Lettera aperta alla Olimpionica Dirigenza Rai

luca-mercalli-scala-mercalli-rai3-600x400
Cara Dirigenza,
vogliamo scrivervi per tranquillizzarvi, nel malaugurato caso che ce ne fosse bisogno.
Come capita a volte, la pentola si è scoperchiata, lo scandalo compensi/stipendi ha schizzato un po’ dappertutto e lo stomaco di noi italiani, imbestialiti dal canone in bolletta, ha vomitato un processo social-mediatico.
Ma non vi preoccupate, è solo questione di tempo, poi passa e ce ne si dimentica.
Quindi perché rovinarsi l’estate e le vacanze?
State sereni.
Sì, anche quelli che dicono che fossero stipendiati “bene bene” senza lavorare, sereni!
Dalla vostra parte c’è il tempo, è estate, non vogliamo ingastrirci anche d’estate!

Continua a leggere

Non ti ci sentire tirato dentro se, per te, così non è.

world-peace-tye-dye-bill-cannon

Ci dispiace molto che l’articolo di ieri sia stato causa di malumori.
Ci dispiace che qualcuno si sia sentito offeso o criticato nel suo modo di provare dolore di fronte a una tragedia come quella di Parigi. Figuriamoci, non era proprio quella l’intenzione. Quindi chiediamo scusa se abbiamo ferito qualcuno e ora proviamo a spiegarci meglio. Continua a leggere

Violenza straordinaria o violenza quotidiana?

world-peace-tye-dye-bill-cannon

Dopo ogni attentato, dopo ogni atto violento, dopo ogni vita spezzata c’è un momento per il dolore e poi il tempo per la riflessione.
Abbiamo come tutti provato dolore per la violenza che ha colpito Parigi. E alle persone care alle vittime va il nostro abbraccio.
Queste sono le nostre parole nel momento del dolore.
Se tu che leggi hai bisogno di prolungare questo tuo momento non continuare a leggere, perché noi ora diamo tempo alla riflessione.
Non vogliamo essere provocatori, ma davvero pensiamo che il dolore necessiti tempo, perché agire in preda al dolore, vuol dire dare libertà alla rabbia.
Il mondo della televisione, dei giornali, del web è pieno di gente che vuole cavalcare la nostra rabbia. Quella gente non merita da parte nostra una parola di più. Anzi, una gliela vogliamo dedicare: Karma.
E ora torniamo a noi, esseri umani. Continua a leggere

Armiamoci e sparatevi!

buonanno-tv-pistola

Le guerre stanno aumentando, come la fame e la povertà.
Gli Stati Uniti non riescono a liberarsi della piaga delle armi per colpa delle industrie che sulle armi ci fanno affari miliardari.
L’Isis mette a fuoco una terra in piena crisi umanitaria, ma hanno sempre jeep funzionanti, benzina, armi e tecnologie di ultima generazione e noi siamo tutti beoti e focalizzati su di un solo punto: oddio l’orco cattivo! Ma non creiamo una sinapsi, perché evidentemente incapaci, per chiederci: ma chi li finanzia? Ma se sono così cattivi, perché non diciamo nulla del fatto che stiamo bombardando e combattendo contro l’unico popolo che li combatte veramente, ovvero il popolo curdo?
La cultura è ai minimi storici, l’egoismo, l’ignoranza e la presunzione con tanta arroganza invece è ai massimi.
Il sistema socio-economico è al collasso.
Siamo alla fine dell’Impero.
E i nostri Statisti?
Quali statisti?
E i nostri amministratori?

Continua a leggere

70 anni, ma la bomba non va in pensione.

dottor-stranamore-2

Il 6 Agosto del 1945 l’Umanità fece un altro passo verso la propria autodistruzione: gli Stati Uniti sganciarono la prima bomba atomica. L’onore di tale battesimo toccò a Hiroshima, città giapponese. Non contenti, ne buttarono un’altra tre giorni dopo, a Nagasaki, anche se non era lei la predestinata, ma Kokura, che si salvò perché coperta dalle nubi.
Tra i pochi sopravvissuti ce ne sono alcuni che fanno parte di un gruppo elitario, quelli che hanno avuto l’onore di viversele entrambe e di sopravvivere. Tra questi, uno dei più famosi, anche perché parecchio longevo nonostante tutto, è Tsutomu Yamaguchi (山口 彊 Yamaguchi Tsutomu) nato a Nagasaki, 16 marzo 1916 e morto, sempre a Nagasaki, il 4 gennaio 2010. Il 6 Agosto era a Hiroshima per lavoro, a tre km dall’esplosione e venne travolto mentre scendeva da un autobus; si ritrovò temporaneamente accecato (anche se lui, in quel momento, non sapeva della temporaneità), con i timpani distrutti e gravi ustioni su tutto il corpo. Restò in un rifugio antiaereo fino al mattino successivo quando fece rientro a casa, nella sua Nakasaki. E dopo tre giorni altra bomba, ma stessa distanza: 3 km, numero perfetto.
Divenne un attivista anti nucleare instancabile e mai domo.
Queste alcune sue frasi:
“La ragione per cui odio le bombe nucleari è per ciò che fanno alla dignità degli esseri umani”
«La mia doppia esposizione alla bomba è ora un record ufficiale. Ciò può insegnare alle nuove generazioni l’orribile storia dei bombardamenti nucleari anche dopo la mia morte»
«Non riuscirò mai a capire perché il mondo non possa capire l’agonia delle bombe nucleari, come possono continuare a sviluppare simili armi?»
«Era mio destino che subissi ciò due volte e che sopravvivessi ad entrambi per testimoniare ciò che accadde»
Scrisse pure un libro e prima di morire partecipò a un documentario (nel 2006) intitolato Nijuuhibaku (Bombardati due volte) sulle 165 persone ufficialmente vittime di entrambe le bombe atomiche giapponesi proiettato persino alle Nazioni Unite.

E dopo 70 anni?

Continua a leggere

Alpi-Armi, un binomio mortale per Ilaria. E per il premio a lei intitolato?

premio-ilaria-alpi-ventennale-700x350

Ieri è iniziata la Ventesima edizione del Premio Ilaria Alpi, in memoria della giornalista uccisa il 20 Marzo di venti anni fa insieme al collega operatore Miran Hrovatin.

La giornalista italiana stava indagando sui rapporti tra Italia e Somalia e su un possibile traffico di rifiuti tossici e armi
Sabato sera, 6 Settembre, si concluderà con l’assegnazione del premio.
“All’interno del Premio Ilaria Alpi, verranno assegnati anche il Premio UniCredit, un riconoscimento speciale assegnato in accordo tra UniCredit e la Giuria del Premio Ilaria Alpi ad una giornalista distintasi per valore e coraggio” (http://www.ilariaalpi.it/?p=4716)
Unicredit è pure partner dell’evento.
In questo articolo di Marzo 2014 si dice che, in Italia, Unicredit sia la Terza Banca Armata:
Ricapitoliamo:
La terza banca armata italiana supporta e conferisce un premio in onore di due giornalisti uccisi mentre stavano indagando su traffici di armi e rifiuti tossici.
Quindi?
Quindi diciamo che probabilmente ci è sfuggito qualcosa.
Ma resta un dubbio amletico: non è che c’è del marcio non solo in Danimarca?
Pace

Ti ho visto morire stasera

Ciao ragazzo con la maglia verde

ti ho visto morire stasera

ti ho visto dallo schermo del mio computer

la tecnologia…

ho vissuto con te i momenti in cui cercavi la tua famiglia

tra le rovine della tua città distrutta dai bombardamenti

ho vissuto con te le urla da sotto le macerie

ho sperato con te di vederli, di capire da dove provenivano

ma poi con te, ho iniziato ad aver paura

ho sentito gli spari

ci sono i cecchini

stai al sicuro ragazzo, stai attento, te e chi è con te

state attenti, nascondetevi

ci sono i cecchini, cazzo!

e là sotto la mia famiglia che grida

devo salvarli

ma i cecchini sparano, o forse no, è un’impressione

ti vedo ragazzo dalla maglia verde, esci per cercarli.

Ti vedo a terra, un proiettile ti ha colpito

la tua amica ti chiede se ti riesci a muovere

alzi la testa ti guardi le mani, un altro sparo vicino

non ti colpisce ma forse inizi a capire che è la fine

non ti puoi muovere di lì e sei sotto il fuoco nemico

da solo in mezzo alle macerie

inizi a pregare Dio

un terzo sparo. So che c’è stato e che ti ha portato via.

Non l’ho voluto vedere. Ho premuto stop sul video.

Lo stomaco inizia a farmi male.

Maledetta guerra infame.

Sei giovane, alto e magro. Potresti essere mio fratello.

Riposa in pace, fratello mio.

“Hey McEmma, c’è qualcuno in casa? (e in Aula?)”

Lettera al Ministro Bonino: “Hey, McEmma, c’è qualcuno in casa? (e in Aula?)”
“Signora Bonino,
abbiamo letto le sue parole, di quanto soffre, quanta pena nutre nel cuore e quanto desidera in cuor suo che le violenze egiziane smettano al più presto.
Bonino, stop violenza. “Sono profondamente addolorata per quanto sta avvenendo in Egitto e per la perdita di vite umane. Avevo espresso l’auspicio che le piazze dei sit in si svuotassero grazie al raggiungimento di un accordo tra le parti, e non con l’intervento delle forze di polizia che non aiuta la ricerca di una soluzione alla crisi politica”, ha affermato la titolare della Farnesina, Emma Bonino. “Mi rivolgo a tutte le forze in campo – ha poi aggiunto – affinché facciano tutto quanto in loro potere per fermare immediatamente la violenza esplosa nel Paese”.

Continua a leggere