Ehi, Bologna? C’è qualcuno in casa? Ritorno ad un pericoloso passato

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Bologna la grassa, la dotta, la rossa…
Anche Guccini la canta così.
Quando andiamo in giro, appena sentono da dove veniamo, la reazione è sempre la stessa: Bologna piace.
E noi?
Ci siamo stancati di sentire complimenti che la nostra città, purtroppo, non merita più.

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Ma da Fazio, si paga mai dazio?

Fabio e Silvio

Le nostre prime parole spese per Fabio Fazio risalgono al 2007, anche se bollivano da un po’ prima. E dopo otto anni ci ritroviamo allo stesso punto, come nel film Ricominciare da capo, con la differenza che la memoria del bel paese è godereccia, gode di pessima salute e la diagnosi dice che, comunque, sbagliando o no, non si impara.
Ieri sera, il nostro personalismo vaso, già straboccante dai tempi dei tempi, ha ricevuto l’ennesima gocciolina di acqua non potabile, l’ennesima intervista, stavolta a Silvio Berlusconi.
Tranquilli, non ci saranno arringhe o riflessioni, accuse o conclusioni, ma semplicemente un avviso a tutti i naviganti.
Che voi siate intellettuali, artisti, filosofi, industriali, scienziati, sindacalisti, sportivi, politici o anche no, che voi abbiate o non abbiate fatto, ma se avete bisogno di pubblicizzare il vostro nuovo prodotto, qualsiasi prodotto,  c’è un investimento trasversale, secondo noi, vincente, virale e privo di rischio:
Andate ospiti da Fazio,
alla peggio, comunque, non pagherete alcun dazio.

Pace

Si è partiti da casa la mattina del 25 Aprile, ma siamo arrivati in Piazza Maggiore che era il 4 Novembre. Forse Carnevale: il malcostume che soffoca una Memoria agonizzante.

25 Aprile 2015
Non si dovrebbe mai saltare questo appuntamento, ma questo 25 Aprile è più speciale, l’Italia liberata compie 70 anni.
Se poi ci aggiungiamo che il periodo storico ha bisogno di coscienza, di anima e di resistenza come l’aria, beh… non si può proprio mancare. Quindi ci organizziamo.
Sveglia, musica partigiana di sottofondo, doccia, colazione, i più fortunati hanno fatto pure l’amore e poi via, tutti carichi, chi a piedi, chi in bus, chi in bici, comunque tutti in Piazza Maggiore. Punta ore 9.30. Puntuali. Ma non puntuali come sempre, stavolta veramente puntuali, la Resistenza non può e non deve aspettare.

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“Care” Sentinelle… grazie di tutto. Ora? Rompete le righe.

Autogol

Care Sentinelle…

no.

Egregie Sentinelle…
no.
Spettabili Sentinelle…
no.
Silenziose Sentinelle,
alla fine ce l’avete fatta,
con il vostro capo chino e il vostro silenzio vi siete fatti notare.
In 100 piazze italiane. Non una, ma cento!
E tutto questo per cosa?
Per risvegliare le coscienze del popolo italiano.
E il popolo?
Il popolo, come pecore, a darvi contro.
Poverini, nessuno vi capisce. Nemmeno Cassandra.
Ok. E’ vero. Lo ammettiamo. Anche noi non vi capiamo.
(Belato Collettivo)
Ma vogliamo comunque dirvi grazie.

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Lettera a Di Battista

Onorevole Alessandro,
eccoci qui a scriverti di nuovo, ma stavolta pubblicamente. Quattro mesi fa ti abbiamo fatto i complimenti per i discorsi sentiti fare nella camera dei bottoni, “…Non ci fraintendere, in un mondo normale sarebbero ovvii, ma in questo mondo, dove anche un sorriso e un buongiorno sono atipici, le tue parole spiccano. Sono discorsi per noi basici, di semplice buon senso, ma in quell’aula e in questo momento storico, sono speciali ed essenziali…”.
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Il Grillo di Pertini sul 9 Dicembre

Sig. Grillo,
partiamo subito con i complimenti.
Complimenti alla carriera, ancora in corso, e complimenti per aver dato vita ad un movimento cittadino di sensibilizzazione, di confronto e di partecipazione.
Ora le critiche.

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Caro 2012… PS:

“Ci sono cose che non capisco e a cui nessuno dà la minima importanza

e quando faccio una domanda mi rispondono con frasi di circostanza tipo:

tu ti fai troppi problemi, Michele, tu,

tu ti fai troppi problemi, Michele, tu,

ti fai troppi problemi non te ne fare più”

Michele è Caparezza ed è con lui, a Firenze, che abbiamo brindato a te.

Come lui nel suo testo,

anche noi ci facciamo un sacco di problemi nei nostri (di testi).

Visto che quest’anno siamo nati Collettivo, diventato anche Editoriale,

questo ci ha permesso di ficcare il naso nel mondo

che ha in mano la nostra cultura,

quindi ci mettiamo alcuni problemi.

Recentemente qualcuno ha sentenziato

che con la cultura non si mangia.

Il collettivo riconosce in questo abominio mentale

una sola cosa esatta: la grammatica.

Cerchiamo di andare incontro all’abominevole sentenza

e analizziamo il delirio.

Soggetto: Cultura

Verbo: terza persona singolare del presente indicativo di Mangiare.

Ripartiamo da qui.

Cultura e Mangiare.

La cultura del mangiare in Italia è celeberrima,

tutti per il Bio, tutti per il chilometro zero,

tutti contro il fastfood.

Perché tutti crediamo ad una alimentazione sana?

E dove alimentiamo il nostro cervello?

Incontrando i nostri Simili, leggendo in Rete, frequentando le Biblioteche

e andando in Libreria.

Tutti contro Mondadori, perché è di Brufoloni,

ma tutti da Feltrinelli, Librerie Coop, etc etc…

e intanto le Librerie Indipendenti chiudono

e noi, Acefali, alimentiamo questo massacro culturale.

Ma è possibile che tutte le Feltrinelli, a parte la sezione locale,

siano uguali in tutto il Paese?

Ma la Libreria non è quella che cerca di vivere il territorio,

conoscerlo e aiutarlo a crescere?

Le Librerie indipendenti scelgono i loro libri a seconda del territorio, del popolo che lo abita

e ovviamente a seconda del pensiero di chi le gestisce.

Questi fastfood del Libro, quindi fastbook,

sono tutti in mano alle grandi case editoriali.

Ma di chi sono queste grandi case editoriali?

Di altre società che sono di altre società che sono di altre società.

Queste scatoline cinesi infinite decidono la nostra cultura?

Tutti dai fastbook, felici e contenti di uccidere le nostre care, amate e bellissime librerie.

Chiudono continuamente.

Una ha chiuso pochi giorni fa, il 31 Dicembre.

Tempo Libro di Bologna ha sbaraccato e con lei la sua giovane libraia

e un altro pezzo di cultura chiude per farci un bel negozio

dove comprare della roba, altra roba.

Oggi ha chiuso anche la Libreria Bellei di Parma

e i suoi 140 anni di storia.

E tutti dai fastbook.

Fastbook sembra una parolaccia, purtroppo è molto di più,

è l’esempio della nostra incoerenza e stupidità.

Il Collettivo Ripudia i fastbook.

In tutte le loro forme,

derivati, annessi o connessi.

Solo Librerie Veramente Indipendenti.

Librerie Vere.

E tu?