Il Black Friday di Fidel

Fidel Castro
Fidel se n’è andato lo scorso venerdì 25 novembre, è uscito di scena non in un venerdì qualunque, ma in quello con il mondo in overdose consumistica; non un giorno qualunque, ma il suo opposto: nero e capitalistico. Che l’abbia fatto apposta?
Che sia stato il suo ultimo atto rivoluzionario?

Continua a leggere

No Tav, Palestina, Tribunale dei Popoli e la Trilogia dell’EssErri De Luca

Tav: Tribunale dei Popoli a Torino per caso Valsusa - DA ANSA TORINO

Tav: Tribunale dei Popoli a Torino per caso Valsusa – DA ANSA TORINO

Tutte le strade portano al capezzale dell’Italia.

Lo sappiamo, non è una novità, l’Italia non gode di buona salute.
Ma come?
L’Italia, con le sue terre così diverse, con i suoi mari, fiumi, laghi, bellezze architettoniche, opere d’arte, siti archeologici, siti storici, arte di ogni genere e forma, cultura, filosofia, scienze, dialetti, etc etc… L’Italia sta male?!?
Pensi di no?
Allora fermati di leggere e goditela.
Pensi invece che non stia proprio benino?
Ma allora dov’è il problema?

Continua a leggere

La nostra memoria per un click

Non è così?

Politici sensibili che non mancano un appuntamento per ricordare, commemorare, per un click fotografico o video.
Divi e teledivi sensibili che non mancano un appuntamento per ricordare, commemorare, per un click sul telecomando.
Noi, popolo sensibile, che sui nostri blog, socialnetwork, vetrine personali e vetrine di autocelebrazione non manchiamo un appuntamento per ricordare, commemorare chiunque e qualunque evento, l’importante è esserci, per un click su un mi piace.
Piangiamo per i morti di un tempo senza renderci conto di quanti olocausti (et. “sacrifici estremi”) provochiamo oggi con il nostro comportamento.

Interi popoli schiavizzati da un debito pattuito da colonialisti e dittatori, popoli ridotti alla fame per aver grasso in abbondanza nei nostri piatti, popoli in guerra perché noi abbiamo bisogno di materie prime e a basso prezzo, minoranze che non hanno i loro diritti umani, popoli che saltano sulle mine costruite e da noi vendute, popoli schiavi di un mercato che ci chiamano libero ma che libero è solo nella dicitura, il resto è sempre e solo una cosa: dittatura. Da una parte chi la subisce veramente e dall’altra chi si accontenta delle briciole per terra dei loro grassi dittatori.

Per quanto ci possono sembrare cose enormi che ci fanno sentire impotenti, ognuno di noi ha un potere grandissimo. Ha il potere di cercare di essere libero nel pensiero, parlando, confrontandosi e soprattutto ascoltando. Abbiamo il potere di sostenere un certo tipo di commercio, piccolo, sostenibile, più etico, invece che andare nelle anonime catene (che siano di alimenti, libri, vestiti è uguale). Abbiamo il potere di scegliere di consumare meno, di riciclare di riusare. Abbiamo il potere di scegliere. Ecco, forse è semplicemente questo il potere più grande che abbiamo. In ogni singola azione quotidiana possiamo chiederci se è etica o meno e scegliere se portarla avanti o no.

Oggi, come sempre, non solo vogliamo ricordarci di quanto siamo stati disumani, ma quanto purtroppo, lo siamo ancora con il nostro pensare, con il nostro dire e con il nostro fare quotidiano.
Piangiamo la nostra immane violenza contro gli esseri umani nell’Olocausto e ci dimentichiamo degli olocausti in giro per il mondo che finanziamo o semplicemente accettiamo.

Dipende tutto da noi. Singole scelte etiche non ci rendono famosi, non danno visibilità, non sono associate al successo. Ma rendono leggera l’anima e, silenziosamente, più bello il mondo.

Oggi il Collettivo vuole ricordare a tutti noi ciò che ci ricordava il grande Vik e il nostro amico Handala:
Restiamo umani.

E aggiungiamo: sempre, in ogni scelta. Dipende tutto da noi. E, forse, più di tante cerimonie e tanti click, è questo l’unico modo per rendere pace ai morti che furono.

Pace

La fine del nostro mondo e, forse, l’inizio di uno nuovo.

Quante volte ci siamo fermati a parlare della fine del mondo?
A parte le volte in cui ci siamo fatte grasse risate, che senso ha avuto perdere tempo in discorsi da anno Mille e non più mille?
L’unico senso sarebbe stato quello di prendere l’occasione per un bell’ esame di coscienza collettiva, e invece?
Come ci presentiamo alla nuova era che inizia oggi (sempre che l’Apocalisse non aspetti l’ultimo per farci la sorpresa con il botto)?
Il Nobel per la Pace alla Comunità Europea, creatura dei signori delle banche e delle finanziarie.
La politica che ogni giorno smentisce se stessa e ogni giorno riesce a sprofondare sempre di più nell’oblio; 
all’estero, come sempre, esagerano, come il premier russo che crede a Babbo Natale e dice che gli alieni sono tra noi: http://video.repubblica.it/mondo/il-fuori-onda-di-medvedev-gli-alieni-sono-tra-noi/113132/111532?ref=HRESS-7
Per fortuna che dopo qualche giorno il suo Mentore Putin rassicura tutti dichiarando che la fine del mondo ci sarà tra 4,5 miliardi di anni: http://video.repubblica.it/mondo/putin-io-so-quando-arrivera-la-fine-del-mondo/114294/112697?ref=search
E in Italia?
Qualcuno ha deciso di non aspettare e sbottare prima, come fede alla Zanzara:
Ma quando arriverà il giorno del processo pubblico pasoliniano contro tutti coloro che hanno preso parte al decadimento socio-politico-culturale?
Questo purtroppo non lo sappiamo, quello che sappiamo è che «Non conosciamo i tempi della seconda venuta di Gesù, ma prima bisogna che tutti i suoi nemici siano sconfitti» (By PapaRaz): http://www.famigliacristiana.it/chiesa/news_1/articolo/papa-non-si-sa-quando-gesu-tornera.aspx
Intanto anche Massa ha aderito al Natale e fatto il suo presepe nella piazza che ha aperto polemiche a non finire: http://www.repubblica.it/cronaca/2012/12/09/foto/carrara_il_presepe_in_piazza_ges_bambino_uno_scheletro-48398742/1/?ref=HRESS-17
Strano che si protesti e si urli allo scandalo per aver visto un Gesù scheletrico come tanti, troppi bambini in questo mondo; e il Papa, che ricordo essere la voce di Dio in terra e quindi portatore della Pace, come risponde?
Risponde con messaggi di pace bellissimi;
Eutanasia, Aborto e Unioni Omosessuali sono minacce per la famiglia:  http://www.repubblica.it/esteri/2012/12/14/news/papa_aborto-48729306/
Con tutte le guerre, le ingiustizie e tutte le porcherie perpetrate dai potenti… ce la prendiamo con le minoranze e usiamo parole come attentato…
Un dubbio: ma tutte queste affermazioni non sono un attentato contro l’Umanità?
E i fedeli cristiani non si sono stancati di ascoltare certe malvagità?
Niente fine del mondo e niente Natale, non lo meritiamo; siamo lontani anni luce dall’essere umani.
Restiamo Umani, come diceva un Umano vero, Vik Utopia, e qualche giorno fa la sua mamma, Egidia, ha presentato il libro de “Il viaggio di Vittorio”, per raccontare tutto Vittorio e non solo Vittorio in Palestina.
L’abbiamo ascoltata, e ci ha fatto bene. La testimonianza della vita di un uomo che ha dedicato tutto se stesso per gli uomini e le donne più oppresse e ha combattuto con loro per i loro diritti. Nessun eroismo, nessun paternalismo o pietismo. “Non era là per loro” dice Egidia, “ma con loro. Era uno di loro. E lui era contento così, e noi”, continua, con un dolce sorriso, “non potevamo non essere contenti con lui”. L’abbiamo ascoltata e ci siamo commossi con lei quando ha confessato che, a volte, guardando la copertina del libro, con un bel Vittorio sorridente, si chiede “Perché continui a sorridere?”. Perché così, tutti, descrivono Vik, sempre sorridente, riusciva a far sorridere anche i bambini nelle scuole durante i bombardamenti. E ci siamo commossi con lei quando alla domanda se è mai andata a Gaza, ha risposto che ancora no, perché non pronta a ricevere tutto quell’amore che saprebbe di trovare. “Il cuore non reggerebbe”. “Vorrei che questo libro vi diventi amico”, dice Egidia, “così come Vittorio, perché magari può aiutare, così come le nostre vite si completavano a vicenda. Inoltre, Vittorio, a Gaza più che mai, ha capito l’importanza dell’informazione; e allora se parlare di questo libro significa parlare ancora della Palestina, di Gaza e del loro dramma, allora forse significa anche continuare un po’ a fare quello che faceva Vittorio”.
E per concludere il racconto di questo incontro speciale riportiamo la riflessione di Egidia su un termine a noi molto a cuore.
“Nel libro si incontra spesso la parola Partigiano. Non vuol dire nient’altro quello che la parola dice, prendere una parte. E scegliere di stare dalla parte giusta. Nei tempi della resistenza i partigiani erano quelli di una parte, gli altri avevano altri nomi. Chi è partigiano è scomodo e viene attaccato, ma io sono partigiana e degli attacchi non m’importa assolutamente. Sì, partigiano non è soltanto una parola ma un modo di vivere”.
Restiamo umani.

Pace.

PS: Chiudiamo con perla: i nostri angeli stasera tornano a volare e restano alle fermate con noi umani: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/12/20/news/tornano_gli_angeli_delle_fermate_salvati_da_un_accordo_con_tper-49149501/
E Domenica, a genova, presentano il loro Libro Angelico: http://allevents.in/Genoa/Presentazione-libro-Angeli-alle-fermate/171800596294932
E per chi non sa dove trovarlo, a seguire il link delle librerie dove trovarlo e se non ci trovate la vostra di fiducia, chiedeteglielo, purché sia una libreria indipendente: http://www.acrossalive.com/angeli-alle-fermate/librerie-che-lo-possono-dare/