Violenza straordinaria o violenza quotidiana?

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Dopo ogni attentato, dopo ogni atto violento, dopo ogni vita spezzata c’è un momento per il dolore e poi il tempo per la riflessione.
Abbiamo come tutti provato dolore per la violenza che ha colpito Parigi. E alle persone care alle vittime va il nostro abbraccio.
Queste sono le nostre parole nel momento del dolore.
Se tu che leggi hai bisogno di prolungare questo tuo momento non continuare a leggere, perché noi ora diamo tempo alla riflessione.
Non vogliamo essere provocatori, ma davvero pensiamo che il dolore necessiti tempo, perché agire in preda al dolore, vuol dire dare libertà alla rabbia.
Il mondo della televisione, dei giornali, del web è pieno di gente che vuole cavalcare la nostra rabbia. Quella gente non merita da parte nostra una parola di più. Anzi, una gliela vogliamo dedicare: Karma.
E ora torniamo a noi, esseri umani. Continua a leggere

No Tav, Palestina, Tribunale dei Popoli e la Trilogia dell’EssErri De Luca

Tav: Tribunale dei Popoli a Torino per caso Valsusa - DA ANSA TORINO

Tav: Tribunale dei Popoli a Torino per caso Valsusa – DA ANSA TORINO

Tutte le strade portano al capezzale dell’Italia.

Lo sappiamo, non è una novità, l’Italia non gode di buona salute.
Ma come?
L’Italia, con le sue terre così diverse, con i suoi mari, fiumi, laghi, bellezze architettoniche, opere d’arte, siti archeologici, siti storici, arte di ogni genere e forma, cultura, filosofia, scienze, dialetti, etc etc… L’Italia sta male?!?
Pensi di no?
Allora fermati di leggere e goditela.
Pensi invece che non stia proprio benino?
Ma allora dov’è il problema?

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Lettera bolognese a Matteo Salvini

PazienzaPertini

Il primo dubbio che ci assale è come iniziare, perché ovviamente dobbiamo essere coerenti con noi stessi, quindi niente caro, egregio, gentile, bla bla blah…
Allora siamo andati a vedere che incarico ricopre e risulta (qui oppure qui) che lei sia un europarlamentare e se le pagine non si sbagliano, a parte 40 giorni attorno a Giugno 2014, sembra che lo sia dal 08 Giugno 2009! Sei anni! Verrebbe da dire: “occhio alla crisi del settimo!” Ma poi scopriamo che ne ha fatti altri due (e un po’) tra il 2004 e il 2006, quindi niente crisi. Anzi, sembra che il sodalizio funziona, visto che ha fatto anche 17, sì, 17 anni di consigliere comunale e solo un anno circa di camera dei deputati.
Per i più curiosi, e noi lo siamo, bisogna dire che gli incarichi sono alternati e in alcuni casi sono sovrapposti: Continua a leggere

Lettera ad Adriano Celentano: l’azzurro si è sbiadito e in treno se n’è andato

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Caro Sig.Celentano,
quando è uscito “Azzurro”, nel 1968, nessuno di noi era ancora presente nel mondo.
Da quando siamo nate, quella sua canzone è entrata dentro di noi, dalla televisione alla radio, dai concerti a quelli delle cover band, dalle feste di paese alle serate chitarra e fuoco, insomma ognuna di noi ha legato immagini ed emozioni a quella sua canzone. Quindi grazie.
Poi il gioco si è rotto, frantumato all’improvviso, quando abbiamo visto la pubblicità dell’altro treno italico.

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Ehi, Bologna? C’è qualcuno in casa? Ritorno ad un pericoloso passato

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Bologna la grassa, la dotta, la rossa…
Anche Guccini la canta così.
Quando andiamo in giro, appena sentono da dove veniamo, la reazione è sempre la stessa: Bologna piace.
E noi?
Ci siamo stancati di sentire complimenti che la nostra città, purtroppo, non merita più.

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Armiamoci e sparatevi!

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Le guerre stanno aumentando, come la fame e la povertà.
Gli Stati Uniti non riescono a liberarsi della piaga delle armi per colpa delle industrie che sulle armi ci fanno affari miliardari.
L’Isis mette a fuoco una terra in piena crisi umanitaria, ma hanno sempre jeep funzionanti, benzina, armi e tecnologie di ultima generazione e noi siamo tutti beoti e focalizzati su di un solo punto: oddio l’orco cattivo! Ma non creiamo una sinapsi, perché evidentemente incapaci, per chiederci: ma chi li finanzia? Ma se sono così cattivi, perché non diciamo nulla del fatto che stiamo bombardando e combattendo contro l’unico popolo che li combatte veramente, ovvero il popolo curdo?
La cultura è ai minimi storici, l’egoismo, l’ignoranza e la presunzione con tanta arroganza invece è ai massimi.
Il sistema socio-economico è al collasso.
Siamo alla fine dell’Impero.
E i nostri Statisti?
Quali statisti?
E i nostri amministratori?

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Lettera a Miss Italia: il pensiero non ha curriculum

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Cara Alice, non ci conosciamo ma abbiamo la necessità di scriverti.
Te lo diciamo subito, la lettera è un po’ lunga.
Una settimana fa, quando siamo partiti per l’estero, non sapevamo chi tu fossi. Poi ieri, ci siamo riconnessi con il mondo e siamo stati travolti da fiumi di parole, da uno tsunami generato dalle tue di parole, poche e flebili parole.
Ammettiamo che ne siamo stati colpiti, ma solo per pochi secondi; quello che ci ha spronato discussione è stata la reazione popolare che è la motivazione di questa lettera.

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70 anni, ma la bomba non va in pensione.

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Il 6 Agosto del 1945 l’Umanità fece un altro passo verso la propria autodistruzione: gli Stati Uniti sganciarono la prima bomba atomica. L’onore di tale battesimo toccò a Hiroshima, città giapponese. Non contenti, ne buttarono un’altra tre giorni dopo, a Nagasaki, anche se non era lei la predestinata, ma Kokura, che si salvò perché coperta dalle nubi.
Tra i pochi sopravvissuti ce ne sono alcuni che fanno parte di un gruppo elitario, quelli che hanno avuto l’onore di viversele entrambe e di sopravvivere. Tra questi, uno dei più famosi, anche perché parecchio longevo nonostante tutto, è Tsutomu Yamaguchi (山口 彊 Yamaguchi Tsutomu) nato a Nagasaki, 16 marzo 1916 e morto, sempre a Nagasaki, il 4 gennaio 2010. Il 6 Agosto era a Hiroshima per lavoro, a tre km dall’esplosione e venne travolto mentre scendeva da un autobus; si ritrovò temporaneamente accecato (anche se lui, in quel momento, non sapeva della temporaneità), con i timpani distrutti e gravi ustioni su tutto il corpo. Restò in un rifugio antiaereo fino al mattino successivo quando fece rientro a casa, nella sua Nakasaki. E dopo tre giorni altra bomba, ma stessa distanza: 3 km, numero perfetto.
Divenne un attivista anti nucleare instancabile e mai domo.
Queste alcune sue frasi:
“La ragione per cui odio le bombe nucleari è per ciò che fanno alla dignità degli esseri umani”
«La mia doppia esposizione alla bomba è ora un record ufficiale. Ciò può insegnare alle nuove generazioni l’orribile storia dei bombardamenti nucleari anche dopo la mia morte»
«Non riuscirò mai a capire perché il mondo non possa capire l’agonia delle bombe nucleari, come possono continuare a sviluppare simili armi?»
«Era mio destino che subissi ciò due volte e che sopravvivessi ad entrambi per testimoniare ciò che accadde»
Scrisse pure un libro e prima di morire partecipò a un documentario (nel 2006) intitolato Nijuuhibaku (Bombardati due volte) sulle 165 persone ufficialmente vittime di entrambe le bombe atomiche giapponesi proiettato persino alle Nazioni Unite.

E dopo 70 anni?

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Domenica 2 Agosto 2015: un solo applauso.

2 Agosto 2014: Non avranno più i nostri applausi

Questo non è una manifestazione, tanto meno un flashmob. E’ solo un gruppo di persone, di Bologna e non, del Collettivo e non, che hanno deciso di unirsi e condividere. Ci troveremo sulla collinetta della Piazza della Stazione (Piazza Medaglie d’Oro) verso le 9.45. Ognuna con il suo fazzoletto macchiato. Questo non vuol essere un invito ad unirsi, ma un invito a tutte le persone a non sentirsi escluse. Anche perché più siamo, più il nostro silenzio si farà sentire.

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Parole migranti, parole profughe, ma mai clandestine.

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Questa lettera l’ha ricevuta uno di noi un anno fa (la storia si riferisce a qualche anno prima) in occasione di un progetto di teatro sociale, il Festival In&Out, in corso proprio adesso, alla 5° edizione.

E visto che oggi è la giornata del profugo, la condividiamo con voi.

“Cari Cavalieri Erranti,

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