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NO TAVatar?

NO TAVatar?
Hai visto Avatar?
No?
Non vuoi avere anticipazioni?
Allora fermati qui, guardati il film e poi ne parliamo.
Hai la tentazione di continuare?
Guardati il film fino al minuto 17 abbondante poi premi pausa e ne parliamo.
L’hai già visto?
Allora continuiamo.
Dopo cinque anni dalla sua uscita, è successo che qualcuno ce lo ha proposto e così ci siamo fatti una visione collettiva di Avatar. Sì, siamo un po’ tardoni. Alcuni ottimisti e alcuni pessimisti, ma ci siamo tutti seduti, perché tutti curiosi, e abbiamo spinto play.
Ma poi abbiamo dovuto spingere stop al minuto 17 abbondante. Perché?
Perché è stato un bisogno collettivo, dovevamo confrontarci.
Possibile che vedessimo in Avatar la lotta No Tav?
Cameron è un No Tav?
Il pianeta Pandora è la Val di Susa, un ecosistema di rara bellezza.
La compagnia RDA è chi ha deciso, pianificato e iniziato a scavare, oltre a quelli che ci hanno guadagnato, quelli che ci stanno guadagnando e quelli che continueranno a guadagnarci a spese non solo dell’ecosistema della Valle ma a spese di un modello sociale e del suo popolo.
I Na’vi sono i No Tav che resistono e difendono il loro territorio, la loro cultura, il loro sistema sociale e il loro futuro.
E gli Avatar? Siamo tutti noi, perché la Val di Susa non è solo il loro territorio, la loro cultura, il loro sistema sociale e il loro futuro… è anche il nostro.
Ok, sì, ci è piaciuto. Quanto è il merito della lettura data? Chi può dire…
Forse questo articolo che stai leggendo.
Aprire il vaso di Pandora… si sa, implica conseguenze.
“Avatar è uscito nel 2009. Costato 237 milioni di dollari, ha incassato circa tre miliardi, diventando il film di maggiore incasso nella storia del cinema” (By Wikipedia).
E chissà quanti lo hanno visto!
Il risultato?
L’Italia persiste nel voler scavare, distruggere, inquinare, spendere, sperperare e dare addosso, processandoli come nemici dello stato, a chi non accetta la distruzione del territorio dello stato.
Il punto cruciale?
Che nella valle r-esistono e r-esisteranno, ma per fermare questo delirio serve che lo vogliamo tutti.
Perché non è solo la resistenza di una valle ma una lotta simbolo del futuro che vogliamo.
E che futuro vogliamo?
Una cosa certa è che Cameron farà altri tre sequel, al cinema nel 2016, 2017 e 2018.
Un’altra, è che una marea di gente sta subendo indagini e processi e quattro ragazzi, Chiara, Claudia, Mattia e Niccolò, sono in carcere aspettando di essere condannati come terroristi.
E che nella realtà non esiste un sequel, la lotta si fa, ma prima bisogna avere il coraggio di schierarsi. Bisogna avere il coraggio di prendere parte.
E tu, da che parte stai?
PS: Chiediamo scusa alla lotta No Tav se ci siamo permessi una metafora cinematografica. Avatar, al massimo, è una bellissima finzione. No Tav, al minimo, è una bellissima realtà. Con la speranza e, soprattutto, la volontà che si arrivi al buon senso reale prima della violenza cinematografica. Anche se la Natura è già stata violentata. E con lei la splendida società della Val di Susa.
Pace

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