Senza te, chi sono io?

Una biografia, ma non solo. Una reinterpretazione, in chiave moderna, del concetto stesso di spiritualità. Un libro che racconta l’incredibile storia di vita del sacerdote bolognese, il suo spirito di carità e la comunione con i più poverie i “diseredati” del mondo, in sintonia con le indicazioni di Papa Francesco. Un libro scritto come “terapia” per liberarsi dal proprio fardello interiore, la cui genesi accompagna l’autore alla scoperta di una nuova identità, la sua, epurata da rabbia e dolore per il passato, e predisposta ancora di più al rapporto autentico e conoscitivo con il prossimo suo. Tutto questo è reso possibile da una fede incrollabile e così densa da pervadere l’intero scritto e da coinvolgere il lettore, pur senza pretenderne una eguale ammissione.

Si tratta di un’opera preziosa in quanto polivalente ed apprezzabile da diversi punti di vista e da diverse categorie di lettori, sia da un pubblico di fedeli e conoscitori della parola di Dio, quanto da parte di un pubblico diverso, non necessariamente inquadrato nei canoni del “buon cristiano”, magari smarrito o semplicemente in cerca della sua identità, così come l’autore.

Un libro prezioso per la sua capacità insomma di parlare più lingue contemporaneamente e di prestarsi ad una lettura multi-livello. Un’opera capace di rappresentare l’incrocio tra più storie, un percorso denso e variegato intessuto tra le maglie di una esperienza privata che si intreccia ad altre più “collettive” e dalla portata storica e sociale “universale”: i desaparecidos, le vittime della Shoah, la storia di Santa Teresa.

Come sottolineato dalle parole della giornalista Marta Franceschini nella prefazione  “Questo libro è un inno alla verità. Non una verità presuntuosa e assoluta, che si autoproclama unica. Bensì un cantico per ogni verità perduta, negata, sepolta, rimossa dalla memoria personale e collettiva.”

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