Buon viaggio Dj Fabo

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Oggi Dj Fabo ha fatto ciò che voleva (qui il suo video-appello).
Come persone di questa società ti chiediamo scusa per non essere stati in grado di aiutarti.
Come Collettivo ti abbracciamo e ti auguriamo buon viaggio.
E aggiungiamo un abbraccio a chi ti ha amato e voluto bene.

Sulla questione senza fine, evitiamo di ripeterci. Ci limitiamo a riportare le parole di Andrea, tratte dal suo diario afgano da noi pubblicato.

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Nel nome dei figli

I am a person

Lettera al Family Gay, ops, Day:

Siete liberi di amare chi volete.
Siete liberi di sposare chi volete.
Siete liberi di fare una famiglia con chi volete.
Sinceramente non capiamo cosa importa a voi di chi noi amiamo, chi sposiamo o con chi facciamo una famiglia.
Questo ci urta. E ci urta parecchio.
Ma noi siamo inclini a guardare avanti e pensiamo soprattutto ai nostri figli.
Noi vogliamo che i nostri figli e le nostre figlie possano godere degli stessi diritti.
Se nostro figlio nasce gay, etero, trans, o qualsiasi altra etichetta sessuale esista, noi vogliamo che nostro figlio si senta libero da subito di amare chi vuole, di sposare chi vuole e di costruire una famiglia con chi vuole.
E così vale per nostra figlia.
(E per tutti i bambini e bambini del mondo senza una famiglia, ci auguriamo che possano trovare e crescere in una famiglia felice, che per voi vuol dire maschio e femmina, ma che per noi vuol dire semplicemente persone che li amano e che li crescono).
E se non possono farlo è solo per colpa vostra, che invece di pensare alla vostra vita, vi ostinate a sentenziare, ostacolare e rovinare quelle degli altri.
E voi sareste quelli che devono dire chi ama chi, chi sposa chi e chi adotta chi?
E se noi fossimo come voi?
E se noi fossimo come voi, così arroganti di pensare di sapere e di decidere delle vite degli altri, vostra compresa?
E se andassimo dai vostri genitori per dire che voi siete la più grande delusione e il regalo peggiore per l’umanità?
E se vi impedissimo di amare chi amate e di creare una famiglia?
Ma per fortuna non siamo come voi.
Noi guardiamo al futuro.
Quindi, che voi siate uno mille o centomila, sfilate, camminate e andate più lontano possibile, così da lasciare libere di essere, di amare e di vivere le nostre figlie e i nostri figli.
Noi vi salutiamo con i primi 96 secondi di Louis C.K.

Grazie.
Ora andate.
In pace.

Si è partiti da casa la mattina del 25 Aprile, ma siamo arrivati in Piazza Maggiore che era il 4 Novembre. Forse Carnevale: il malcostume che soffoca una Memoria agonizzante.

25 Aprile 2015
Non si dovrebbe mai saltare questo appuntamento, ma questo 25 Aprile è più speciale, l’Italia liberata compie 70 anni.
Se poi ci aggiungiamo che il periodo storico ha bisogno di coscienza, di anima e di resistenza come l’aria, beh… non si può proprio mancare. Quindi ci organizziamo.
Sveglia, musica partigiana di sottofondo, doccia, colazione, i più fortunati hanno fatto pure l’amore e poi via, tutti carichi, chi a piedi, chi in bus, chi in bici, comunque tutti in Piazza Maggiore. Punta ore 9.30. Puntuali. Ma non puntuali come sempre, stavolta veramente puntuali, la Resistenza non può e non deve aspettare.

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Ma quanti siamo Charlie Hebdo?

AcrossAliveCharlie
La partenza è scontata ma dovuta:
Persone uccise da altre persone
Persone che lavoravano uccise da altre persone
Persone e la loro libertà di pensiero ed espressione uccise da altre persone
Persone platealmente schierate, quindi partigiane, uccise da altre persone
A quelle persone diciamo grazie. Per sempre.
A chi sta ancora lottando, mandiamo un abbraccio come lo mandiamo ancora più forte a coloro che hanno amato e ancora amano chi non c’è più.

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IO SONO ILLEGALE

Cari Cavalieri Erranti,

io vi conosco da poco, pochissimo.
Un mesetto fa, chiacchierando nel parco, ho saputo del vostro arrivo.
Mi sono informato un po’ e da subito mi siete stati simpatici.
Anzi, mi siete proprio piaciuti e non vedevo l’ora di conoscervi.

Poi, purtroppo, non sono potuto restare;
la vita a volte ti permette di scegliere, altre volte no.
Questa è una volta no.
E per questo vi scrivo questa lettera.

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Lampedusa Rewind

L’Italia ha un sussulto di umanità?
Scandalo per un video di Lampedusa?
Rewind.
Continente Nero.

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Gli unici clandestini sono i disumani.

Clandestini per voi che avete confini, muri e pareti.

Clandestini per voi che accettate confini, muri e pareti.

Clandestini nei vostri pensieri delimitati da confini, muri e pareti.

Clandestini nei vostri pensieri di gabbie, prigioni, difesa, spari e morte.

Clandestini per la tristezza di voi, miseri dell’animo umano,

che vi aggrappate al vostro lusso di essere nati al di qua del muro,

Clandestini per la tristezza di voi, miseri dell’animo umano,

che vi aggrappate al vostro disumano diritto di prevaricazione sui vostri simili.

Per poi tentare altrettanto miseramente di addossare la vostra natura agli altri, rei di buonismo.

Gli unici Clandestini siete voi, poveri d’umanità.

Voi siete Clandestini dell’Umanità.

E non augureremo tanta violenza neppure a voi.

Sarebbe contro la natura umana.

Pace

Tutti all’asilo e tu, Snowden, pensaci bene!

Tutti i popoli sono governati da persone elette che vengono pagate per donare la loro saggezza. O no?
Premesso che i confini siano giusti, questi governi non dovrebbero essere limpidi nelle loro azioni e rispondere di queste ai loro popoli?
Assange è confinato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, “colpevole” di svelare segreti di stato.
Ma perché esistono i segreti di stato?
L’aereo presidenziale boliviano viene fermato e obbligato a fermarsi a Vienna perché sospettato di trasportare Snowden, un altro essere umano che ha deciso di svelare altri segreti.
Se il nostro governo fosse implicato in questo dirottamento forzato non sarebbe una bella notizia.
Come non lo sono le parole della Bonino.
Caro Snowden, ma sei proprio sicuro di voler chiedere asilo nel nostro paese?

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Appunti – numero 2

Nell’appunto precedente si è detto che il capitalismo conduce dritto all’individualismo indicando come causa efficente la ricerca del profitto individuale. Vorremmo aggiungere un’altra caratteristica del capitalismo che ha reso l’essere umano occidentale per lo più incapace di vivere in armonia con gli altri: il concetto di libera concorrenza.

Noi pensiamo che attraverso l’affermazione del concetto di libera concorrenza, sia avvenuta una manipolazione della coscienza dell’essere umano rendendola completamente asservita ad interessi che nulla hanno a che fare con la sua stessa natura.

La propaganda e la retorica liberista, attraverso tutti gli strumenti a disposizione del potere (politica, mass media, cultura predominante), ci inculcano continuamente l’idea che senza libera concorrenza non ci sarebbe sviluppo, cioè non verrebbe creata ricchezza.

Tutto ciò non può essere considerato vero.

Lo sviluppo economico è solo l’effetto di un regime economico di libera concorrenza che, secondo i parametri predeterminati dal tipo di società considerata, possa dirsi funzionante nel modo migliore, effetto che, a ben vedere, viene prodotto anche da un sistema economico non in libera concorrenza, anch’esso funzionante in base agli stessi parametri.

Per chiarirsi, mettiamo a confronto due realtà economiche complesse, che si pongono sostanzialmente gli stessi obbiettivi economici (crescita del PIL), ma che si differenziano in quanto l’una più rispettosa del principio di libera concorrenza dell’altra, rispettivamente l’Italia e la Cina. Non mi sembra che ci siano molti dubbi su quale sia l’economia che in questo momento stia andando meglio a livello di produzione di ricchezza.

Quindi, se la capacità di creare ricchezza è solo eventualmente l’effetto di un regime economico in libera concorrenza, qual’è il suo elemento caratterizzante, che lo rende differente da un regime economico non in libera concorrenza?

La risposta sembra abbastanza semplice anche perchè è racchiusa nelle stesse parole che esprimono il concetto: la libertà per chiunque di esercitare il commercio o l’impresa senza limiti.

E il problema sta proprio qui, in questa supposta libertà, eratta a dogma, a comandamento, a sacro principio religioso di quella che non è altro che una religione, il liberismo.

Quello che noi osserviamo nell’esercizio di questa “libertà” non è un qualcosa che possa aiutare l’essere umano ad avere una vita piena, stimolante, ricca di esperienze positive, in armonia con gli altri esseri, con la natura e con se stesso. Tutt’altro. È libertà di sopraffazione, libertà di affermare la propria individualità a scapito degli altri esseri. È la legge del più forte, del più scaltro, del più determinato a perseguire il proprio profitto individuale.

Gli esempi sono tanti, prendiamo il mondo del commercio al dettaglio.

L’effetto più macroscopico della libera concorrenza in ambito commerciale degli ultimi trentanni è stata l’affermazione della grande distribuzione che ha portato alla sistematica chiusura di quasi tutte le botteghe di alimentari, librerie, negozi di giocattoli, drogherie, ferramente, mercerie e via elencando. Dietro alle quali non c’erano macchine, ma esseri umani con le loro famiglie che sono rimaste senza un reddito.

Ma non solo, perché il barbaro sistema della libera concorrenza non miete solo le sue vittime nello scontro del forte con il debole, ma anche nello scontro tra deboli.

Questa “libertà” permette a chiunque di aprire un qualsiasi tipo di esercizio commerciale in qualsiasi luogo della città. Così che, se in una via ad esempio ci sono già tre bar, è possibile aprirne un altro, più luminoso degli altri, più trendy, con una barista particolarmente carina, in grado quindi di attirare la clientela che era già degli altri bar e che conseguentemente vedono diminuire i loro guadagni (magari al punto tale da dover chiudere).

Libera concorrenza quindi, cioè esseri liberi di adottare qualsiasi mezzo per sottrarre ad altri la fonte del loro sostentamento.

Pace