Anno nuovo, vita dignitosa per tutti.

Epifania
Cari, ma soprattutto care, buon 2016!
Come ogni gruppo che si rispetti, anche il nostro collettivo ha deciso di fare gli auguri,
tranquilli, nessun articolo, nessuna parola, nessuna denuncia sociale,
anche noi abbiamo staccato e quindi deleghiamo ad altri artisti.
La nostra playlist:
– Natale: “SuperSanta” degli OrcoMondo
– Discorso dell’ultimo dell’anno: il solito Natalino Balasso
– Per il nuovo anno  “Il paese delle favole” dei FEV, una sorta di Imagine dal gusto emiliano, intenso e profondo, ma sempre condito con quella sana dose di ironia da rendere ogni cosa la più semplice del mondo, quindi anche l’utopia, che noi condividiamo e auguriamo a tutte e tutti voi. E noi.
– Dopo il brindisi e le danze, tutti a letto, ma prima la “Ninna Nanna” dei Mulini a Vento
– E per l’Epifania? “I Re Magi” di Dario Fo
Pace

Auguri e Pace per un “Paese delle favole”

Come tutti, anche noi vogliamo fare e farci gli auguri.
E lo vogliamo fare dicendo solo cose belle.
E lo facciamo raccontandovi una favola di Natale.

Il 22 Dicembre, due giorni fa, eravamo alla Casa della Pace “La Filanda” di Casalecchio di Reno (BO) ad ascoltare il concerto degli amici e compagni Mulini a Vento, l’ennesima occasione di ascoltare e cantare per innaffiare l’anima e mantenerla resistente.
Poi la sorpresa natalizia, Babbo Natale che ci porta degli ospiti inaspettati, un gruppo a noi sconosciuto (l’ignoranza è sempre senza fine), i FEV (Falce E Vinello) che hanno contribuito alla bellissima serata con un paio di canzoni che ci sono entrate subito dentro. Li abbiamo ovviamente conosciuti e (ovviamente) abbiamo colto l’occasione per barattare le nostre utopie.

Oggi 24 Dicembre, indipendentemente dal credo o non credo o me ne frego, rispettiamo l’usanza, la cultura e l’occasione per farci e farvi i migliori auguri, e lo facciamo attraverso le parole e la musica dei FEV, una sorta di Imagine dal gusto emiliano, intenso e profondo, ma sempre condito con quella sana dose di ironia da rendere ogni cosa la più semplice del mondo, quindi anche l’utopia, che noi condividiamo e abbracciamo forte.

Auguri e Pace

 

 

“Tra poco è Natale, vi auguriamo con il cuore tanta Pace.” By Seinviaggio

seinviaggio

E’ un giorno comunque speciale,
credenti o non credenti, è la nostra cultura, si chiama Natale.
Ma come farvi gli auguri?

Lo facciamo non parlando di ciò che non ci piace o di ciò che odiamo,
ma usando le parole di qualcuno che ci piace e che amiamo.

Sono sei persone, persone amiche che stimiamo e che amiamo.
Sono una famiglia “anomala” che ha deciso di nutrire le proprie anime singole,
quella della propria famiglia e quella del mondo a cui tutti noi apparteniamo.
Sei in viaggio a conoscere le persone del mondo.
E queste persone pensano anche a tutti noi e con tutti noi condividono il viaggio.
E da questa condivisione noi attingiamo i loro auguri e li condividiamo con tutti voi.

“Tra poco è Natale, vi auguriamo con il cuore tanta Pace.”

Favola di Natale

BuoNo Tavale

C’era una volta una penisola lunga e stretta, aveva tutto, mare e monti, bellezze naturali e quelle fatte dall’uomo, e un clima che le aveva sempre permesso di coltivare e fare buon cibo. Tutto questo aveva permesso a questo popolo di essere famoso in tutto l’universo per la natura artistica, scientifica e filosofica, a tal punto da essere stata la patria del Rinascimento dell’Umanità. Insomma, era un piccolo paradiso terrestre in continua evoluzione. Tutto questo non era stato un regalo, ma una lunga conquista sociale, pagata con non poche vite umane, dal Risorgimento alla Grande Guerra che non la uccise, da cui si rialzò, ma dalle cui ceneri nacque una dittatura che contribuì a mettere a fuoco il pianeta per una seconda volta. E nel peggio che toccò nell’animo tirò fuori il meglio e reagì con un secondo Risorgimento, chiamata Resistenza che contribuì a far cessare la follia della guerra e, approfittando del momento, a farla rinascere come Repubblica. Poi successe l’imprevisto, l’inaspettato e l’inimmaginabile. L’entusiasmo li portò a crescere velocemente, il passato di grandi sacrifici li portò a godersi la vita. Per la prima volta questo popolo conobbe il termine vacanza.

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I nostri dieci raccomandamenti di Natale

Avrai un dubbio. O no?

Ormai ci siamo, l’aria è frizzante, luci, colori, musica, manca solo la neve.
Poi il Natale è perfetto.
Ma viste le notizie brutte che non fanno bene alle feste imminenti e visto un Benigni pio e buono come mai prima, ci permettiamo anche noi di darvi qualche consiglio natalizio, stilando i nostri dieci raccomandamenti di Natale.

1) Non ragionare sulla qualità, ma sulla quantità e sul prezzo.
2) Non essere cattivo con quelli come te.
3) Non leggere.
4) Non uscire (che si prende freddo).
5) Non andare al cinema.
6) Non andare per musei.
7) Non farsi rovinare le feste dai problemi del mondo.
8) Non informare se stessi e gli altri.
9) Non andare a teatro.
10) Credere nel Potere.Per i più curiosi, ecco qui le istruzioni per l’uso, una per una.

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R-Esisti Natale!

Potevamo scrivere che non sopportiamo più il natale perché così consumistico, così vuoto di tutto e pieno di nulla, così poco coerente, così stressante, frenetico, assurdo, patetico, triste…
E invece no.
Perché ciò che avremmo criticato è il nostro Sistema Sociale, non il Natale.

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La fine del nostro mondo e, forse, l’inizio di uno nuovo.

Quante volte ci siamo fermati a parlare della fine del mondo?
A parte le volte in cui ci siamo fatte grasse risate, che senso ha avuto perdere tempo in discorsi da anno Mille e non più mille?
L’unico senso sarebbe stato quello di prendere l’occasione per un bell’ esame di coscienza collettiva, e invece?
Come ci presentiamo alla nuova era che inizia oggi (sempre che l’Apocalisse non aspetti l’ultimo per farci la sorpresa con il botto)?
Il Nobel per la Pace alla Comunità Europea, creatura dei signori delle banche e delle finanziarie.
La politica che ogni giorno smentisce se stessa e ogni giorno riesce a sprofondare sempre di più nell’oblio; 
all’estero, come sempre, esagerano, come il premier russo che crede a Babbo Natale e dice che gli alieni sono tra noi: http://video.repubblica.it/mondo/il-fuori-onda-di-medvedev-gli-alieni-sono-tra-noi/113132/111532?ref=HRESS-7
Per fortuna che dopo qualche giorno il suo Mentore Putin rassicura tutti dichiarando che la fine del mondo ci sarà tra 4,5 miliardi di anni: http://video.repubblica.it/mondo/putin-io-so-quando-arrivera-la-fine-del-mondo/114294/112697?ref=search
E in Italia?
Qualcuno ha deciso di non aspettare e sbottare prima, come fede alla Zanzara:
Ma quando arriverà il giorno del processo pubblico pasoliniano contro tutti coloro che hanno preso parte al decadimento socio-politico-culturale?
Questo purtroppo non lo sappiamo, quello che sappiamo è che «Non conosciamo i tempi della seconda venuta di Gesù, ma prima bisogna che tutti i suoi nemici siano sconfitti» (By PapaRaz): http://www.famigliacristiana.it/chiesa/news_1/articolo/papa-non-si-sa-quando-gesu-tornera.aspx
Intanto anche Massa ha aderito al Natale e fatto il suo presepe nella piazza che ha aperto polemiche a non finire: http://www.repubblica.it/cronaca/2012/12/09/foto/carrara_il_presepe_in_piazza_ges_bambino_uno_scheletro-48398742/1/?ref=HRESS-17
Strano che si protesti e si urli allo scandalo per aver visto un Gesù scheletrico come tanti, troppi bambini in questo mondo; e il Papa, che ricordo essere la voce di Dio in terra e quindi portatore della Pace, come risponde?
Risponde con messaggi di pace bellissimi;
Eutanasia, Aborto e Unioni Omosessuali sono minacce per la famiglia:  http://www.repubblica.it/esteri/2012/12/14/news/papa_aborto-48729306/
Con tutte le guerre, le ingiustizie e tutte le porcherie perpetrate dai potenti… ce la prendiamo con le minoranze e usiamo parole come attentato…
Un dubbio: ma tutte queste affermazioni non sono un attentato contro l’Umanità?
E i fedeli cristiani non si sono stancati di ascoltare certe malvagità?
Niente fine del mondo e niente Natale, non lo meritiamo; siamo lontani anni luce dall’essere umani.
Restiamo Umani, come diceva un Umano vero, Vik Utopia, e qualche giorno fa la sua mamma, Egidia, ha presentato il libro de “Il viaggio di Vittorio”, per raccontare tutto Vittorio e non solo Vittorio in Palestina.
L’abbiamo ascoltata, e ci ha fatto bene. La testimonianza della vita di un uomo che ha dedicato tutto se stesso per gli uomini e le donne più oppresse e ha combattuto con loro per i loro diritti. Nessun eroismo, nessun paternalismo o pietismo. “Non era là per loro” dice Egidia, “ma con loro. Era uno di loro. E lui era contento così, e noi”, continua, con un dolce sorriso, “non potevamo non essere contenti con lui”. L’abbiamo ascoltata e ci siamo commossi con lei quando ha confessato che, a volte, guardando la copertina del libro, con un bel Vittorio sorridente, si chiede “Perché continui a sorridere?”. Perché così, tutti, descrivono Vik, sempre sorridente, riusciva a far sorridere anche i bambini nelle scuole durante i bombardamenti. E ci siamo commossi con lei quando alla domanda se è mai andata a Gaza, ha risposto che ancora no, perché non pronta a ricevere tutto quell’amore che saprebbe di trovare. “Il cuore non reggerebbe”. “Vorrei che questo libro vi diventi amico”, dice Egidia, “così come Vittorio, perché magari può aiutare, così come le nostre vite si completavano a vicenda. Inoltre, Vittorio, a Gaza più che mai, ha capito l’importanza dell’informazione; e allora se parlare di questo libro significa parlare ancora della Palestina, di Gaza e del loro dramma, allora forse significa anche continuare un po’ a fare quello che faceva Vittorio”.
E per concludere il racconto di questo incontro speciale riportiamo la riflessione di Egidia su un termine a noi molto a cuore.
“Nel libro si incontra spesso la parola Partigiano. Non vuol dire nient’altro quello che la parola dice, prendere una parte. E scegliere di stare dalla parte giusta. Nei tempi della resistenza i partigiani erano quelli di una parte, gli altri avevano altri nomi. Chi è partigiano è scomodo e viene attaccato, ma io sono partigiana e degli attacchi non m’importa assolutamente. Sì, partigiano non è soltanto una parola ma un modo di vivere”.
Restiamo umani.

Pace.

PS: Chiudiamo con perla: i nostri angeli stasera tornano a volare e restano alle fermate con noi umani: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/12/20/news/tornano_gli_angeli_delle_fermate_salvati_da_un_accordo_con_tper-49149501/
E Domenica, a genova, presentano il loro Libro Angelico: http://allevents.in/Genoa/Presentazione-libro-Angeli-alle-fermate/171800596294932
E per chi non sa dove trovarlo, a seguire il link delle librerie dove trovarlo e se non ci trovate la vostra di fiducia, chiedeteglielo, purché sia una libreria indipendente: http://www.acrossalive.com/angeli-alle-fermate/librerie-che-lo-possono-dare/

26 Dicembre 2011, ma siam proprio sicuri che sia Natale?

Caro Babbo Natale,
abbiamo letto di una canzone con testo tratto dalle lettere d’amore tra chi è in guerra e chi li aspetta a casa,
cantata dalle stesse mogli di chi è in guerra,
per l’occasione in vesti natalizie e quindi pacifiche,
per far capire quanto è difficile essere una moglie di un soldato in guerra
e per aiutare chi la guerra ha colpito, i soldati,
ma solo quelli inglesi.

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