L’effetto petaloso

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In questi giorni il popolo italiano è stato folgorato da una nuova parola: petaloso.

Noi, come tutti, non siamo indenni alle mode e di conseguenza ci siamo ritrovati a parlarne. La prima cosa che ci viene da dire è grazie a Matteo, il bambino che ci ha donato un suo momento, con una parola ci ha donato tutto un evento, lo abbiamo immaginato nello scrivere e descrivere un fiore nel suo modo di usare la lingua che sta facendo sempre più sua. Si sente davvero la dolcezza mentre lo dice. E questa notizia, volenti o nolenti, ce lo ha fatto entrare nel dizionario parlato e ha tutte le caratteristiche per restarci. Quindi oltre al grazie, aggiungiamo un bel complimenti a lui e alla sua maestra.

Se lo abbiamo saputo è grazie alla lettera della prof e al seguente responso della Crusca, questa entità di cui ognuno conosce l’esistenza, ma pochi conoscono chi ne fa parte. Quanti e chi sono i Cruscaroli? O Cruscati, Cruschesi, Cruschini, Cruschetti o Cruscani?
Come funziona l’esame e il giudizio?

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Chi non piscia in compagnia… è licenziato.

Chi non piscia in compagnia... è licenziato.

L’ignoranza, come si sa, non ha limiti.
Non si finisce mai di imparare, sapere o semplicemente conoscere, si scoprono sempre storie nuove che hanno già una lunga storia alle spalle e che son nuove solo per noi che le ignoravamo.
Fino ad una decina di giorni fa ignoravamo una storia, veramente assurda, ma forse coerente con il nostro sistema socio-economico-culturale. E da maggiori approfondimenti non sembra neanche l’unico caso, ma solo uno dei tanti nella nostra penisola!
Un insegnante è stato licenziato.
Ok, può succedere.
Decadenza immediata senza preavviso, perdita delle anzianità accumulate negli ultimi anni insegnando con continuità in altri e la cancellazione da tutte le graduatorie provinciali (http://www.bergamonews.it/2016/02/04/fece-pipi-nel-prato-misiani-interroga-il-ministro-sul-prof-licenziato/214949/).
Ok, può succedere.
Purtroppo, la notte del 15 Agosto 2005, ha fatto una cosa gravissima: per un motivo a noi ignoto, ha fatto pipì in una siepe pubblica.

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Nel nome dei figli

I am a person

Lettera al Family Gay, ops, Day:

Siete liberi di amare chi volete.
Siete liberi di sposare chi volete.
Siete liberi di fare una famiglia con chi volete.
Sinceramente non capiamo cosa importa a voi di chi noi amiamo, chi sposiamo o con chi facciamo una famiglia.
Questo ci urta. E ci urta parecchio.
Ma noi siamo inclini a guardare avanti e pensiamo soprattutto ai nostri figli.
Noi vogliamo che i nostri figli e le nostre figlie possano godere degli stessi diritti.
Se nostro figlio nasce gay, etero, trans, o qualsiasi altra etichetta sessuale esista, noi vogliamo che nostro figlio si senta libero da subito di amare chi vuole, di sposare chi vuole e di costruire una famiglia con chi vuole.
E così vale per nostra figlia.
(E per tutti i bambini e bambini del mondo senza una famiglia, ci auguriamo che possano trovare e crescere in una famiglia felice, che per voi vuol dire maschio e femmina, ma che per noi vuol dire semplicemente persone che li amano e che li crescono).
E se non possono farlo è solo per colpa vostra, che invece di pensare alla vostra vita, vi ostinate a sentenziare, ostacolare e rovinare quelle degli altri.
E voi sareste quelli che devono dire chi ama chi, chi sposa chi e chi adotta chi?
E se noi fossimo come voi?
E se noi fossimo come voi, così arroganti di pensare di sapere e di decidere delle vite degli altri, vostra compresa?
E se andassimo dai vostri genitori per dire che voi siete la più grande delusione e il regalo peggiore per l’umanità?
E se vi impedissimo di amare chi amate e di creare una famiglia?
Ma per fortuna non siamo come voi.
Noi guardiamo al futuro.
Quindi, che voi siate uno mille o centomila, sfilate, camminate e andate più lontano possibile, così da lasciare libere di essere, di amare e di vivere le nostre figlie e i nostri figli.
Noi vi salutiamo con i primi 96 secondi di Louis C.K.

Grazie.
Ora andate.
In pace.

Anno nuovo, vita dignitosa per tutti.

Epifania
Cari, ma soprattutto care, buon 2016!
Come ogni gruppo che si rispetti, anche il nostro collettivo ha deciso di fare gli auguri,
tranquilli, nessun articolo, nessuna parola, nessuna denuncia sociale,
anche noi abbiamo staccato e quindi deleghiamo ad altri artisti.
La nostra playlist:
– Natale: “SuperSanta” degli OrcoMondo
– Discorso dell’ultimo dell’anno: il solito Natalino Balasso
– Per il nuovo anno  “Il paese delle favole” dei FEV, una sorta di Imagine dal gusto emiliano, intenso e profondo, ma sempre condito con quella sana dose di ironia da rendere ogni cosa la più semplice del mondo, quindi anche l’utopia, che noi condividiamo e auguriamo a tutte e tutti voi. E noi.
– Dopo il brindisi e le danze, tutti a letto, ma prima la “Ninna Nanna” dei Mulini a Vento
– E per l’Epifania? “I Re Magi” di Dario Fo
Pace

Auguri e Pace per un “Paese delle favole”

Come tutti, anche noi vogliamo fare e farci gli auguri.
E lo vogliamo fare dicendo solo cose belle.
E lo facciamo raccontandovi una favola di Natale.

Il 22 Dicembre, due giorni fa, eravamo alla Casa della Pace “La Filanda” di Casalecchio di Reno (BO) ad ascoltare il concerto degli amici e compagni Mulini a Vento, l’ennesima occasione di ascoltare e cantare per innaffiare l’anima e mantenerla resistente.
Poi la sorpresa natalizia, Babbo Natale che ci porta degli ospiti inaspettati, un gruppo a noi sconosciuto (l’ignoranza è sempre senza fine), i FEV (Falce E Vinello) che hanno contribuito alla bellissima serata con un paio di canzoni che ci sono entrate subito dentro. Li abbiamo ovviamente conosciuti e (ovviamente) abbiamo colto l’occasione per barattare le nostre utopie.

Oggi 24 Dicembre, indipendentemente dal credo o non credo o me ne frego, rispettiamo l’usanza, la cultura e l’occasione per farci e farvi i migliori auguri, e lo facciamo attraverso le parole e la musica dei FEV, una sorta di Imagine dal gusto emiliano, intenso e profondo, ma sempre condito con quella sana dose di ironia da rendere ogni cosa la più semplice del mondo, quindi anche l’utopia, che noi condividiamo e abbracciamo forte.

Auguri e Pace

 

 

10 motivi per visitare questo luogo prima di morire (e prima che muoia)

Earth_Eastern_Hemisphere1) Perché è uno spettacolo universale

2) Perché è talmente grande che non basta una vita per vederla

3) Perché l’aria è vita ed é ancora respirabile

4) Perché l’acqua è vita ed é ancora potabile

5) Perché ha una natura con una biodiversità infinita e bellissima

6) Perché é popolata da animali che sono tutto e il contrario di tutto, ma mai cattivi.

7) Perché è abitato da un genere veramente unico, quello umano

8) Perché l’Umanità è dotata di autocoscienza e di coscienza

9) Perché è talmente intelligente che non si può descrivere

10) Perché, nonostante questa coscienza dotata di spiccata intelligenza, ha sempre voluto e si é da sempre adoperata per aver sempre di più, anche a costo di distruggere la sua casa e di lasciar con nulla la maggior parte dei propri simili, creando disperazione, violenze (fisiche, psichiche e sociali), arrivando persino a fare guerre e genocidi. Continuamente. Adesso è solo questione di tempo. Poi un giorno, o succederà il miracolo, oppure si autodistruggerà. Speriamo solo che lasci la terra non troppo distrutta. Almeno chi resta potrà continuare a fare ciò che le persone hanno dimenticato: Vivere.

Pace

Non ti ci sentire tirato dentro se, per te, così non è.

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Ci dispiace molto che l’articolo di ieri sia stato causa di malumori.
Ci dispiace che qualcuno si sia sentito offeso o criticato nel suo modo di provare dolore di fronte a una tragedia come quella di Parigi. Figuriamoci, non era proprio quella l’intenzione. Quindi chiediamo scusa se abbiamo ferito qualcuno e ora proviamo a spiegarci meglio. Continua a leggere

Violenza straordinaria o violenza quotidiana?

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Dopo ogni attentato, dopo ogni atto violento, dopo ogni vita spezzata c’è un momento per il dolore e poi il tempo per la riflessione.
Abbiamo come tutti provato dolore per la violenza che ha colpito Parigi. E alle persone care alle vittime va il nostro abbraccio.
Queste sono le nostre parole nel momento del dolore.
Se tu che leggi hai bisogno di prolungare questo tuo momento non continuare a leggere, perché noi ora diamo tempo alla riflessione.
Non vogliamo essere provocatori, ma davvero pensiamo che il dolore necessiti tempo, perché agire in preda al dolore, vuol dire dare libertà alla rabbia.
Il mondo della televisione, dei giornali, del web è pieno di gente che vuole cavalcare la nostra rabbia. Quella gente non merita da parte nostra una parola di più. Anzi, una gliela vogliamo dedicare: Karma.
E ora torniamo a noi, esseri umani. Continua a leggere

No Tav, Palestina, Tribunale dei Popoli e la Trilogia dell’EssErri De Luca

Tav: Tribunale dei Popoli a Torino per caso Valsusa - DA ANSA TORINO

Tav: Tribunale dei Popoli a Torino per caso Valsusa – DA ANSA TORINO

Tutte le strade portano al capezzale dell’Italia.

Lo sappiamo, non è una novità, l’Italia non gode di buona salute.
Ma come?
L’Italia, con le sue terre così diverse, con i suoi mari, fiumi, laghi, bellezze architettoniche, opere d’arte, siti archeologici, siti storici, arte di ogni genere e forma, cultura, filosofia, scienze, dialetti, etc etc… L’Italia sta male?!?
Pensi di no?
Allora fermati di leggere e goditela.
Pensi invece che non stia proprio benino?
Ma allora dov’è il problema?

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Lettera bolognese a Matteo Salvini

PazienzaPertini

Il primo dubbio che ci assale è come iniziare, perché ovviamente dobbiamo essere coerenti con noi stessi, quindi niente caro, egregio, gentile, bla bla blah…
Allora siamo andati a vedere che incarico ricopre e risulta (qui oppure qui) che lei sia un europarlamentare e se le pagine non si sbagliano, a parte 40 giorni attorno a Giugno 2014, sembra che lo sia dal 08 Giugno 2009! Sei anni! Verrebbe da dire: “occhio alla crisi del settimo!” Ma poi scopriamo che ne ha fatti altri due (e un po’) tra il 2004 e il 2006, quindi niente crisi. Anzi, sembra che il sodalizio funziona, visto che ha fatto anche 17, sì, 17 anni di consigliere comunale e solo un anno circa di camera dei deputati.
Per i più curiosi, e noi lo siamo, bisogna dire che gli incarichi sono alternati e in alcuni casi sono sovrapposti: Continua a leggere