Lettera bolognese a Matteo Salvini

PazienzaPertini

Il primo dubbio che ci assale è come iniziare, perché ovviamente dobbiamo essere coerenti con noi stessi, quindi niente caro, egregio, gentile, bla bla blah…
Allora siamo andati a vedere che incarico ricopre e risulta (qui oppure qui) che lei sia un europarlamentare e se le pagine non si sbagliano, a parte 40 giorni attorno a Giugno 2014, sembra che lo sia dal 08 Giugno 2009! Sei anni! Verrebbe da dire: “occhio alla crisi del settimo!” Ma poi scopriamo che ne ha fatti altri due (e un po’) tra il 2004 e il 2006, quindi niente crisi. Anzi, sembra che il sodalizio funziona, visto che ha fatto anche 17, sì, 17 anni di consigliere comunale e solo un anno circa di camera dei deputati.
Per i più curiosi, e noi lo siamo, bisogna dire che gli incarichi sono alternati e in alcuni casi sono sovrapposti: Continua a leggere

Lettera ad Adriano Celentano: l’azzurro si è sbiadito e in treno se n’è andato

tenderneve
Caro Sig.Celentano,
quando è uscito “Azzurro”, nel 1968, nessuno di noi era ancora presente nel mondo.
Da quando siamo nate, quella sua canzone è entrata dentro di noi, dalla televisione alla radio, dai concerti a quelli delle cover band, dalle feste di paese alle serate chitarra e fuoco, insomma ognuna di noi ha legato immagini ed emozioni a quella sua canzone. Quindi grazie.
Poi il gioco si è rotto, frantumato all’improvviso, quando abbiamo visto la pubblicità dell’altro treno italico.

Continua a leggere

Ehi, Bologna? C’è qualcuno in casa? Ritorno ad un pericoloso passato

Bologna_1921_Sede_della_Lega_dei_Braccianti_devastata_da_una_azione_squadrista

Bologna la grassa, la dotta, la rossa…
Anche Guccini la canta così.
Quando andiamo in giro, appena sentono da dove veniamo, la reazione è sempre la stessa: Bologna piace.
E noi?
Ci siamo stancati di sentire complimenti che la nostra città, purtroppo, non merita più.

Continua a leggere

Armiamoci e sparatevi!

buonanno-tv-pistola

Le guerre stanno aumentando, come la fame e la povertà.
Gli Stati Uniti non riescono a liberarsi della piaga delle armi per colpa delle industrie che sulle armi ci fanno affari miliardari.
L’Isis mette a fuoco una terra in piena crisi umanitaria, ma hanno sempre jeep funzionanti, benzina, armi e tecnologie di ultima generazione e noi siamo tutti beoti e focalizzati su di un solo punto: oddio l’orco cattivo! Ma non creiamo una sinapsi, perché evidentemente incapaci, per chiederci: ma chi li finanzia? Ma se sono così cattivi, perché non diciamo nulla del fatto che stiamo bombardando e combattendo contro l’unico popolo che li combatte veramente, ovvero il popolo curdo?
La cultura è ai minimi storici, l’egoismo, l’ignoranza e la presunzione con tanta arroganza invece è ai massimi.
Il sistema socio-economico è al collasso.
Siamo alla fine dell’Impero.
E i nostri Statisti?
Quali statisti?
E i nostri amministratori?

Continua a leggere

Lettera a Miss Italia: il pensiero non ha curriculum

corona-missitalia

Cara Alice, non ci conosciamo ma abbiamo la necessità di scriverti.
Te lo diciamo subito, la lettera è un po’ lunga.
Una settimana fa, quando siamo partiti per l’estero, non sapevamo chi tu fossi. Poi ieri, ci siamo riconnessi con il mondo e siamo stati travolti da fiumi di parole, da uno tsunami generato dalle tue di parole, poche e flebili parole.
Ammettiamo che ne siamo stati colpiti, ma solo per pochi secondi; quello che ci ha spronato discussione è stata la reazione popolare che è la motivazione di questa lettera.

Continua a leggere

70 anni, ma la bomba non va in pensione.

dottor-stranamore-2

Il 6 Agosto del 1945 l’Umanità fece un altro passo verso la propria autodistruzione: gli Stati Uniti sganciarono la prima bomba atomica. L’onore di tale battesimo toccò a Hiroshima, città giapponese. Non contenti, ne buttarono un’altra tre giorni dopo, a Nagasaki, anche se non era lei la predestinata, ma Kokura, che si salvò perché coperta dalle nubi.
Tra i pochi sopravvissuti ce ne sono alcuni che fanno parte di un gruppo elitario, quelli che hanno avuto l’onore di viversele entrambe e di sopravvivere. Tra questi, uno dei più famosi, anche perché parecchio longevo nonostante tutto, è Tsutomu Yamaguchi (山口 彊 Yamaguchi Tsutomu) nato a Nagasaki, 16 marzo 1916 e morto, sempre a Nagasaki, il 4 gennaio 2010. Il 6 Agosto era a Hiroshima per lavoro, a tre km dall’esplosione e venne travolto mentre scendeva da un autobus; si ritrovò temporaneamente accecato (anche se lui, in quel momento, non sapeva della temporaneità), con i timpani distrutti e gravi ustioni su tutto il corpo. Restò in un rifugio antiaereo fino al mattino successivo quando fece rientro a casa, nella sua Nakasaki. E dopo tre giorni altra bomba, ma stessa distanza: 3 km, numero perfetto.
Divenne un attivista anti nucleare instancabile e mai domo.
Queste alcune sue frasi:
“La ragione per cui odio le bombe nucleari è per ciò che fanno alla dignità degli esseri umani”
«La mia doppia esposizione alla bomba è ora un record ufficiale. Ciò può insegnare alle nuove generazioni l’orribile storia dei bombardamenti nucleari anche dopo la mia morte»
«Non riuscirò mai a capire perché il mondo non possa capire l’agonia delle bombe nucleari, come possono continuare a sviluppare simili armi?»
«Era mio destino che subissi ciò due volte e che sopravvivessi ad entrambi per testimoniare ciò che accadde»
Scrisse pure un libro e prima di morire partecipò a un documentario (nel 2006) intitolato Nijuuhibaku (Bombardati due volte) sulle 165 persone ufficialmente vittime di entrambe le bombe atomiche giapponesi proiettato persino alle Nazioni Unite.

E dopo 70 anni?

Continua a leggere

Domenica 2 Agosto 2015: un solo applauso.

2 Agosto 2014: Non avranno più i nostri applausi

Questo non è una manifestazione, tanto meno un flashmob. E’ solo un gruppo di persone, di Bologna e non, del Collettivo e non, che hanno deciso di unirsi e condividere. Ci troveremo sulla collinetta della Piazza della Stazione (Piazza Medaglie d’Oro) verso le 9.45. Ognuna con il suo fazzoletto macchiato. Questo non vuol essere un invito ad unirsi, ma un invito a tutte le persone a non sentirsi escluse. Anche perché più siamo, più il nostro silenzio si farà sentire.

Continua a leggere

Parole migranti, parole profughe, ma mai clandestine.

picasso-don-chisciotte1

Questa lettera l’ha ricevuta uno di noi un anno fa (la storia si riferisce a qualche anno prima) in occasione di un progetto di teatro sociale, il Festival In&Out, in corso proprio adesso, alla 5° edizione.

E visto che oggi è la giornata del profugo, la condividiamo con voi.

“Cari Cavalieri Erranti,

Continua a leggere

Ma da Fazio, si paga mai dazio?

Fabio e Silvio

Le nostre prime parole spese per Fabio Fazio risalgono al 2007, anche se bollivano da un po’ prima. E dopo otto anni ci ritroviamo allo stesso punto, come nel film Ricominciare da capo, con la differenza che la memoria del bel paese è godereccia, gode di pessima salute e la diagnosi dice che, comunque, sbagliando o no, non si impara.
Ieri sera, il nostro personalismo vaso, già straboccante dai tempi dei tempi, ha ricevuto l’ennesima gocciolina di acqua non potabile, l’ennesima intervista, stavolta a Silvio Berlusconi.
Tranquilli, non ci saranno arringhe o riflessioni, accuse o conclusioni, ma semplicemente un avviso a tutti i naviganti.
Che voi siate intellettuali, artisti, filosofi, industriali, scienziati, sindacalisti, sportivi, politici o anche no, che voi abbiate o non abbiate fatto, ma se avete bisogno di pubblicizzare il vostro nuovo prodotto, qualsiasi prodotto,  c’è un investimento trasversale, secondo noi, vincente, virale e privo di rischio:
Andate ospiti da Fazio,
alla peggio, comunque, non pagherete alcun dazio.

Pace