo hanno pure consigliato Capitan Totti, Claudio Bisio e Fabio Fazio, che da questo punto di vista sono dei geni, si sono fatti pagare per consigliare tutti noi che hanno ragione, si vince facile!
Il gratta e vinci, il superenalotto, le slot sotto casa e, almeno una volta nella vita non giochiamo vestiti come siamo, ma ci mettiamo la cravatta e andiamo ad arricchirci al casinò. E visto che siamo fortunati e abbiamo lo smartphone, possiamo scommettere sempre e su tutto: addirittura in Inghilterra si può scommettere sul fallimento del nostro Sistema Sanitario Nazionale entro il 2020!
E il calcio?
Non c’è da preoccuparci, ce n’è tanto (senza tener conto di tutti gli approfondimenti!) e c’è sempre.
La serie A ha giocato persino il 25 aprile, non si sa mai, nel caso che la gente abbia tempo e voglia per pensare che quello che oggi possiamo fare, lo possiamo solo perché allora qualcuno ha sconfitto una tirannia ventennale.
Hanno giocato pure il 1° Maggio, così evitiamo di intristirci e pensare al lavoro che non c’é.
Il 2 Giugno invece no, il campionato è finito; e visto che le persone potrebbero pensare alla Repubblica, noi gli facciamo una bella parata militare, che più di repubblica sembra una parata imperiale o come la marcia su Roma.
A questo punto Orwell sarebbe fiero di noi.
Abbiamo fatto i compiti, abbiamo studiato e ci siamo applicati, ora siamo pronti.
Siamo pronti per la recidiva del nostro male.
Come colonna sonora, ci mettiamo “Le tre scimmiette” tratto dall’album “Tutti in pentola” dei Mulini a Vento.
Nell’attesa, vi consigliamo un libro e il film omonimo: Lui è tornato.
Pace

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