Lettera a Di Battista

Onorevole Alessandro,
eccoci qui a scriverti di nuovo, ma stavolta pubblicamente. Quattro mesi fa ti abbiamo fatto i complimenti per i discorsi sentiti fare nella camera dei bottoni, “…Non ci fraintendere, in un mondo normale sarebbero ovvii, ma in questo mondo, dove anche un sorriso e un buongiorno sono atipici, le tue parole spiccano. Sono discorsi per noi basici, di semplice buon senso, ma in quell’aula e in questo momento storico, sono speciali ed essenziali…”.

Si parlava di contenuti e di modi.
Entrambi fondamentali nelle persone sagge.
Di conseguenza fondamentali in quelle elette a rappresentarci.
E ti/vi abbiamo fatto i complimenti nonostante non amiamo il vostro più illustre promoter, il buon Beppe, e ancor di più il suo compagno di merende (il suo sito ci ricorda quello di Scentology 😉
Su di loro ci siamo espressi varie volte:
1) alle elezioni: http://www.acrossalive.com/2013/02/votare-o-non-votare-questo-e-un-problema-ce-la-scelta-alternativa-la-via-di-mezzo/
2) dopo il discorso di Grillo a Genova: http://www.acrossalive.com/2013/12/il-grillo-di-pertini-sul-9-dicembre/
Ora tocca a te.
Abbiamo visto sul web la tua intervista dalla Bignardi e poi quella di Augias.
Non importa parlare degli altri partiti, sono complici in questo disastro umano che si chiama Italia.
Non importa parlare degli altri politici e di come sono fautori, complici, collusi o semplici testimoni di questo disastro umanitario che si chiama Italia.
Non importa parlare dei giornalisti, poveri mataccini.
Non importa parlare della televisione, Pasolini docet.
Non importa parlare degli artisti e di intellettuali, perché la maggior parte si è venduta.
Non importa parlare di queste cose perché se due persone dicono la stessa cosa una è di troppo.
Quindi?
Di cosa parliamo?
Parliamo di Fascismo.
Il fascismo è solo quello di Mussolini o è un modo di pensare?
O forse di non pensare?
Il fascismo non esiste più?
O esiste ancora?
Se proprio dobbiamo scegliere persone che ci devono governare, le vogliamo molto più intelligenti di noi, oneste al 100%, più pratiche di noi, integerrime, coerenti e più proiettate nel futuro di quanto lo siamo noi.
Non pensiamo di chiedere molto, giusto?
E visto che pensiamo che il fascismo sia un modo di pensare ancora radicato in Italia e che, come i topi, viene fuori nei momenti di crisi, noi vogliamo persone che abbiano chiaro questo rischio e pertanto non solo  si dichiarino antifasciste, ma che attuino tutto quello possibile per evitare il ritorno di questo virus mentis.
La risposta non può essere che gli altri bla bla bla, questo modo di rispondere è sano in una persona mentre ancora cresce, in una persona adulta questo rischia di essere il germe fascista.
La risposta non può essere che l’antifascista è come il fascista. Il fascista mette a tacere le voci non allineate, l’antifascista cerca di dare libertà ad ogni voce (vedi Pertini).
E la risposta non può essere che siccome hai 35 anni… per essere pronti a guidare un paese bisogna conoscerlo e per conoscerlo bisogna conoscere molto bene la sua storia, perché solo così si potrà ridurre il rischio di ripetere gli stessi errori e, magari, prevenirne altri.
Quel libro in fiamme sarà pure il gesto di un folle…
e per questo motivo ti lasciamo con una canzone di Daniele Silvestri: Voglia di gridare 

Pace

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